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Anziana tenta il suicidio, i carabinieri salvano lei e la sorella caduta per fermarla

L’ambulanza del 118 all’Ospedale “Moscati”

Sfiorata una tragedia in via Minniti. Ieri mattina, i carabinieri dell’Aliquota Radiomobile e della stazione Taranto Principale sono intervenuti dopo una telefonata al 112, riguardo alla presenza anomala di un’anziana affacciata ad un balcone all’ottavo piano di un palazzo all’angolo di via Minniti con via Japigia.

I carabinieri, giunti nel giro di pochi secondi, rendendosi conto della gravità della situazione e dell’emergenza in cui si sarebbe dovuto lavorare, dopo aver allertato il 118 e i Vigili del Fuoco, sono saliti all’ottavo piano e hanno tentato di sfondare la porta dell’appartamento. Purtroppo l’arduo tentativo non è andato a buon fine perché hanno trovato davanti una porta blindata. Quello che nel frattempo aggravava ancora più la situazione erano i lamenti di un’altra donna che si sentivano dietro la porta. All’interno dell’abitazione, infatti, oltre all’anziana aspirante suicida, c’era la sorella che per cercare di bloccare la coinquilina era caduta e non riusciva più ad alzarsi.

Non c’era tempo da perdere. I carabinieri sono entrati nell’appartamento accanto, collegato a quello interessato attraverso un balcone comunicante e, facendo ingresso nella stanza dalla quale si affaccia il balcone con la portafinestra spalancata, hanno bloccato l’81enne che continuava a passeggiare vicino alla ringhiera, sporgendosi con metà del corpo verso il vuoto.

Giunto il personale del 118, la donna è stata trasportata all’ospedale “Moscati” in cura presso il reparto di psichiatria, mentre la sorella terrorizzata è stata affidata alle cure della figlia giunta nel frattempo sul posto.

La minaccia dell’ex: “Se non torni mi uccido con la bambina” Stalker tarantino finisce in manette


Dopo mesi di persecuzione nei confronti dell’ex compagna, è ricaduto nella trappola dello stalking un uomo di 51 anni tarantino, commerciante. Ieri la sua ex compagna, una 27enne tarantina, si trovava nella caserma dei carabinieri a presentare l’ennesima denuncia per le continue molestie subite. Questa volta, in più rispetto alle scorse occasioni, vi era che l’uomo si era indebitamente impossessato delle chiavi dell’appartamento della donna, pretendendo di attenderla lì la sera e trascorrere una normale serata come ai vecchi tempi. Dalla relazione tra i due, tre anni fa era nata anche una bimba che proprio ieri il padre aveva in affidamento bonario, in assenza di una sentenza giudiziaria per la definizione dei rapporti di separazione.

I fatti. Mentre la donna sporge denuncia, l’uomo telefona alla sua vittima per l’ennesima volta, ma in questa circostanza ad ascoltare la telefonata sono anche i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Taranto. La voce del 51enne è alterata e minacciosa. Sei le telefonate in dodici minuti. Le minacce sono esplicite e chiare. Inoltre, il tarantino appare dal tono di voce in evidente stato di ebbrezza e sostiene di avere con lui la piccola di tre anni. Aggredisce verbalmente la ex e prima di chiudere la telefonata la minaccia di suicidarsi con la bambina al seguito, se lei non gli da un’altra possibilità per tornare insieme.

A quel punto si rende urgente e necessario salvaguardare l’incolumità della piccola. Sotto direzione dei militari i due si danno un appuntamento nei pressi della Concattedrale, ma lui si presenta senza la figlia. I carabinieri osservano tutto a distanza di sicurezza. I due ex compagni iniziano una vivace discussione che dura qualche minuto, al termine della quale lui preso dall’ira dà uno spintone alla donna. L’immediato intervento dei carabinieri appostati evita il peggio. Bloccato, gli si chiede dove si trova la bimba. Fortunatamente era a casa di alcuni parenti di lui, per cui recuperata viene riaffidata alla madre. Il 51enne è stato arrestato ed accompagnato in carcere per l’ennesima volta. Solo poche settimane prima in seguito ad un episodio analogo aveva subito un arresto in flagranza con la stessa vittima e per lo stesso reato.