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Verso Brindisi con droga e soldi, i poliziotti arrestano tarantino

I soldi e la droga sequestrati a Riezzo

Stava portando la droga da Taranto a Brindisi il 43enne tarantino Angelo Riezzo arrestato dai poliziotti della Mobile a bordo della sua Mercedes Classe A proprio sulla Strada Statale 7.

Il presunto corriere, infatti, è stato trovato dagli agenti con 50 grammi di eroina in pietra in un involucro di cellophane sigillato con del nastro adesivo. La droga era nascosta nella scatola del cambio dell’auto.

Ma non è tutto. Riezzo, infatti, aveva indosso anche la somma 1000 euro in banconote di grosso taglio.

La droga ed i soldi sono stati sequestrati, Riezzo, invece, è finito in carcere con l’accusa di detenzione di droga ai fini dello spaccio.

La polizia festeggia i 160 anni. Il questore Mangini “Compostezza, capacità di reazione ed unità di intenti per respingere ogni atto di violenza”

Immagine di repertorio

Celebrata anche a Taranto la festa della Polizia a 160 anni dalla fondazione. Nella sede universitaria della Caserma Rossarol, nel cuore antico del capoluogo ionico, il questore Enzo Mangini ha sottolineato la necessità di reagire e restare uniti per respingere gli atti di violenza che hanno visto protagoniste l’Italia e la Puglia.

«Questa manifestazione – ha sottolineato il questore – cade in un periodo assai difficile per la vita del nostro Paese, in cui alle difficoltà presenti si associano timori per le prospettive future».

Una festa in cui si sono voluti sottolineare la presenza e l’impegno della Polizia di Stato sul territorio, a cominciare proprio dalla scelta della sede. «Abbiamo ritenuto quest’anno di organizzare il tradizionale anniversario nel nucleo storico di Taranto,la Città Vecchia, che è stata cuore della vita cittadina e merita oggi ogni attenzione perché possa riacquistare la sua centralità nel contesto urbano. Anche la scelta del luogo – ha continuato Mangini – risponde a precise motivazioni. Questo storico edificio ospita realtà ormai affermate nel panorama culturale e scientifico locale, quali le Facoltà di Giurisprudenza, Lettere e Filosofia e Scienze della Formazione, che rappresentano – insieme alle altre Facoltà del Polo Universitario Jonico – una grande occasione di crescita e sviluppo per tutta la provincia».

Il Questore di Taranto Enzo Mangini

Il questore ionico ha poi passato in rassegna gli ultimi 12 mesi che hanno rappresentato un periodo molto impegnativo. A cominciare dalla “emergenza Nord-Africa” nel Centro di Accoglienza ed Identificazione di Manduria, rimasto operativo sino a settembre scorso che ha ospitato circa 12mila extracomunitari.

«Incisiva l’azione di contrasto della criminalità organizzata – ha detto ancora il questore – nel cui ambito sono state portate a compimento dalla Polizia di Stato diverse operazioni».

L’operazione Octopus della Squadra Mobile, le indagini erano state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, nell’autunno scorso ha portato all’arresto di 11 persone che operava a Taranto e nel materano. Tutti si erano resi responsabili a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsioni, detenzione e porto abusivo di armi, usura e riciclaggio.

A febbraio gli uomini del Commissariato di Manduria, in collaborazione conla Squadra Mobile, nell’ambito di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, hanno arrestato 18 persone appartenenti ad una organizzazione che agiva nella zona orientale della provincia, con collegamenti anche nel brindisino, per associazione per delinquere di stampo mafioso, detenzione e porto abusivo di materiale esplodente, tentato omicidio, estorsione, spaccio di sostanze stupefacenti.

Ed ancora l’arresto della Squadra Mobile, sempre a febbraio, a Castellaneta di un pluripregiudicato latitante da oltre quattro mesi, ritenuto responsabile di concorso in un duplice omicidio con occultamento di cadavere avvenuto nelle campagne di Massafra, nel maggio 2011. Per lo stesso episodio, determinato da contrasti insorti tra opposti gruppi malavitosi, altre due persone erano già state arrestate.

Non solo arresti ma anche sequestri di armi e droga. L’ultimo, solo in ordine di tempo, quello di 20 chili di hashish avvenuto la scorsa settimana proprio in città vecchia.

«La situazione della sicurezza pubblica in questo territorio – ha sottolineato il questore – risente attualmente della difficile congiuntura economico-occupazionale, che non manca di acuire i conflitti e il disagio sociale, con ricadute negative sul piano della sicurezza reale e percepita».

Dal dottor Mangini, infine, l’appello alla collaborazione da parte di quanti sono caduti nella rete del racket e dell’usura. Continua a registrarsi, dice, un ridotto numero di denunce rispetto allo stimato sommerso, malgrado gli sforzi operati, anche attraverso le associazioni di categoria e gli sportelli antiracket.

Omicidio Palagiano, in cella anche il terzo uomo

Si chiude il cerchio intorno al duplice omicidio di Domenico Attorre di 52 anni e Domenico Petruzzelli di 35 avvenuto nelle campagne di Mottola lo scorso mese di maggio. Dopo gli arresti di Pasquale Fronza di 34 anni e Francesco Mancini di 33, all’alba di domenica i poliziotti della Squadra Mobile della Questura ionica, guidati dal dirigente Roberto Pititto, hanno arrestato anche il terzo responsabile, si tratta di Pietro Cisternino quarantacinquenne originario di Mottola. l’uomo subito dopo l’omicidio si era reso irreperibile. Gli investigatori, attraverso una delicata attività info investigativa, ostacolata da una fitta rete di fiancheggiatori, sono riusciti ad individuare il nascondiglio del presunto omicida. Cisternino, infatti, già da qualche tempo aveva riparato in un appartamento nel centro storico di Castellaneta. alle prime luci dell’alba i poliziotti hanno circondato l’edificio e lo hanno sorpreso nel sonno.
Una scomparsa particolare quella dei due pregiudicati palagianesi: quando i poliziotti raccolsero la denuncia di scomparsa da parte dei parenti di Attorre e Petruzzelli capirono di aver ascoltato in diretta le fasi concitate precedenti al duplice omicidio. Gli inquirenti, infatti, qualche tempo prima avevano piazzato una cimice nell’auto di Attorre. L’uomo era uscito dal carcere dopo 18 anni, e temevano che potesse riprendere in mano il traffico di droga nel versante ovest della provincia ionica. Grazie a quelle intercettazioni i poliziotti riuscirono a ricostruirne la dinamica e a individuare i responsabili L’esecuzione sarebbe avvenuta il 9 maggio. I corpi furono ritrovati il 1° giugno. Ma gia’ nei giorni successivi alla scomparsa delle due vittime furono effettuati i primi due fermi proprio grazie alla microspia. I corpi erano stati sotterrati e la vettura, data alle fiamme, venne ritrovata pochi giorni dopo l’omicidio nelle campagne di Palagiano.

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