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Verso Brindisi con droga e soldi, i poliziotti arrestano tarantino

I soldi e la droga sequestrati a Riezzo

Stava portando la droga da Taranto a Brindisi il 43enne tarantino Angelo Riezzo arrestato dai poliziotti della Mobile a bordo della sua Mercedes Classe A proprio sulla Strada Statale 7.

Il presunto corriere, infatti, è stato trovato dagli agenti con 50 grammi di eroina in pietra in un involucro di cellophane sigillato con del nastro adesivo. La droga era nascosta nella scatola del cambio dell’auto.

Ma non è tutto. Riezzo, infatti, aveva indosso anche la somma 1000 euro in banconote di grosso taglio.

La droga ed i soldi sono stati sequestrati, Riezzo, invece, è finito in carcere con l’accusa di detenzione di droga ai fini dello spaccio.

Usurai in manette a Massafra, prestavano soldi con tassi fino al 120%

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È stata la fiducia riposta dal cittadino nei confronti delle istituzioni a permettere ai finanzieri del comando provinciale di Taranto di arrestare due usurai massafresi. I due, il 40enne Carmine Miraglia e il 30enne Giuseppe Celini, praticavano prestiti a strozzo con interessi che si aggiravano tra il 70 e il 120%. le somme da restiture che mensilmente aumentavano, quindi, diventavano un vero e proprio incubo per chi le aveva richieste.
Le loro vittime preferite erano i commercianti, proprio come questa volta. Un artigiano massafrese, spinto dall’impossibilità di poter usufruire di altri prestiti bancari, ha pensato di far fronte alle proprie esigenze di liquidità rivolgendosi ai due usurai. Il prestito richiesto ammontava a 25 mila euro e lui, pur di ottenere la somma, aveva pattuito di restituirne il doppio dopo pochi mesi, ad un interesse proprio tra il 70% ed il 120%. La vicenda era iniziata nel 2009 ed in tre anni l’uomo sarebbe stato letteralmente spogliato di tutti i suoi averi, tanto da dover ricorrrere a prestiti di parenti e amici per far fronte alla restituzione del prestito. Finchè, prostrato dalla situazione, l’uomo non ha trovato il coraggio di denunciare tutto, anche in prospettiva poter ricorrere all’ausilio economico previsto per le ‘vittime dell’usura’.
I due sono stati arrestati all’alba dagli uomini delle fiamme gialle. Le ordinanze sono state emesse dal gip Rosati su richiesta del sostituto procuratore Patrizia Cannalire.

Droga fra i muretti a secco, la polizia arresta in flagrante un manduriano

700 grammi di hashish e 320 di marijuana, è questa la quantità di droga recuperata venerdì sera dagli agenti della Mobile della questura di Taranto e da quelli del Commissariato di Manduria nel corso di un’operazione che ha portato all’arresto di un 20 enne di Manduria.
Il giovane è stato beccato ed ammanettato in un vigneto nelle campagne di Maruggio proprio mentre stava recuperando la droga nascosta in un grosso vaso di vetro nell’intercapedine di un muretto a secco.
In casa del giovane, invece, i poliziotti hanno trovato duemila euro probabile provento dell’attività di spaccio. Il 20 enne è stato arrestato in flagrante.

Estorcono soldi a benzinaio per interrompere un’indagine nei suoi confronti, i carabinieri di Massafra arrestano un finanziere ed un suo cugino per concussione in concorso

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Avevano costretto il gestore di un distributore di carburanti a corrispondere la somma di 3000 euro per “insabbiare” una fantomatica indagine avviata sul suo conto dalla Guardia di Finanza di Taranto, su presunte false fatturazioni e la commercializzazione illegale di gasolio. Con questa accusa sono finiti in manette un 46enne, maresciallo della Guardia di Finanza in servizio al Comando Provinciale di Taranto e suo cugino 38enne, originario del capoluogo ionico.
L’indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Massafra, guidati dal tenente Giuseppe Beltempo, ha preso il via quando la vittima si è presentata in caserma denunciando di essere stata inizialmente avvicinata da un abituale cliente dell’area di servizio che lo aveva messo in guardia da imminenti verifiche sul suo conto da parte delle fiamme gialle. L’uomo si era pertanto adoperato per rimettere a posto i conti quando, in un successivo incontro, lo stesso cliente gli faceva presente che un suo cugino finanziere, in servizio alla Tributaria, avrebbe potuto interrompere quell’attività d’indagine in cambio di “una regalia” per i suoi colleghi d’ufficio, evidentemente anche per sé. Il commerciante consapevole delle condotte illegali commesse nell’ambito della sua attività, aveva acconsentito anche se finanziariamente non era nelle condizioni di poter sborsare una grossa soma.
Qualche giorno dopo i due si sono presentati, il finanziere avrebbe contestato alla vittima le violazioni per cui il suo ufficio stava indagando, mostrandosi disponibile ad “insabbiare” l’inchiesta in corso proprio in virtù dell’amicizia con suo cugino. Anche in quella occasione i due gli avrebbero chiesto dei soldi che sarebbero finiti nelle tasche solo dei colleghi di ufficio del finanziere. L’imprenditore, però, nutrendo dubbi sulla qualità personale del sedicente maresciallo, gli avrebbe chiesto il tesserino di riconoscimento. È stato proprio in quel momento che la vittima ha rilevato le generalità del concussore e, addirittura, il numero di matricola, elementi rivelatisi determinanti per la sua identificazione. Addirittura alla vittima, date le sue difficoltà economiche, era proposto di accendere un finanziamento o di rateizzare l’importo richiesto.
Le attività investigative condotte, anche di natura tecnica, hanno consentito di accertare la veridicità del racconto della vittima e, soprattutto, di stabilire che le condotte contestate corrispondono ad una personalissima iniziativa dell’infedele finanziere che per nulla coinvolgono il reparto di appartenenza.
Giovedì mattina i militari del Nucleo Operativo Carabinieri di Massafra, coadiuvati da personale del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Taranto, hanno arrestato in flagranza di reato il cugino del finanziere che si era recato dalla vittima per riscuotere una parte dell’importo pattuito, pari a 500 euro, che avrebbe in seguito consegnato al parente. Poco dopo è toccato al finanziere, fermato poichè per lui si prospettava il pericolo di fuga e la possibilità che, se lasciato in libertà, avrebbe potuto condizionare la vittima a ritrattare.
I due indagati, che dovranno rispondere di concussione in concorso, sono stati portati in carcere in attesa dell’udienza di convalida.

20mila euro per ferirlo e 6mila per salvargli la vita, in manette estorsore beccato in flagrante dai Carabinieri a Massafra

Avevano già avuto diversi incontri il commerciante massafrese ed il suo presunto sicario, Marcello Perna 53enne siciliano ma da tempo residente a Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi. Oggi quello decisivo che ha portato all’arresto del 53enne vecchia conoscenza delle forze dell’ordine.

I due erano stati visti discutere qualche giorno fa per strada ed i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Massafra li avevano fermati per un controllo.

Dopo una prima ritrosia i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Taranto hanno scoperto che il commerciante era vittima di un tentativo di estorsione da parte del 53enne.

L’uomo infatti era stato avvicinato in un primo momento da un’altra persona, Guido De Santis di 66 anni (già noto alle forze dell’ordine per diversi reati tra cui anche omicidio) che gli aveva raccontato di aver saputo proprio da Perna di essere stato incaricato dal socio in affari del commerciante di ferirlo a colpi di arma da fuoco. De Santis, invece, con il suo intervento voleva evitare che ciò avvenisse.

Per intimidire il commerciante il 66enne aveva raccontato di essere a conoscenza dei dissapori che avevano fatto maturare la decisione del socio di risolverli con il fuoco. 20mila euro, tanti sarebbero bastati a Perna per ferire il commerciante ed accontentare il socio. I soldi, secondo De Santis, erano già stati consegnati al presunto sicario in due tranche da 10mila euro ciascuna, il 66enne, tra l’altro, avrebbe raccontato che per mettere a segno l’attentato Perna aveva iniziato a studiare l’obiettivo, individuando la sua abitazione, i punti di ritrovo e gli itinerari che compiva ogni giorno.

Il commerciante, impaurito, non si è tirato indietro e gli ha chiesto aiuto. De Santis, per tutta risposta, gli aveva risposto che di li a poco il suo sicario si sarebbe fatto vivo. E così è stato. Perna gli ha fatto visita annunciandogli che per 6 mila euro avrebbe procrastinato l’impegno preso.

La consegna dei soldi avvenuta sulla Statale

Il commerciante ha accettato e, con la complicità dei carabinieri del Nucleo Investigativo, ha pattuito il luogo e l’ora in cui ci sarebbe stata la consegna del denaro. Alle 12 di questa mattina in una traversa isolata della statale Taranto Massafra il commerciante e Perna non erano da soli. Ad osservare il tutto da lontano c’erano anche i militari che hanno atteso il passaggio di mano per ammanettare il francavillese con l’accusa di estorsione. Sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per le stesse motivazioni anche il complice di Perna, Guido De Santis. Denunciato invece e il socio in affari del commerciante.

«Dammi i soldi, da oggi ti proteggo io», rumena rapina connazionale sulla Taranto San Giorgio. La Polizia la ferma

Immagine di repertorio

Avrebbe aggredito e rapinato una sua connazionale con l’intento di farsi consegnare i guadagni fatti sulla strada. È accaduto ieri sulla strada statale che collega Taranto a San Giorgio Jonico. Vittima e carnefice sono due rumene entrambe di 19 anni. La presunta autrice dell’aggressione è stata sottoposta a fermo di polizia giudiziaria proprio poco prima che lasciasse il capoluogo ionico diretta in Francia.

È stata la vittima a denunciare l’accaduto ai poliziotti della Questura di Taranto.

La giovanissima avrebbe raccontato che ieri mattina era stata avvicinata dalla sua connazionale conosciuta qualche mese prima. L’aguzzina, giunta a tutta velocità su un’Alfa Romeo, le aveva imposto la sua protezione pretendendo, allo stesso tempo, tutti i guadagni della ragazza. Alle prime rimostranze della 19enne, la rumena l’avrebbe aggredita con un calcio, tanto da farla cadere dalla sedia, e poi le avrebbe strappato con violenza un anello ed una collanina di oro. Non contenta la rumena le ha portato via anche la borsetta con all’interno 260 euro e un telefonino che avrebbe poi gettato per impedire che la sua connazionale chiedesse aiuto.

L’aguzzina è stata identificata e fermata a poche ore dall’accaduto, la 19enne, trovata proprio nelle vicinanze dell’albergo in cui viveva, era pronta per partire alla volta della Francia.

I carabinieri sequestrano a Statte una sala scommesse abusiva, denunciato il titolare

La sala scommesse sequestrata a Statte

Era divenuto fonte di preoccupazione per diverse donne di Statte il centro scommesse sequestrato martedì dai carabinieri della stazione della cittadina. Quotidianamente ai militari arrivavano le segnalazioni e gli appelli: uomini che trascuravano la famiglia e sperperavano i risparmi dilapidandoli in scommesse.

I carabinieri non dopo una serie di verifiche sono intervenuti controllando la sala scommesse Bet 11 28. Ebbene è stato accertato che la società che gestisce l’attività effettuava scommesse sportive sul territorio nazionale con due società estere una in Austria e un’altra a Malta, senza la prevista autorizzazione ministeriale. Il pagamento delle scommesse, inoltre, avveniva in contanti da parte di qualsiasi avventore e non, come dovrebbe essere, con una carta ricaricabile in possesso dei soli soci.

Sequestrati due televisori installati per la visualizzazione delle scommesse, tre computer terminali, sette monitor e tre stampanti, il tutto adibito alla ricezione ed alla stampa delle giocate.

Al centro scommesse sono stati apposti i sigilli ed il titolare, un 50enne di Taranto, già noto alle forze dell’ordine, è stato denunciato per esercizio abusivo di attività di gioco e di scommesse.

La sala scommesse sequestrata a Statte

Sequestrati a Grottaglie 5 videopoker, la Finanza dichiara guerra ai circoli ricreativi fuori legge

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Continua l’azione di polizia economico-finanziaria delle Fiamme Gialle tarantine sull’intero territorio provinciale, per contrastare l’illecita diffusione di videopoker e l’evasione dell’imposta sugli intrattenimenti.

Nel particolare, i finanzieri di Martina Franca, hanno individuato in un circolo privato di Grottaglie 5 apparecchi videopoker, oltre a 31 euro in denaro contante e circa 700 gettoni del valore di un euro ciascuno.

Gli apparecchi sono stati sequestrati ed il titolare della sala giochi e’ stato denunciato.

Furto d’auto e cavallo di ritorno, due lizzanesi finiscono nei guai

Immagine di repertorio

Hanno utilizzato la tecnica del “cavallo di ritorno” per estorcere 1200 euro ad un operaio di Lizzano al quale avevano rubato la Fiat Uno quattro giorni prima. Con l’accusa di tentata estorsione in concorso i carabinieri della stazione del paese hanno arrestato due uomini, Fabrizio Antonante di 39 anni e un incensurato di 35.

I due sono stati arrestati in flagrante in quanto nella mattinata di ieri avevano telefonato all’operaio chiedendo la somma di denaro in cambio della restituzione dell’auto. L’uomo ha immediatamente allertato le forze dell’ordine ed ha fissato l’ora dell’incontro. Ad attendere i malviventi c’erano anche i carabinieri che li hanno ammanettati subito dopo la consegna della busta con i soldi.

Spacciava eroina in città vecchia, giovane pusher in manette

La droga sequestrata a Faraone

Nascondeva nell’intercapedine di un muro in via Pentite in città vecchia a Taranto la droga che quotidianamente smerciava. Operazioni che avvenivano in pochissimi minuti: gli assuntori che gli consegnavano i soldi, lui che si allontanava per prendere l’eroina per far poi ritorno e consegnare le dosi. Pochissimi passaggi fatti negli anfratti del cuore antico di Taranto che i Falchi della Mobile hanno minuziosamente osservato per diversi giorni prima di intervenire e cogliere, con le mani nel sacco, il 22enne Antonio Faraone che è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Indosso al giovanissimo pusher i poliziotti hanno trovato ben 95 euro in contanti in banconote di piccolo taglio, nel muro invece erano nascoste ben 15 dosi di eroina pronte per essere vendute.