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Sequestra e tenta di rapinare anziano, rumeno arrestato dai carabinieri a San Giorgio Jonico

Florian Grumeza, 31 anni

Non si è perso d’animo ed ha messo in fuga il suo rapinatore il 77enne aggredito ieri pomeriggio nel suo garage di San Giorgio Jonico mentre stava lavorando. Sono stati poi i carabinieri della cittadina della provincia ionica ad assicurare alla giustizia Florian Grumeza, 31enne di origine rumena, proprio mentre era in procinti di fuggire a bordo dell’autobus che lo avrebbe portato a Lizzano, suo paese di residenza.

Erano le 15,30 quando il rumeno avrebbe fatto irruzione nel garage dell’anziano immobilizzandolo e mettendogli addirittura dello scotch da imballaggio sulla bocca per impedirgli di gridare e chiedere aiuto. Armato di coltello poi glielo avrebbe puntato alla gola con l’intento di rapinarlo. È stata la pronta reazione dell’arzillo signore che ha tentato di disarmare il bandito a metterlo in fuga.

L’anziano ha immediatamente avvisato i carabinieri che si sono messi sulle tracce del rapinatore intercettandolo alla fermata dell’autobus che lo avrebbe portato a Lizzano.

Florian Grumeza, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, è stato così arrestato. Dovrà rispondere di tentata rapina e sequestro di persona. Il coltello e lo scotch utilizzati sono strati sequestrati. L’anziano invece, che nel tentativo di divincolarsi è rimasto ferito, è stato portato al pronto soccorso del San Marco di Grottaglie e se la caverà in 10 giorni.

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Buone pratiche e successo internazionale per il progetto di Rigenerazione Urbana “Città Montedoro” presentato alla Fiera di Milano

(FONTE: COMUNICATO STAMPA)

La presentazione del progetto a Milano

Una “best practice” che fa scuola e mostra come quando la politica, l’impresa e il mondo delle professioni lavorano in sincrono ad un obiettivo comune i buoni risultati e le eccellenze riescono a maturare anche al Sud e nella nostra provincia in particolare.

E’ il caso del progetto “Città Montedoro” inserito nel Programma Integrato di Rigenerazione Territoriale (P.O. FESR 2007-2013 Asse VII) che l’Unione dei Comuni omonima e il Comune di Sava hanno progettato e presentato assieme con l’obiettivo di ricreare una sorta di luogo identitario esteso dove rintracciare i segni della socialità e della vita collettiva e comunitaria.

Una esperienza che portata agli onori della cronaca durante il recente Expo Italia Real Estate alla Fiera di Rho a Milano, appone una medaglia di merito sul gonfalone dei Comuni di Carosino, Faggiano, Monteiasi, Montemesola, Monteparano, Raccaforzata, San Giorgio e San Marzano, componenti dell’Unione dei Comuni “Montedoro” e sul Comune di Sava che nel progetto assurge a ruolo di sintesi con la realizzazione di un Centro di Identità e Conoscenza di questa nuova città diffusa.

«Non si tratta di un progetto basato solo sui numeri o sulle volumetrie pure così residuali in un programma di rigenerazione urbana – spiega Antonio Marinaro, dismettendo per un attimo la giacca del presidente dell’ANCE e parlando da imprenditore coinvolto nel progetto – quanto di un modello culturale che guarda alla pietra e alla restituzione del genius loci delle piazze, delle vie e dei centri storici di nove comuni che hanno saputo fare programmazione unendo le loro forze e mirando soprattutto ai talenti, alle professionalità e alle competenze espresse dal territorio».

A Milano il progetto “Città Montedoro”, alla presenza della promotrice indiscussa degli interventi di riqualificazione urbana per la Puglia, l’Assessore regionale Angela Barbanente, è stato riconosciuto come tra i migliori interventi nazionali programmati in tema di rigenerazione territoriale.

Il presidente dell’Unione Montedoro Vito Antonio Punzi

«L’EIRE, vetrina internazionale tra le più importanti del settore in tema di gestione, valorizzazione, sviluppo e riqualificazione dei patrimoni immobiliari pubblici e privati – spiega il Presidente dell’Unione “Montedoro” e Sindaco di Montemesola, Vito Antonio Punzi – è stata l’occasione per presentare un progetto che vista la portata costituirà principale fattore di sviluppo per il territorio coinvolto, considerate anche le sue potenzialità e opportunità di investimento».

Un esempio di buone pratiche anche per i criteri utilizzati nell’aggiudicazione della gara d’appalto.

L’Unione dei Comuni e il Comune di Sava hanno infatti deciso di adottare il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

«Un criterio – spiega Antonio Marinaro – che ha permesso di promuovere la qualità della proposta imprenditoriale, conferendo alle opere il valore aggiunto rappresentato dalle migliorie apportate al progetto. Un modello che andrebbe preso in considerazione anche in altre gare d’appalto che caratterizzano e caratterizzeranno il nostro territorio sempre più “vittima” di stazioni appaltanti, anche pubbliche, affezionate ad una pratica scarsamente qualitativa e qualificativa come quella del massimo ribasso».

Nello specifico il programma “Città Montedoro” riguarderà tutti i centri storici dei comuni coinvolti per un importo totale di circa un milione e 400 mila euro e per interventi che vanno dalla ripavimentazione in basolato all’arredo urbano, dalla riqualificazione di palazzi storici fino a lavori di pubblica illuminazione.

Una città “ideale” che grazie al progetto finanziato da fondi FESR e affidato alla progettazione dello Studio START Associato, riguarderà interventi di riqualificazione e rigenerazione in Piazza Vittorio Emanuele II e alcune vie limitrofe a Carosino, Piazza Vittorio Veneto a Faggiano, Via Regina Margherita e via Grottaglie a Montemesola, Piazza Maria Immacolata a Monteiasi, Piazza Umberto I e area pedonale a San Marzano, Piazza Castello a Roccaforzata, Via XXIV Maggio a Monteperano e molte vie del centro storico di San Giorgio Jonico.

A Sava il programma di rigenerazione urbana riguarderà la realizzazione di Centro di Identità e Conoscenza della Città diffusa di Montedoro, che sarà realizzato intervenendo all’interno di Palazzo Spagnuolo Palma sempre all’interno del centro storico del comune jonico-salentino.

In un contesto generale caratterizzato da gare d’appalto al massimo ribasso e procedure aggiudicate ad imprese e professionisti spesso provenienti da molto lontano, fa dunque notizia il buon esempio di operatività locale.

«L’esperienza di Montedoro – ha spiegato la Barbanente durante il work shop milanese – si può considerare un ottimo esempio nei percorsi di rigenerazione territoriale, di formazione di un processo di apprendimento collettivo e di sinergia tra l’Unione e i suoi abitanti».

Rissa con sparatoria a San Giorgio Jonico, fermato il presunto autore

Salvatore Presta, 50 anni

Si conoscevano Cosimo Marinelli, 36enne e Salvatore Presta, 50 anni, rispettivamente vittima e presunto autore della sparatoria avvenuta nella notte tra mercoledì e giovedì a San Giorgio Jonico vicino al bar Panorama. I carabinieri della Compagnia e del Nor di Martina Franca, agli ordini del capitano Francesco Buconi e del tenente Francesco Bagnolo, hanno risolto in pochissimo il mistero della lite e del successivo ferimento a colpi di arma da fuoco del 36enne tarantino.

Entrambi erano vecchie conoscenze delle forze dell’ordine per reati contro la droga e non si esclude che la lite possa essere avvenuta proprio per motivi legati al traffico di sostanze stupefacenti o per motivi personali.

Marinelli quella notte era stato raggiunto da un proiettile alla gamba destra ed operato al Giannuzzi di Manduria.

I militari hanno ricostruito quanto accaduto nella notte. La lite sarebbe scoppiata intorno all’una e venti ed i carabinieri sono stati allertati dalla telefonata di una donna che segnalava la rissa. Proprio nel corso della telefonata i militari della sala operativa avrebbero udito in diretta gli spari.

Il primo sopralluogo, però, eseguito pochissimo tempo dopo, non avrebbe permesso di rinvenire i bossoli e gli avventori del bar dicevano di non aver visto nulla, né confermavano di aver sentito dei colpi di arma da fuoco.

È stata la Polizia di Grottaglie, intorno alle tre, a comunicare che Marinelli era stato accompagnato all’ospedale San Marco perché ferito con colpi di arma da fuoco.

Alle prime luci dell’alba c’è stato un secondo sopralluogo dei carabinieri nella zona panoramica della cittadina sangiorgese ed hanno ritrovato tre bossoli di proiettile per pistola calibro 6.35 ed alcune macchie di sangue.

Gli avventori del bar, in tutto una quindicina di persone, non sarebbero stati di supporto ai militari. Addirittura alcune hanno negato la loro presenza sul posto, poi riscontrata con l’incrocio delle dichiarazioni. I carabinieri hanno ricostruito due diverse fasi della rissa in due momenti a distanza di una ventina di minuti l’una dall’altra. Il ferimento di Marinelli sarebbe avvenuto nella seconda fase della rissa. Nella prima, invece, due ragazzi, probabilmente per il troppo alcol, avevano litigato. Restano ancora da chiarire i motivi che hanno scatenato la seconda fase della lite.

Le attenzioni dei carabinieri si sarebbero rivolte prima ad un giovane di san Giorgio Jonico, anche lui vecchia conoscenza delle forze dell’ordine per reati relativi alla droga, che poco prima aveva litigato con Marinelli.

Solo dopo il cerchio si è chiuso intorno a Salvatore Presta. L’uomo di Carosino, che nel frattempo aveva fatto ritorno a casa, è accusato di tentato omicidio e porto illegale di arma da fuoco. Il 50enne dovrà anche chiarire il movente.