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Parenti serpenti ai Tamburi, ladro e complice rubano in casa dello zio e della cugina

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Ruba a casa dello zio facendo razzia di oro e altri oggetti. È accaduto al quartiere Tamburi dove all’alba due pattuglie di carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Taranto del tenente Pietro Laghezza, durante i servizi di controllo del territorio, hanno notato la finestra di un appartamento al piano terra di uno stabile ai Tamburi con la grata in metallo divelta e il vetro rotto. Immaginando cosa potesse essere accaduto, i militari si sono fermati e hanno iniziato un cauto e attento sopralluogo. L’impressione era che all’interno ci fosse qualcuno e non erano certo i proprietari.
Infatti, sorpresa: entrando proprio dalla finestra rotta, il brigadiere si è trovato faccia a faccia con due giovani che, non pensando a tanto, hanno cercato di darsi alla fuga uscendo dalla porta d’ingresso. Ma anche lì c’erano pronti altri due carabinieri che li hanno bloccati.
Da una perquisizione immediata fatta sul posto, sono stati rinvenuti vari monili in oro di piccole dimensioni che i pregiudicati avevano già nascosto nelle tasche dei pantaloni, mentre in due borsoni avevano preparato gli oggetti da portare via. I ladri sono Ivan Golluscio, 25enne, e Marco Mascaretti, 19enne, entrambi già noti alle forze dell’ordine.
In mattinata, poi, in caserma si è presentata anche la cugina di uno degli arrestati per denunciare il furto nella propria abitazione. Anche in questo caso ad agire sarebbe stato il cugino.
I due topi d’appartamento sono stati arrestati e portati in carcere

A Manduria anziana mette in fuga i rapinatori

Il commissariato di Polizia di Manduria

Vestiti con tute da lavoro e cappuccio per nascondere il viso hanno tentato di entrare in casa di un’anziana di Manduria e di rapinarla. È successo intorno alle 6, ad attirare l’attenzione della malcapitata che stava dormendo è stato il continuo abbaiare dei suoi cani.

La 78enne ha raggiunto il terrazzo ed ha visto nella sua proprietà i due giovani che l’hanno raggiunta e, aggredendola, le hanno ordinato di consegnare loro tutto il denaro che aveva in casa.

L’anziana non si è persa d’animo, ha reagito e ha messo in fuga i rapinatori. Nel frattempo, però, anche i vicini avevano sentito i rumori. Sul posto sono subito arrivati gli agenti del commissariato di polizia della cittadina messapica. La donna ha riportato delle ferite al viso ed al corpo ed ha dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari del Giannuzzi, se la caverà in 10 giorni. Intanto le indagini dei poliziotti dovranno identificare gli autori dell’aggressione.

Furto d’auto e cavallo di ritorno, due lizzanesi finiscono nei guai

Immagine di repertorio

Hanno utilizzato la tecnica del “cavallo di ritorno” per estorcere 1200 euro ad un operaio di Lizzano al quale avevano rubato la Fiat Uno quattro giorni prima. Con l’accusa di tentata estorsione in concorso i carabinieri della stazione del paese hanno arrestato due uomini, Fabrizio Antonante di 39 anni e un incensurato di 35.

I due sono stati arrestati in flagrante in quanto nella mattinata di ieri avevano telefonato all’operaio chiedendo la somma di denaro in cambio della restituzione dell’auto. L’uomo ha immediatamente allertato le forze dell’ordine ed ha fissato l’ora dell’incontro. Ad attendere i malviventi c’erano anche i carabinieri che li hanno ammanettati subito dopo la consegna della busta con i soldi.

Ladri in azione a Taranto, la polizia li becca in flagrante

Erano amici del figlio dei proprietari della villa che hanno svaligiato i due ladri arrestati domenica sera

dagli agenti della polizia in via Lago di Como a Taranto.

M.N. di 20 anni e M.E. di 18 avevano pianificato il furto nei minimi dettagli, poco prima di introdursi nella villetta, infatti, avevano chiamato l’amico per accertarsi che in casa non ci fosse nessuno.

I due topi d’appartamento sono stati scoperti dai poliziotti proprio mentre stavano abbandonando l’edificio e stavano per entrare nell’auto, una Nissan Micra, parcheggiata proprio nelle vicinanze. Nelle loro disponibilità sono stati trovati un pc portatile ed alcuni gioielli.

Gli agenti delle Volanti della Questura ionica hanno accertato che i ladri sarebbero entrati da una porta finestra posta sul retro dell’abitazione dopo aver infranto il vetro e avevano fatto man bassa di quanto presente.

Il ventenne ed il diciottenne sono stati posti ai domiciliari, intanto i poliziotti stanno accertando se i due

possano essere anche gli autori di un altro furto, compiuto con le stesse modalità, avvenuto lo scorso 27 aprile.

Incastrati dalle telecamere, in manette due ladri baresi in trasferta a Taranto

La foto della telecameraAll’alba i poliziotti della Squadra Mobile di Taranto in collaborazione con i colleghi di Bari hanno  arrestato Denis Dukic, montenegrino di 34 anni, e Franco Logoluso, originario di Bari di 40 anni, per furto aggravato.

I due, entrambi residenti nel capoluogo pugliese, avrebbero compiuto una serie di furti la notte del 9 dicembre scorso in alcuni negozi del centro di Taranto, portando via merce per un valore di 6500 euro.

Le indagini hanno permesso di accertare, grazie all’attento esame delle telecamere di sicurezza installate dai negozi derubati, i volti dei due malfattori che sicuri di non essere riconosciuti avevano agito tranquillamente a volto scoperto.

Gli investigatori della Squadra Mobile sin da subito avevano maturato la convinzione che i due fossero venuti in trasferta dal capoluogo barese e così hanno inviato i volti dei presunti ladri ai colleghi della Mobile di Bari.

Solo dopo alcuni giorni, sulle scorta delle precise informazioni ricevute, i poliziotti del capoluogo barese hanno individuato in Dukic ed il suo complice i malviventi.

Le successive indagini hanno permesso agli agenti prima di circoscrivere la zona abitualmente frequentata dai due e dopo una lunga serie di servizi di appostamento, di rintracciare ed arrestare  il montenegrino ed a distanza di alcuni giorni fermare anche il quarantenne barese.

I due a seguito dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Taranto Rosati, sono stati accompagnati in carcere.