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Usurai in manette a Massafra, prestavano soldi con tassi fino al 120%

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È stata la fiducia riposta dal cittadino nei confronti delle istituzioni a permettere ai finanzieri del comando provinciale di Taranto di arrestare due usurai massafresi. I due, il 40enne Carmine Miraglia e il 30enne Giuseppe Celini, praticavano prestiti a strozzo con interessi che si aggiravano tra il 70 e il 120%. le somme da restiture che mensilmente aumentavano, quindi, diventavano un vero e proprio incubo per chi le aveva richieste.
Le loro vittime preferite erano i commercianti, proprio come questa volta. Un artigiano massafrese, spinto dall’impossibilità di poter usufruire di altri prestiti bancari, ha pensato di far fronte alle proprie esigenze di liquidità rivolgendosi ai due usurai. Il prestito richiesto ammontava a 25 mila euro e lui, pur di ottenere la somma, aveva pattuito di restituirne il doppio dopo pochi mesi, ad un interesse proprio tra il 70% ed il 120%. La vicenda era iniziata nel 2009 ed in tre anni l’uomo sarebbe stato letteralmente spogliato di tutti i suoi averi, tanto da dover ricorrrere a prestiti di parenti e amici per far fronte alla restituzione del prestito. Finchè, prostrato dalla situazione, l’uomo non ha trovato il coraggio di denunciare tutto, anche in prospettiva poter ricorrere all’ausilio economico previsto per le ‘vittime dell’usura’.
I due sono stati arrestati all’alba dagli uomini delle fiamme gialle. Le ordinanze sono state emesse dal gip Rosati su richiesta del sostituto procuratore Patrizia Cannalire.

Estorcono soldi a benzinaio per interrompere un’indagine nei suoi confronti, i carabinieri di Massafra arrestano un finanziere ed un suo cugino per concussione in concorso

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Avevano costretto il gestore di un distributore di carburanti a corrispondere la somma di 3000 euro per “insabbiare” una fantomatica indagine avviata sul suo conto dalla Guardia di Finanza di Taranto, su presunte false fatturazioni e la commercializzazione illegale di gasolio. Con questa accusa sono finiti in manette un 46enne, maresciallo della Guardia di Finanza in servizio al Comando Provinciale di Taranto e suo cugino 38enne, originario del capoluogo ionico.
L’indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Massafra, guidati dal tenente Giuseppe Beltempo, ha preso il via quando la vittima si è presentata in caserma denunciando di essere stata inizialmente avvicinata da un abituale cliente dell’area di servizio che lo aveva messo in guardia da imminenti verifiche sul suo conto da parte delle fiamme gialle. L’uomo si era pertanto adoperato per rimettere a posto i conti quando, in un successivo incontro, lo stesso cliente gli faceva presente che un suo cugino finanziere, in servizio alla Tributaria, avrebbe potuto interrompere quell’attività d’indagine in cambio di “una regalia” per i suoi colleghi d’ufficio, evidentemente anche per sé. Il commerciante consapevole delle condotte illegali commesse nell’ambito della sua attività, aveva acconsentito anche se finanziariamente non era nelle condizioni di poter sborsare una grossa soma.
Qualche giorno dopo i due si sono presentati, il finanziere avrebbe contestato alla vittima le violazioni per cui il suo ufficio stava indagando, mostrandosi disponibile ad “insabbiare” l’inchiesta in corso proprio in virtù dell’amicizia con suo cugino. Anche in quella occasione i due gli avrebbero chiesto dei soldi che sarebbero finiti nelle tasche solo dei colleghi di ufficio del finanziere. L’imprenditore, però, nutrendo dubbi sulla qualità personale del sedicente maresciallo, gli avrebbe chiesto il tesserino di riconoscimento. È stato proprio in quel momento che la vittima ha rilevato le generalità del concussore e, addirittura, il numero di matricola, elementi rivelatisi determinanti per la sua identificazione. Addirittura alla vittima, date le sue difficoltà economiche, era proposto di accendere un finanziamento o di rateizzare l’importo richiesto.
Le attività investigative condotte, anche di natura tecnica, hanno consentito di accertare la veridicità del racconto della vittima e, soprattutto, di stabilire che le condotte contestate corrispondono ad una personalissima iniziativa dell’infedele finanziere che per nulla coinvolgono il reparto di appartenenza.
Giovedì mattina i militari del Nucleo Operativo Carabinieri di Massafra, coadiuvati da personale del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Taranto, hanno arrestato in flagranza di reato il cugino del finanziere che si era recato dalla vittima per riscuotere una parte dell’importo pattuito, pari a 500 euro, che avrebbe in seguito consegnato al parente. Poco dopo è toccato al finanziere, fermato poichè per lui si prospettava il pericolo di fuga e la possibilità che, se lasciato in libertà, avrebbe potuto condizionare la vittima a ritrattare.
I due indagati, che dovranno rispondere di concussione in concorso, sono stati portati in carcere in attesa dell’udienza di convalida.

Finto cieco girava tranquillamente in bici in paese, l’Inps da 35 anni gli dava una pensione di invalidità totale, 53enne denunciato per truffa dai finanzieri

Per l’Inps e lo stato era cieco al 100% da ben 35 anni. In realtà lui, un manduriano di 53 anni, ci vedeva benissimo tanto da passeggiare tranquillamente per le vie cittadine, attraversare gli incroci stradali, districarsi tra le auto in sosta, guardare le vetrine dei negozi e, addirittura, condurre un motociclo.

Il 53enne ripreso mentre va in bicicletta

Sono stati i finanzieri della Tenenza della cittadina messapica a scoprire la truffa messa a punto dall’uomo dal 1977, da quando cioè aveva solo 18 anni. Le immagini girate dalle telecamere posizionate in luoghi strategici proprio dalle Fiamme Gialle lo hanno ripreso addirittura mentre guida una bicicletta con una mano sola, con l’altra, infatti, trasportava un voluminoso pannello di legno.

Da 35 anni, quindi, lo stato gli elargiva mensilmente una pensione come invalido civile. Somme che, secondo i calcoli fatti dai finanzieri, avrebbero permesso all’uomo di accumulare fra il 1999 ed il 2012 ben 180mila euro. il 50enne, quindi, avrebbe percepito intorno ai 1100 euro al mese.

Ma i conteggi non sono ancora finiti: i finanzieri stanno accertando, infatti, a quanto ammontano le somme intascate nei 22 anni precedenti, tra il 1977 ed il 1999.

Il falso cieco assoluto è stato denunciato per truffa aggravata e continuata ai danni dello stato. L’autorità giudiziaria, inoltre, ha disposto il sequestro dei beni immobiliari e delle disponibilità finanziarie del truffatore per un valore congruo a risarcire l’erario.