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Verso Brindisi con droga e soldi, i poliziotti arrestano tarantino

I soldi e la droga sequestrati a Riezzo

Stava portando la droga da Taranto a Brindisi il 43enne tarantino Angelo Riezzo arrestato dai poliziotti della Mobile a bordo della sua Mercedes Classe A proprio sulla Strada Statale 7.

Il presunto corriere, infatti, è stato trovato dagli agenti con 50 grammi di eroina in pietra in un involucro di cellophane sigillato con del nastro adesivo. La droga era nascosta nella scatola del cambio dell’auto.

Ma non è tutto. Riezzo, infatti, aveva indosso anche la somma 1000 euro in banconote di grosso taglio.

La droga ed i soldi sono stati sequestrati, Riezzo, invece, è finito in carcere con l’accusa di detenzione di droga ai fini dello spaccio.

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Blitz dei Falchi in via Gorizia, sequestrati due chili di droga

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Via Gorizia a Taranto si conferma punto nevralgico per lo smercio di droga. Dopo il sequestro avvenuto un mese fa di ben cinque chili di eroina che portarono anche all’arresto di una donna, i Falchi della Questura ionica hanno arrestato un pusher vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, il 35enne Daniele Ventrelli. Trovata anche la sostanza stupefacente: ben due chili di hashish e 100 grammi di eroina purissima.
I poliziotti in birghese hanno arrestato l’uomo dopo un servizio di osservazione durato diversi giorni durante il quale avevano notato il via vai di assuntori. Un’attività, quella dei falchi, resa difficoltosa dalla presenza in zona di personaggi già noti alle forze dell’ordine che avrebbero potuto inficiare l’esito dell’operazione. I poliziotti, infatti, hanno atteso il momento buono per fare irruzione in casa di Ventrelli. La droga era nascosta in uno zaino nero dietro l’armadio della stanza da letto. All’interno 38 panetti di hashish dal peso complessivo di circa 2 chili ed un involucro di cellophane con 100 grammi di eroina non ancora lavorata e tagliata.

Spacciava eroina in città vecchia, giovane pusher in manette

La droga sequestrata a Faraone

Nascondeva nell’intercapedine di un muro in via Pentite in città vecchia a Taranto la droga che quotidianamente smerciava. Operazioni che avvenivano in pochissimi minuti: gli assuntori che gli consegnavano i soldi, lui che si allontanava per prendere l’eroina per far poi ritorno e consegnare le dosi. Pochissimi passaggi fatti negli anfratti del cuore antico di Taranto che i Falchi della Mobile hanno minuziosamente osservato per diversi giorni prima di intervenire e cogliere, con le mani nel sacco, il 22enne Antonio Faraone che è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Indosso al giovanissimo pusher i poliziotti hanno trovato ben 95 euro in contanti in banconote di piccolo taglio, nel muro invece erano nascoste ben 15 dosi di eroina pronte per essere vendute.

 

Eroina purissima per 100mila euro in casa, arrestato tarantino ai Tamburi

L’eroina sequestrata dai carabinieri

Con tutta probabilità era arrivata da poche ore in città la droga sequestrata nel primo pomeriggio di sabato in via Grazia Deledda, al quartiere Tamburi, nell’abitazione del 38enne Giuseppe Valente. Ben due chili di eroina purissima divisi in quattro panetti da mezzo chilo ciascuno, ancora sigillati, che hanno portato all’arresto dell’uomo già noto alle forze dell’ordine per piccoli reati. Sono stati i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Taranto a perquisire l’abitazione dell’uomo e a fare la scoperta.

L’eroina, hanno tenuto a specificare gli investigatori nel corso della conferenza stampa, se immessa sul mercato avrebbe fruttato tra i 60mila ed i 100mila euro. Ora si sta cercando di capire da dove provenisse la droga. Non si esclude che sia partita dai Balcani e che sia arrivata nel capoluogo ionico dopo essere passata da Bari. Un canale di approvvigionamento già noto: il clan tarantino degli Scialpi, infatti, si avvaleva di un gruppo della provincia di Bari per rifornirsi delle sostanze stupefacenti.

È probabile che Valente stesse nascondendo la droga per conto di altri.

Eroina e cocaina negli slip, in manette due baresi sulla 106

Si erano appena approvvigionati di droga i due baresi di 29 e 35 anni arrestati domenica pomeriggio dagli agenti della Polizia di Frontiera di Taranto. I giovani, che viaggiavano a bordo di una Peugeot 206, sono stati fermati per un controllo nella zona dello scalo marittimo ionico. Il loro nervosismo non è sfuggito ai poliziotti che hanno subito controllato il veicolo: all’interno del bagagliaio c’erano una mazza da baseball ed un farmaco utilizzato dai tossicodipendenti. Negli slip di uno dei due, invece, erano nascoste 10 dosi di droga fra cocaina ed eroina. Insieme alla droga indosso ai due anche 320 euro in contanti.

I giovani sono stati immediatamente arrestati e condotti in carcere.

Operazione antidroga della Finanza, arresti e sequestri a Taranto

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Il capoluogo ionico si conferma centrale di spaccio della droga. Ne è una dimostrazione l’ultima operazione della Guardia di Finanza di Taranto in città vecchia. I militari hanno fermato per un controllo un’auto sospetta con a brodo tre persone che stavano per lasciare la città. Il conducente alla vista dei militari ha accelerato dando vita ad un breve inseguimento che si è concluso poco dopo sulla 106. Durante la perquisizione gli uomini delle fiamme gialle hanno trovato e sequestrato un panetto di hashish del peso complessivo di 100 grammi.
I tre sono stati immediatamente arrestati, si tratta di tre giovani uno di origine brasiliana di 25 anni ma residente in provincia di Potenza e due cittadini marocchini di 33 e 21 anni residenti in provincia di Matera.
I controlli si sono poi estesi nella zona della case parcheggio di Via Machiavelli ai Tamburi dove i militari hanno sequestrato altre dosi di eroina ed hashish.

Spacciava in casa ai Tamburi, giovane mamma finisce ai domiciliari

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Sabato mattina gli agenti della Mobile hanno arrestato la ventenne tarantina Lucia Magnati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
I poliziotti, nel corso di specifici servizi antidroga ai Tamburi, durante una perquisizione domiciliare in via Machiavelli in casa della donna, hanno trovato 36 dosi di eroina già confezionate e pronte per la vendita ed un involucro di cellophane contenente sempre eroina il tutto per un peso complessivo di 120 grammi. Dopo quanto ritrovato la giovane è stata condotta negli uffici della Questura e dopo le formalità di rito tratta in arresto. La giovane, però, è madre di un bimbo di poco più di un anno e così le sono stati concessi domiciliari.

«Sono finite le extension», così il clan tarantino degli Scialpi si riforniva di droga

Diversi sequestri, per complessivi 330 grammi di eroina, hanno portato a Taranto all’arresto di 44 persone dedite al traffico di stupefacenti. È il brillante risultato messo a segno dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Taranto, diretto dal tenente Pietro Laghezza, nell’ambito della operazione “Monkey Business” che ha sgominato il clan Scialpi. Il loro quartier generale, la zona delle case parcheggio di via Machiavelli al quartiere Tamburi, è stato messo a ferro e fuoco all’alba da 150 carabinieri, dalle unità cinofile e dall’elicottero giunto da Bari che ha sorvolato la zona per diverse ore.

Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lecce, dott. Vincenzo Brancato, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Lecce nella persona del sostituto procuratore, Alessio Coccioli. 103, in tutto, gli indagati per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e, soprattutto, per associazione finalizzata all’illecito traffico di sostanze stupefacenti. Un’attività lampo, hanno sottolineato gli investigatori nata nel 2009 e finita nel 2011.

Ciò che stupisce in questa operazione è che a tenere le fila dell’organizzazione era una donna, Maria Scialpi di 49 anni, sorella di Mimmo di 39 più noto in città come “Scimmietta”. Insieme a lei anche altre donne tra cui Sonia Dema 36 anni, moglie di Mimmo. Le donne, hanno spiegato nel corso della conferenza stampa alla quale ha preso parte anche il Procuratore capo della DDA di Lecce Cataldo Motta, hanno avuto un ruolo fondamentale di vertice: organizzavano e controllavano gli affari tra l’organizzazione barese (dalla quale si approvvigionavano di droga) e quella tarantina.

«Quello tarantino – ha detto il procuratore Motta – è da sempre un territorio molto difficile, con questa operazione abbiamo voluto restituire il quartiere alla legalità».

Dai riscontri, le migliaia di intercettazioni ambientali e telefoniche, è emersa una vera e propria organizzazione gerarchica del gruppo. A capo Maria e Mimmo Scialpi, Sonia Dema e Pietro Caforio, figlio diciannovenne di Maria e destinato a diventare il leader del clan. Sotto di loro una fitta rete di consociati: i cassieri, i corrieri e gli spacciatori. Tutti venivano stipendiati settimanalmente con cifre che andavano dai 200 ai 500 euro a seconda del ruolo che rivestivano. Insieme a loro anche bambini, di appena 10 o 11 anni, che facevano le “sentinelle”, avvisavano cioè con fischi e urla dell’arrivo delle auto delle forze dell’ordine.

Le donne per comunicare fra loro circa la necessità di rifornirsi chiamavano la droga «extension».

Contestualmente i carabinieri hanno eseguito 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere anche nel barese, si tratta del gruppo dei bitontini dal quale gli Scialpi si rifornivano di droga. Ogni settimana i corrieri acquistavano da uno a tre chili di eroina, droga acquistata anche sulla base di accordi di fiducia.

Un mercato, quello messo su dal clan, che arrivava a fruttare intorno ai quindicimila euro ogni fine settimana.  Gli Scialpi, hanno appurato gli investigatori, si rifornivano nel barese per poi rivendere al dettaglio a quanti, soprattutto nel weekend, giungevano nel capoluogo ionico dal circondario: da Brindisi, Bari, dal nord leccese, dalla provincia di Matera e dal nord della Calabria. Molti anche gli assuntori tarantini.

Il capo di imputazione principale accusa i destinatari del provvedimento per avere tutti partecipato ad un’associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo eroina e cocaina, associazione composta da un numero di persone superiore a dieci, utilizzando anche per lo spaccio minori degli anni 18 e persone dedite all’uso di stupefacenti, associazione diretta ed organizzata da SCIALPI Maria, SCIALPI Cosimo, DEMA Sonia e CAFORIO Pietro che assumevano il ruolo di promotori. Svolgendo tutti gli altri attività di spaccio (anche in prossimità di scuole), assumendo anche il ruolo di “corrieri”, nonché di depositari dello stupefacente. MUSCIACCHIO Irene, SOLFRIZZI Antonio e PORTACCI Donata svolgevano funzioni di cassieri e custodi del denaro del sodalizio, mentre CESTARI Massimo fungeva da prestanome nell’intestazione dei mezzi utilizzati dall’associazione per i traffici delittuosi, pienamente consapevole dell’ausilio fornito all’indeterminato programma delittuoso. In particolare, poi, il sodalizio acquistava e comunque riceveva, deteneva occultandolo, trasportava, cedeva a terzi o comunque consegnava per lo spaccio: a) eroina prevalentemente proveniente dal gruppo barese composto tra gli altri da SADIKU Edvin, ARAPI Eglantina, CERVELLI Annarita, LISANTI Michele, LELLA Vincenzo (deceduto) per il tramite di MANCARELLA Chiara; b) eroina proveniente da GALILEO Francesco. Il tutto finalizzato alla commissione di una serie indeterminata di episodi di spaccio”.

Oltre alle accuse di detenzione e associazione ai fini del traffico di droga, gli arrestati dovranno rispondere anche di associazione armata e spaccio nelle vicinanze delle scuole.

Fra gli arrestati figurano anche due coniugi insospettabili ed incensurati che fungevano da cassieri e che abitavano sullo stesso pianerottolo nel palazzo di via Machiavelli.

Nel corso dell’operazione sequestrati preventivamente numerosi beni tra autoveicoli, motocicli e ciclomotori, una villa con piscina a Lido Azzurro di proprietà di Maria Scialpi, un alimentari in via Grazia Deledda al rione Tamburi intestato ad un prestanome, e numerosi conti bancari, oltre al denaro liquido trovato nelle abitazioni degli indagati, per un totale di più di 800 mila euro di valore.

 

 

 

 

Eroina al posto dei biscotti, giovane pusher arrestato dai falchi a Taranto

I Falchi della Squadra Mobile della Questura ionica, nel corso di mirati servizi antidroga in città vecchia, hanno arrestato il venticinquenne tarantino Vito Catapano per detenzione e spaccio di droga.

Gli investigatori, nel corso di mirati servizi antidroga, hanno subito individuato il presunto spacciatore in Vico Reale a pochi passi da casa sua ed hanno fatto irruzione nell’appartamento. Nascosto in un contenitore di porcellana su un pensile della cucina, i poliziotti hanno trovato un involucro in cellophane contenente 13 grammi di eroina ancora in pietra. La droga è stata sequestrata Catapano, dopo una breve sosta in Questura, è stato portato in carcere.

Droga nella borsetta, arrestata una donna a Taranto

L'eroina sequestrata dalla Polizia

Se ne andava in giro per la città di Taranto con ben 1 etto di eroina nella borsetta. A tradire Monia Scarnera di 38 anni è stato l’atteggiamento nervoso davanti ai poliziotti. La donna, infatti, è stata fermata dai falchi per un controllo in via Minniti nel pomeriggio di lunedì e nervosamente ha cercato di nascondere la borsetta che teneva nella mano destra. Un gesto inconscio che ha insospettito gli agenti. Aperta la borsetta, insieme agli oggetti personali, sono saltati fuori i due sacchetti di plastica zeppi di droga.

La 38enne, vecchia conoscente delle forze dell’ordine, è stata immediatamente arrestata per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.