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Usurai in manette a Massafra, prestavano soldi con tassi fino al 120%

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È stata la fiducia riposta dal cittadino nei confronti delle istituzioni a permettere ai finanzieri del comando provinciale di Taranto di arrestare due usurai massafresi. I due, il 40enne Carmine Miraglia e il 30enne Giuseppe Celini, praticavano prestiti a strozzo con interessi che si aggiravano tra il 70 e il 120%. le somme da restiture che mensilmente aumentavano, quindi, diventavano un vero e proprio incubo per chi le aveva richieste.
Le loro vittime preferite erano i commercianti, proprio come questa volta. Un artigiano massafrese, spinto dall’impossibilità di poter usufruire di altri prestiti bancari, ha pensato di far fronte alle proprie esigenze di liquidità rivolgendosi ai due usurai. Il prestito richiesto ammontava a 25 mila euro e lui, pur di ottenere la somma, aveva pattuito di restituirne il doppio dopo pochi mesi, ad un interesse proprio tra il 70% ed il 120%. La vicenda era iniziata nel 2009 ed in tre anni l’uomo sarebbe stato letteralmente spogliato di tutti i suoi averi, tanto da dover ricorrrere a prestiti di parenti e amici per far fronte alla restituzione del prestito. Finchè, prostrato dalla situazione, l’uomo non ha trovato il coraggio di denunciare tutto, anche in prospettiva poter ricorrere all’ausilio economico previsto per le ‘vittime dell’usura’.
I due sono stati arrestati all’alba dagli uomini delle fiamme gialle. Le ordinanze sono state emesse dal gip Rosati su richiesta del sostituto procuratore Patrizia Cannalire.

La Guardia di Finanza sequestra a Palagianello 64500 uova in avanzato stato di deterioramento appena arrivate dal napoletano

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Erano destinate alle attività commerciali e dolciare del litorale ionico le 64500 uova in avanzato stato di deterioramento sequestrate nella notte dagli uomini delle Fiamme Gialle del Comando provinciale di Taranto proprio all’uscita della Autostrada A14 nei pressi di Palagianello.
Le uova, provenienti da un’azienda del napoletano, erano state stipate in scatole di cartone chiuse ed in parte in semplici scatoli di cartone aperto. Tutte le confezioni, comunque, erano prive delle obbligatorie indicazioni relative alla tracciabilità e rintracciabilità degli alimenti così come previsto dalla normativa sulla sicurezza dei cibi.
Il conducente del mezzo, tra l’altro, non sarebbe riuscito a giustificare la legittima provenienza della merce.
Le uova sono state sequestrate e ne è stata disposta la distruzione.
Il responsabile dell’azienda campana è stato denunciato per frode in commercio.

Violenza sulla litoranea, in 4 aggrediscono giovane che finisce in ospedale

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In auto avevano tutto il necessario per compiere un vero e proprio raid punitivo. E pare che il raid l’avessero fatto davvero i 3 giovani arrestati nella notte nella Marina di Pulsano sulla Litoranea Salentina. Insieme a loro anche un minorenne che è stato denunciato. I 4 avrebbero aggredito con calci e pugni un altro ragazzo medicato al San Marco di Grottaglie.
Sarebbe stato l’immediato intervento dei carabinieri di Pulsano a permettere di individuare e bloccare i presunti autori del pestaggio. Per ora i militari stanno cercando di risalire alle motivazioni del folle gesto violento.
In auto gli arrestati di 29, 23 e 19 anni ed il minorenne denunciato nascondevano 2 noccoliere, 2 coltelli a serramanico, 2 passamontagna, un manganello ed alcuni manifesti di estrema destra.
Il giovane aggredito è stato ricoverato nel nosocomio grottagliese a causa delle ferite e delle contusioni riportate.
Le indagini dei militari stanno accertando le motivazioni che hanno spinto il gruppetto ad aggredire un coetaneo.

20mila euro per ferirlo e 6mila per salvargli la vita, in manette estorsore beccato in flagrante dai Carabinieri a Massafra

Avevano già avuto diversi incontri il commerciante massafrese ed il suo presunto sicario, Marcello Perna 53enne siciliano ma da tempo residente a Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi. Oggi quello decisivo che ha portato all’arresto del 53enne vecchia conoscenza delle forze dell’ordine.

I due erano stati visti discutere qualche giorno fa per strada ed i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Massafra li avevano fermati per un controllo.

Dopo una prima ritrosia i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Taranto hanno scoperto che il commerciante era vittima di un tentativo di estorsione da parte del 53enne.

L’uomo infatti era stato avvicinato in un primo momento da un’altra persona, Guido De Santis di 66 anni (già noto alle forze dell’ordine per diversi reati tra cui anche omicidio) che gli aveva raccontato di aver saputo proprio da Perna di essere stato incaricato dal socio in affari del commerciante di ferirlo a colpi di arma da fuoco. De Santis, invece, con il suo intervento voleva evitare che ciò avvenisse.

Per intimidire il commerciante il 66enne aveva raccontato di essere a conoscenza dei dissapori che avevano fatto maturare la decisione del socio di risolverli con il fuoco. 20mila euro, tanti sarebbero bastati a Perna per ferire il commerciante ed accontentare il socio. I soldi, secondo De Santis, erano già stati consegnati al presunto sicario in due tranche da 10mila euro ciascuna, il 66enne, tra l’altro, avrebbe raccontato che per mettere a segno l’attentato Perna aveva iniziato a studiare l’obiettivo, individuando la sua abitazione, i punti di ritrovo e gli itinerari che compiva ogni giorno.

Il commerciante, impaurito, non si è tirato indietro e gli ha chiesto aiuto. De Santis, per tutta risposta, gli aveva risposto che di li a poco il suo sicario si sarebbe fatto vivo. E così è stato. Perna gli ha fatto visita annunciandogli che per 6 mila euro avrebbe procrastinato l’impegno preso.

La consegna dei soldi avvenuta sulla Statale

Il commerciante ha accettato e, con la complicità dei carabinieri del Nucleo Investigativo, ha pattuito il luogo e l’ora in cui ci sarebbe stata la consegna del denaro. Alle 12 di questa mattina in una traversa isolata della statale Taranto Massafra il commerciante e Perna non erano da soli. Ad osservare il tutto da lontano c’erano anche i militari che hanno atteso il passaggio di mano per ammanettare il francavillese con l’accusa di estorsione. Sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per le stesse motivazioni anche il complice di Perna, Guido De Santis. Denunciato invece e il socio in affari del commerciante.

Tariffe raddoppiate per smaltire i rifiuti del Comune di Taranto, truffa da 260mila euro imprenditore massafrese denunciato dalla Finanza

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Avrebbe applicato una tariffa quasi raddoppiata al comune di Taranto per il conferimento dei rifiuti solidi urbani nella discarica di sua proprietà. La truffa, messa in atto da un imprenditore massafrese, è stata scoperta dagli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria della guardia di finanza di Taranto.

L’amministratore della società, secondo gli investigatori, nel 2009 e nel 2010 avrebbe applicato una tariffa maggiore, pari a 92,10 euro per tonnellata, per il conferimento dei rifiuti al posto della tariffa prevista pari a 54,14 euro a tonnellata. Un disegno criminoso, secondo le fiamme gialle, che avrebbe permesso all’imprenditore di procurarsi un ingiusto profitto pari a circa 260mila euro.

L’operazione ha portato anche alla denuncia dell’amministratore della società per truffa continuata con l’aggravante di averlo commesso nei confronti di un ente pubblico. La somma percepita indebitamente su disposizione del Gip del Tribunale di Taranto, invece, è stata recuperata dai militari della finanza attraverso un sequestro preventivo per equivalente di disponibilità finanziarie intestate all’imprenditore e alla società.

Evasore totale investiva gli utili in Irlanda, nei guai un imprenditore di Lizzano scoperto dalla Finanza

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Per otto anni non ha presentato la dichiarazione dei redditi ed ha investito gli utili della sua azienda nell’acquisto di prodotti finanziari e nella stipula di polizze assicurative su varie piazze finanziarie europee, in particolare in Irlanda. Il tutto per circa sette milioni di euro. Le sue operazioni, però, non sono sfuggite agli uomini della tenenza di Manduria della Guardia di Finanza. Le fiamme gialle, infatti, hanno eseguito una verifica fiscale nei confronti dell’impresa di Lizzano che opera nel settore delle cave riscontrando le violazioni in materia tributaria.

Il titolare dell’azienda avrebbe nascosto completamente al fisco i proventi della sua attività per ben otto anni, omettendo di presentare le dichiarazioni dei redditi e di pagare le tasse.

I militari sono riusciti a rintracciare i conti correnti del contribuente infedele, ed hanno monitorato tutti i movimenti bancari che l’imprenditore ha avuto con l’estero e con l’Irlanda in particolare. L’uomo non avrebbe pagato le tasse per circa sei milioni di euro ed evaso l’iva per oltre un milione. L’imprenditore è stato denunciato.

I carabinieri sequestrano a Statte una sala scommesse abusiva, denunciato il titolare

La sala scommesse sequestrata a Statte

Era divenuto fonte di preoccupazione per diverse donne di Statte il centro scommesse sequestrato martedì dai carabinieri della stazione della cittadina. Quotidianamente ai militari arrivavano le segnalazioni e gli appelli: uomini che trascuravano la famiglia e sperperavano i risparmi dilapidandoli in scommesse.

I carabinieri non dopo una serie di verifiche sono intervenuti controllando la sala scommesse Bet 11 28. Ebbene è stato accertato che la società che gestisce l’attività effettuava scommesse sportive sul territorio nazionale con due società estere una in Austria e un’altra a Malta, senza la prevista autorizzazione ministeriale. Il pagamento delle scommesse, inoltre, avveniva in contanti da parte di qualsiasi avventore e non, come dovrebbe essere, con una carta ricaricabile in possesso dei soli soci.

Sequestrati due televisori installati per la visualizzazione delle scommesse, tre computer terminali, sette monitor e tre stampanti, il tutto adibito alla ricezione ed alla stampa delle giocate.

Al centro scommesse sono stati apposti i sigilli ed il titolare, un 50enne di Taranto, già noto alle forze dell’ordine, è stato denunciato per esercizio abusivo di attività di gioco e di scommesse.

La sala scommesse sequestrata a Statte

Sequestrati a Grottaglie 5 videopoker, la Finanza dichiara guerra ai circoli ricreativi fuori legge

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Continua l’azione di polizia economico-finanziaria delle Fiamme Gialle tarantine sull’intero territorio provinciale, per contrastare l’illecita diffusione di videopoker e l’evasione dell’imposta sugli intrattenimenti.

Nel particolare, i finanzieri di Martina Franca, hanno individuato in un circolo privato di Grottaglie 5 apparecchi videopoker, oltre a 31 euro in denaro contante e circa 700 gettoni del valore di un euro ciascuno.

Gli apparecchi sono stati sequestrati ed il titolare della sala giochi e’ stato denunciato.

Bolli auto falsificati, la Finanza scopre una truffa a Talsano da quasi 280mila euro ai danni di cittadini e Regione. Denunciata la titolare di un’agenzia di pratiche automobilistiche

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Avrebbero incassato i soldi di ignari cittadini che si recavano nella loro agenzia di pratiche automobilistiche per pagare il bollo e non hanno versato le somme alla Regione Puglia. Il raggiro, ai danni dell’ente pubblico e dei contribuenti, è stato scoperto a Talsano dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria delle fiamme gialle che hanno denunciato due persone, una donna titolare dell’agenzia ed un uomo, per peculato.

Le indagini sarebbero partite dopo la segnalazione di alcuni cittadini che, nonostante avessero pagato il bollo, si erano visti recapitare la cartella esattoriale da parte della Regione. I militari hanno scoperto che l’agenzia per ben 2 anni, dal 2005 al 2007, avrebbe annullato quasi 1400 pagamenti di tasse automobilistiche per un importo di circa 270mila euro appropriandosi dell’intera somma. Pare, infatti, che la donna, una volta ricevuta dal singolo utente la somma del bollo e dopo aver rilasciato la relativa  ricevuta di pagamento, procedeva al successivo annullamento dell’operazione stessa intervenendo sul sistema informatico, appropriandosi così della somma pagata dall’utente.

Durante le indagini i finanzieri avrebbero accertato parallelamente un’attività di falsificazione di ricevute delle tasse automobilistiche strumentale alla truffa. Nonostante, inoltre, nel 2007 fosse stata sospesa l’autorizzazione per la riscossione delle tasse automobilistiche, la titolare dell’agenzia continuava a detenere il software e la macchina per le operazioni di pagamento della tassa, in modo da generare tra gli utenti il convincimento che l’attività di riscossione fosse legittimamente esercitata.

In questo modo, quindi, l’agenzia avrebbe continuato a  riscuotere le tasse automobilistiche pur non essendo più autorizzata,  ed a  rilasciare a vari utenti ricevute di pagamento false al fine perpetrare la truffa.

Ad oggi sarebbero un centinaio gli utenti che avrebbero confermato sia il pagamento all’agenzia della tassa  sia il relativo  mancato versamento alla Regione Puglia, esibendo, in alcuni casi, le ricevute false artatamente predisposte dall’agenzia.

Evadeva le tasse, nei guai imprenditore martinese

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Non avrebbe dichiarato redditi per oltre 2 milioni di euro per ben quattro anni, avrebbe evaso l’iva per 150mila euro evitando di presentare le dichiarazioni tributarie e di versare tasse per 160milioni di euro. Con queste accuse i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Martina Franca, nell’ambito dei controlli anti evasione, hanno denunciato il rappresentate legale di un’azienda che realizza strutture metalliche con sede legale nella cittadina della Valle d’Itria.

Le irregolarità sono state riscontrate dal 2006 al 2010. L’evasione e’ scaturita dall’omessa dichiarazione di cessioni di beni e prestazioni di servizi eseguiti che, nella maggior parte dei casi, erano regolarmente documentate con fattura.

Con delle verifiche indirette le fiamme gialle hanno ricostruito l’effettivo volume d’affari dell’impresa che è risultata  “evasore totale”.

Il titolare dell’azienda è stato denunciato per omessa presentazione delle dichiarazioni iva e imposte dirette e occultamento o distruzione di scritture contabili.