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Presta soldi a commerciante con interessi da capogiro, usuraio arrestato dai carabinieri

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Da sei mesi versava un canone fisso in denaro tre volte al mese per restituire una somma prestatale poiché era sul lastrico. Così, disperata, ha deciso di sfogarsi con un carabiniere e finalmente si è liberata da quello strozzino che ormai le aveva negato la libertà personale.
È terminata nel pomeriggio di ieri la disavventura di un’imprenditrice tarantina che all’inizio di quest’anno, attanagliata dai debiti a causa della crisi, aveva deciso di rivolgersi a un usuraio tarantino per farsi dare in prestito una somma di denaro e far fronte così alle spese della propria attività commerciale.
In realtà quella che a prima vista sembrava una salvezza si è subito rivelata una condanna: inizialmente affabile e gentile, il suo strozzino le ha assicurato collaborazione e aiuto. Le aveva persino detto che avrebbe supportato ogni problematica che la donna si fosse trovata innanzi. Quasi una sorta di socio-consulente occulto. La donna, dandogli credibilità, ha accettato il prestito e ha iniziato a pagare la somma pattuita tre volte al mese. A garanzia dell’impegno assunto anche pellicce e gioielli che sarebbero stati restituiti a debito onorato. Il problema era proprio quello però: i canoni fissi (600 euro ogni dieci giorni) infatti erano soltanto gli interessi che l’imprenditrice avrebbe dovuto pagare sinché non avesse restituito l’intero capitale che comunque rimaneva invariato.
Inevitabile la crisi. Giunto il giorno in cui ha dichiarato di non riuscire a restituire più la somma ricevuta in prestito, nonostante avesse già versato una somma di interessi pari a quella capitale in soli sei mesi, il suo “benefattore” si è trasformato in persecutore. Prima minacce dirette all’interessata, poi minacce di morte contro l’anziana madre che vive sola. A quel punto la disperazione ha portato la vittima a confidarsi con un carabiniere. Raccolta la denuncia dalla stazione Taranto Principale, i militari hanno organizzato un appostamento ieri pomeriggio nella centralissima via Di Palma. I militari in borghese hanno atteso che i due si incontrassero per la consegna dei soldi. L’uomo è arrivato ed ha preso le banconote che i carabinieri poco prima avevano fotocopiato, subito dopo è scattato il blitz. L’usuraio, il 41enne Angelo Gualano, è stato ammanettato e portato in carcere a disposizione del PM Enrico Bruschi.

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Vincenzo Cesareo eletto nuovo presidente di Confindustria Taranto: «Rinnoviamoci nella continuità»

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L’entusiasmo era tale nella saletta Monfredi della Camera di Commercio, ieri pomeriggio, che anche l’approvazione del bilancio di Confindustria è avvenuta per acclamazione, così come era stato pochi minuti prima per l’elezione del suo nuovo presidente Vincenzo Cesareo.
Dopo sette anni e due mandati, quindi, l’associazione degli industriali ionici ha lasciato “libero” Luigi Sportelli, operando comunque una scelta di continuità: la squadra di Cesareo, infatti, ricalca quella del suo predecessore. È per questo, probabilmente, che l’assemblea dei soci riunita ieri sotto la guida del presidente regionale di Confindustria Angelo Bozzetto non ha avuto difficoltà a ratificare il passaggio di consegne.
Certo, rispetto a qualche anno fa Cesareo dovrà fare i conti con un mutato assetto economico. Una consapevolezza già apparsa chiaramente nelle parole della lunga relazione del nuovo presidente, tutta incentrata sulla sfida dello sviluppo. Prima di quelle parole, peró, sono arrivati i complimenti del presidente uscente, fermato solo da un sussulto di commozione («Sette anni sono lunghi!», ha detto guardando il braccio destro Francesco Murgino): «Cesareo è stato capace di emergere dalla mischia, mostrando una genuina volontà di fare». Scontati i ringraziamenti per tutti i collaboratori, come la promessa di rimanere vicino all’associazione: «La continuità è diventata un valore in Confindustria».
Appunto, la continuità che si rinnova attraverso alcune idee interessanti. La prima citata da Cesareo è stata quella del laboratorio di idee, un “think tank” per dirla all’americana «nel quale convogliare e sviluppare, grazie all’azione di un comitato tecnico scientifico, i contributi intellettuali ed operativi di tutti». La prima sfida? Unire gli sforzi delle piccole e medie imprese locali con quelle di questo laboratorio per brevettare «un processo virtuoso di sviluppo di tecnologie per la gestione degli inquinanti in grado di coniugare i livelli di produttività della grande industria e la salvaguardia della salute pubblica». Un’attenzione che è anche nei fatti, se tra i vicepresidenti ci sono i vertici di Eni e Appia Energy Giancarlo Guarrata e Antonio Albanese.
Dal messaggio agli ambientalisti a quello per gli amministratori pubblici il passo è breve, ma con un piglio diverso: «La politica deve adeguarsi ai tempi dell’imprenditoria». Un primo passo potrebbe essere quello di trasformare Taranto in una zona a “burocrazia zero”, e non bastarebbe: «Le imprese hanno bisogno di partners, non solo la Pubblica Amministrazione ma anche i sindacati, la politica e le altre associazioni, che facciano “lobby” attorno agli interessi del territorio».
Le linee di azione più significative tra le tante elencate dal nuovo presidente all’assemblea sono apparse quelle indirizzate verso l’internazionalizzazione del tessuto produttivo e un allentamento della stretta del credito, con un accento verso la logistica e la nautica in particolare: «Taranto – ha detto anche da ex presidente di Assonautica – deve tornare ad essere città “di mare” e non “sul mare”!».
Dopo l’acclamazione Cesareo ha salutato l’assemblea circondato dalla sua squadra (oltre i due vicepresidenti già citati c’erano Emanuele Di Palma, Antonio Marinaro, Domenico Nardelli, Massimo Di Giuseppe e Paolo Campagna, più i consiglieri delegati), utilizzando un simpatico «io speriamo che me la cavo» di buon auspicio.

Tensione su Equitalia, la proposta del prefetto di Taranto: «Lavoriamo insieme per lenire il conflitto sociale»

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Troppe tensioni intorno ad Equitalia, nelle ultime settimane.
Così tante che il prefetto di Taranto, Claudio Sammartino, ha ritenuto opportuno mettere intorno ad un tavolo i rappresentanti delle istituzioni locali, delle associazioni di categoria e dei consumatori, i sindacati e le forze dell’ordine, per scovare una strategia buona per raffreddare il clima. Dopo gli attentati in tutta Italia, e dopo il blocco della sede ionica operato dai Cobas la scorsa settimana, infatti, il massimo rappresentante istituzionale della provincia ha deciso di coinvolgere chiunque abbia relazioni con la società di riscossione «per tentare di lenire il conflitto sociale in atto».
A ricordare quanto quel conflitto fosse vivo, ieri mattina ai piedi della Prefettura, c’erano proprio i rappresentanti dei Cobas. Nessuno scontro, ma una promessa urlata a gran voce, dopo il rifiuto di Sammartino a riceverne una delegazione: «Se il prefetto non ci incontrerà, mercoledì bloccheremo di nuovo Equitalia».
Alle minacce Sammartino ha preferito opporre un lavoro di ricucitura di tutte le parti sociali: «Se riusciamo a costituire una rete di relazioni – ha spiegato – affronteremo meglio le situazioni più difficili». Che concretamente significa intensificare il lavoro di informazione.
Le strade per alleggerire il peso degli accertamenti, infatti, esistono. Anche se i rappresentanti di Equitalia (il direttore regionale Alessandro Migliaccio e quello provinciale Fernando Prò) hanno dichiarato da subito di non poter non fare due cose: applicare la legge e gli interessi di mora. Una risposta alle tante sollecitazioni arrivate soprattutto dalle associazioni dei consumatori, che tengono il polso della disperazione di chi non ce la fa a pagare.
Tornando alle soluzioni, Sammartino ne ha dettata una di carattere generale: rafforzare il rapporto tra le istituzioni. «Solo in questo modo potremo dare risposte a cittadini che vivono nella disperazione – ha spiegato il prefetto – cercando di non abbandonarli alla loro solitudine». Quella stessa solitudine che, secondo il rappresentante istituzionale, finisce per «ampliare la zona grigia dell’usura, che potrebbe diventare endemica». La reazione di chi è disperato, infatti, non è solo il suicidio (e la cronaca a torto e ragione ne sta parlando) ma anche il ricorso a mezzi compromettenti dal punto di vista della legalità: «Ecco perché a questo tavolo abbiamo invitato anche le forze dell’ordine».
Praticamente questo impegno si traduce nel ridurre le distanze tra Equitalia e contribuenti. Alcune associazioni, come Casartigiani, hanno portato ad esempio la loro positiva esperienza di collaborazione con l’agenzia di riscossione: «Abbiamo uno sportello on line – ha spiegato la responsabile Domenica Annichiarico – e fino ad oggi non ci sono stati problemi». Poi ci sono gli sportelli informativi già attivi a Martina, Manduria e Ginosa, più uno di prossima apertura a Massafra. Ed infine, le agevolazioni rappresentate dalle rateizzazioni.
Le novità, invece, sono il rafforzamento dello Sportello d’Ascolto della sede ionica di Equitalia, che presto sarà implementato con uno Sportello Amico. A monte di tutto questo, però, il direttore regionale ha posto una sorta di regola aurea per lenire i conflitti: «Solo usando il buon senso potremo anche applicare le ferree leggi, che fa il Parlamento, in maniera più umana».
Intanto, questa prima riunione ha gettato le basi per un lavoro che si specializzerà in futuro per individuare tutte le aree di sofferenza del tessuto economico locale. A partire dalla stretta del credito, fino ai difficili rapporti tra Inps, Inail ed aziende, che messe alla corda innescano un processo di decadimento che arriva ai lavoratori e alle loro famiglie.
In questo senso, il prefetto Sammartino ha voluto coinvolgere anche la Chiesa, attraverso la Caritas diocesana di Taranto e Castellaneta: «Se l’informazione per alimentare il canale di collegamento con Equitalia non dovesse bastare – ha spiegato – resta come estrema soluzione la rete della solidarietà. Ma noi non ci arrendiamo».