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Pistola e proiettili sul terrazzo, i carabinieri ammanettano sorvegliato speciale

La pistola e i proiettili sequestrati

Potrebbe aver sparato negli ultimi tempi la pistola calibro 9 trovata nella disponibilità di Massimiliano Salamina, sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno, già noto poiché soggetto coinvolto a pieno titolo nei processi che hanno sgominato la mala tarantina  degli anni ’90. Un’ipotesi, quella dei carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Taranto del tenente Pietro Laghezza, che avrebbe portato all’arrestato dell’uomo venerdì sera.

Salamina nascondeva l’arma con matricola abrasa, 15 proiettili, un paio di guanti ed un passamontagna sul terrazzo della sua abitazione. I militari lo hanno notato a bordo di uno scooter di grossa cilindrata e lo hanno bloccato. L’uomo ha subito mostrato segni di intolleranza al controllo, e così gli accertamenti si sono spostati anche alla sua abitazione. Il materiale sequestrato era nascosto in una cassetta elettrica sul terrazzo. La pistola, inoltre, era pronta all’uso: i proiettili erano già all’interno del caricatore inserito.

Salamina al termine degli accertamenti di rito è stato dichiarato in arresto e messo a disposizione del PM di turno, Enrico Bruschi, per rispondere dei reati di detenzione di porto d’arma clandestina e violazione delle prescrizioni relative alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale.

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Misterioso episodio in via Venezia: 23enne ferita da colpo di arma da fuoco, indaga la Polizia

Non convincerebbe gli inquirenti la versione fornita dalla donna raggiunta da un colpo di arma da fuoco in via Venezia, a Taranto, nella notte tra giovedì e venerdì. La giovane, una 23enne, avrebbe raccontato ai poliziotti della Squadra Volante della Questura di aver avvertito un forte bruciore alla gamba destra mentre si trovava nella via in compagnia di alcuni amici, accorgendosi così di essere stata raggiunta da un colpo di arma da fuoco.

Sono stati i sanitari del pronto soccorso del Santissima Annunziata ad aver allertato il 113. La donna sarebbe arrivata nel nosocomio ionico in sella ad una moto guidata da un amico che, però, avrebbe preferito rimanere nell’anonimato.

L’Ospedale SS. Annunziata

Per ora non si esclude nessuna ipotesi, nemmeno quella di una vendetta legata a questioni di natura passionale. Probabile anche che non fosse la donna la destinataria del proiettile.

Uomini della Scientifica e della Mobile nella notte hanno controllato palmo a palmo la strada del popoloso quartiere Solito per risalire al numero di colpi esplosi. In totale dovrebbero essere 4 i bossoli ritrovati per strada.

La 23enne è ora ricoverata in ospedale, se la caverà in 30 giorni.

20mila euro per ferirlo e 6mila per salvargli la vita, in manette estorsore beccato in flagrante dai Carabinieri a Massafra

Avevano già avuto diversi incontri il commerciante massafrese ed il suo presunto sicario, Marcello Perna 53enne siciliano ma da tempo residente a Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi. Oggi quello decisivo che ha portato all’arresto del 53enne vecchia conoscenza delle forze dell’ordine.

I due erano stati visti discutere qualche giorno fa per strada ed i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Massafra li avevano fermati per un controllo.

Dopo una prima ritrosia i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Taranto hanno scoperto che il commerciante era vittima di un tentativo di estorsione da parte del 53enne.

L’uomo infatti era stato avvicinato in un primo momento da un’altra persona, Guido De Santis di 66 anni (già noto alle forze dell’ordine per diversi reati tra cui anche omicidio) che gli aveva raccontato di aver saputo proprio da Perna di essere stato incaricato dal socio in affari del commerciante di ferirlo a colpi di arma da fuoco. De Santis, invece, con il suo intervento voleva evitare che ciò avvenisse.

Per intimidire il commerciante il 66enne aveva raccontato di essere a conoscenza dei dissapori che avevano fatto maturare la decisione del socio di risolverli con il fuoco. 20mila euro, tanti sarebbero bastati a Perna per ferire il commerciante ed accontentare il socio. I soldi, secondo De Santis, erano già stati consegnati al presunto sicario in due tranche da 10mila euro ciascuna, il 66enne, tra l’altro, avrebbe raccontato che per mettere a segno l’attentato Perna aveva iniziato a studiare l’obiettivo, individuando la sua abitazione, i punti di ritrovo e gli itinerari che compiva ogni giorno.

Il commerciante, impaurito, non si è tirato indietro e gli ha chiesto aiuto. De Santis, per tutta risposta, gli aveva risposto che di li a poco il suo sicario si sarebbe fatto vivo. E così è stato. Perna gli ha fatto visita annunciandogli che per 6 mila euro avrebbe procrastinato l’impegno preso.

La consegna dei soldi avvenuta sulla Statale

Il commerciante ha accettato e, con la complicità dei carabinieri del Nucleo Investigativo, ha pattuito il luogo e l’ora in cui ci sarebbe stata la consegna del denaro. Alle 12 di questa mattina in una traversa isolata della statale Taranto Massafra il commerciante e Perna non erano da soli. Ad osservare il tutto da lontano c’erano anche i militari che hanno atteso il passaggio di mano per ammanettare il francavillese con l’accusa di estorsione. Sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per le stesse motivazioni anche il complice di Perna, Guido De Santis. Denunciato invece e il socio in affari del commerciante.

Sequestrano disabile e la rapinano, i carabinieri arrestano due rumeni in trasferta a Mottola

Era già caduta lo scorso anno nelle grinfie di due cittadini rumeni residenti a Taranto la ventisettenne mottolese salvata ieri pomeriggio dai carabinieri della cittadina proprio mentre i giovani la portavano sotto braccio verso il cimitero del paese della provincia ionica.

Una pattuglia dei militari, infatti, ha notato il gruppetto e si è subito avvicinata. I carabinieri hanno immediatamente capito che i due, di 28 e 23 anni, avevano costretto con la forza la 27enne a seguirli dopo averle portato via il cellulare per evitare che lanciasse l’allarme.

La stazione carabinieri di Mottola

Alla loro vista la ragazza, affetta da ritardo mentale, ha raccontato ai militari di non conoscere i suoi accompagnatori e di non sapere dove la stessero portando.

Il provvidenziale intervento dei carabinieri ha permesso di sventare un sequestro di persona ed una probabile violenza sessuale ai danni della malcapitata.

I rumeni sono stati portati in caserma, qui sarebbe emersa la vicenda risalente allo scorso anno. Pare, infatti, che la ragazza fu vittima di un episodio analogo messo in atto sempre dai due. Nonostante fosse riuscita a scappare subito dopo che i rumeni avevano cominciato a palpeggiarla, la poverina impaurita ed imbarazzata non denunciò l’accaduto.

I rumeni nel corso della notte,  sono stati dichiarati in arresto per sequestro di persona e rapina, mentre è al vaglio degli investigatori l’ipotesi della violenza sessuale consumatasi l’anno precedente. I due sono stati portati nel carcere di Taranto a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Festa dei Carabinieri diminuiscono i reati, le istituzioni da sempre vicine al cittadino

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Il ricordo delle vittime del terremoto dell’Emilia e di Melissa, la ragazzina di Mesagne che ha perso la vita nella strage di Brindisi. Si è aperta così a Taranto la cerimonia per i 198 anni della fondazione dell’arma dei Carabinieri.
Ultimo baluardo dello Stato in quasi tutti i comuni d’Italia, l’arma con le sue stazioni è presente ovunque. Sono proprio le 29 Stazioni presenti sul territorio della provincia jonica che assicurano un immediato contatto con il cittadino.
L’attività d’indagine, tra le tante finalità istituzionali, nel contrasto alla criminalità ha prodotto soluzioni immediate ai delitti più gravi che hanno colpito Taranto e provincia: “delitti per i quali sono state versate lacrime delle quali ne conosciamo il sapore” ha detto il Comandante Provinciale, il colonnello Daniele Sirimarco, nel suo discorso.
Ma oltre alla ricorrenza è importante guardare anche i dati relativi al territorio ionico. Sono diminuiti, infatti, i reati più significativi contro il patrimonio. 45221 nel 2011 i servizi esterni e 426mila le ore di lavoro prestato. Le persone arrestate nel corso dell’anno appena trascorso sono state oltre 700, mentre quasi 2.600 quelle denunciate in stato di libertà.
Consegnati nel corso della manifestazione alcuni riconoscimenti ai militari che si sono distinti nel corso delle operazioni.
Durante il suo discorso il comandante provinciale ha ringraziato e salutato la famiglia di Francesco Malcore, la guardia giurata uccisa a dicembre scorso nel corso della rapina al furgone portavalori ai Tamburi.
«La dignità e la compostezza con cui affrontano il dolore causato dall’efferato gesto che li ha ingiustamente feriti- ha detto il colonnello Sirimarco – ha trovato noi carabinieri e tutta la popolazione tarantina uniti nella risposta delle istituzioni che è stata puntuale, decisa, efficace e rappresentativa della comune indignazione nei confronti di atti vili e disumani che offendono il diritto alla civile convivenza».