Archivio mensile:agosto 2012

Presta soldi a commerciante con interessi da capogiro, usuraio arrestato dai carabinieri

20120829-172942.jpg

Da sei mesi versava un canone fisso in denaro tre volte al mese per restituire una somma prestatale poiché era sul lastrico. Così, disperata, ha deciso di sfogarsi con un carabiniere e finalmente si è liberata da quello strozzino che ormai le aveva negato la libertà personale.
È terminata nel pomeriggio di ieri la disavventura di un’imprenditrice tarantina che all’inizio di quest’anno, attanagliata dai debiti a causa della crisi, aveva deciso di rivolgersi a un usuraio tarantino per farsi dare in prestito una somma di denaro e far fronte così alle spese della propria attività commerciale.
In realtà quella che a prima vista sembrava una salvezza si è subito rivelata una condanna: inizialmente affabile e gentile, il suo strozzino le ha assicurato collaborazione e aiuto. Le aveva persino detto che avrebbe supportato ogni problematica che la donna si fosse trovata innanzi. Quasi una sorta di socio-consulente occulto. La donna, dandogli credibilità, ha accettato il prestito e ha iniziato a pagare la somma pattuita tre volte al mese. A garanzia dell’impegno assunto anche pellicce e gioielli che sarebbero stati restituiti a debito onorato. Il problema era proprio quello però: i canoni fissi (600 euro ogni dieci giorni) infatti erano soltanto gli interessi che l’imprenditrice avrebbe dovuto pagare sinché non avesse restituito l’intero capitale che comunque rimaneva invariato.
Inevitabile la crisi. Giunto il giorno in cui ha dichiarato di non riuscire a restituire più la somma ricevuta in prestito, nonostante avesse già versato una somma di interessi pari a quella capitale in soli sei mesi, il suo “benefattore” si è trasformato in persecutore. Prima minacce dirette all’interessata, poi minacce di morte contro l’anziana madre che vive sola. A quel punto la disperazione ha portato la vittima a confidarsi con un carabiniere. Raccolta la denuncia dalla stazione Taranto Principale, i militari hanno organizzato un appostamento ieri pomeriggio nella centralissima via Di Palma. I militari in borghese hanno atteso che i due si incontrassero per la consegna dei soldi. L’uomo è arrivato ed ha preso le banconote che i carabinieri poco prima avevano fotocopiato, subito dopo è scattato il blitz. L’usuraio, il 41enne Angelo Gualano, è stato ammanettato e portato in carcere a disposizione del PM Enrico Bruschi.

Picchia genitori e carabinieri, arrestato leporanese

20120826-230452.jpg

Sabato sera i carabinieri di Leporano, agli ordini del Maresciallo Francesco Polito, hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale un leporanese di 37 anni, incensurato, ma già noto alle forze dell’ordine per atti violenti già messi in atto nei confronti dei propri genitori.
Ieri l’epilogo. Al suo rientro a casa, l’uomo ha preteso i soldi dal padre 65enne per trascorrere la serata a divertirsi. Era storia ormai vecchia la richiesta “estorsiva” di denaro che il 37enne imponeva ai genitori. Ma sabato, al rifiuto del padre, si è scatenato l’inferno: il giovane ha aggredito i familiari prima verbalmente e dopo fisicamente, tanto da indurre la madre a cercare rifugio a casa dei vicini. Non solo: all’arrivo dei carabinieri, il violento 37enne si è subito scagliato contro di loro, opponendosi fermamente a tutti gli inviti a calmarsi da parte dei militari. Non contento, quando si è avvicinata la seconda pattuglia in rinforzo, l’energumeno ha aggredito l’auto di servizio con calci e pugni e tentando persino la fuga. Il tutto accadeva in luogo pubblico alla presenza di altra gente che incredula assisteva al misfatto.
I militari con un’azione decisa hanno infilato il giovane nell’auto e l’hanno condotto in caserma e poi in carcere.

Arsenale in casa completo di bomba carta, stattese finisce ai domiciliari

20120825-014139.jpg

Nel suo furgone nascondeva un coltello di genere vietato di 19 centimetri, in casa ed in un appartamento nella sua disponibilità invece custodiva un vero e proprio arsenale: una pistola calibro 7,65 con relative munizioni, 214 cartucce sempre dello stesso calibro e 4 proiettili calibro 32, non denunciati, una grossa bomba carta di produzione artigianale, ed ancora un’altra pistola calibro 7,65 che deteneva illegalmente e due caricatori con complessive 13 cartucce dello stesso calibro.
Con l’accusa di detenzione illegale di armi ed esplosivi è finito ai domiciliari un cittadino di Statte arrestato dai carabinieri della stazione della cittadina. L’uomo, un 61enne, era stato fermato dai militari per un controllo al furgone che stava guidando. Il nervosismo e l’insofferenza mostrati hanno insospettito i carabinieri che hanno approfondito la perquisizione del mezzo ritrovando così il coltello. I controlli si sono poi estesi nelle case dell’uomo.

Sequestrate ai Tamburi oltre 4 chili di sigarette di contrabbando

Zaino in spalla girava a piedi nelle vie del quartiere Tamburi vendendo pacchetti di sigarette di contrabbando. Il particolare non è sfuggito ai militari della Guardia di Finanza di Taranto che hanno tentato di fermare il giovane che però è riuscito a fuggire abbandonando il suo carico.
Le fiamme gialle hanno recuperato lo zaino: all’interno erano nascosti oltre 4 chili di sigarette estere di varie marche prive del sigillo dei Monopoli di Stato.
Le indagini ora dovranno chiarire chi fosse il possessore dello zainetto e soprattutto evitare che in città ritornino il traffico e la vendita delle”bionde” di contrabbando.

20120824-190850.jpg

Angeli poliziotti salvano donna che stava annegando in Mar Piccolo

20120824-182846.jpg

Avrebbe dovuto imbarcarsi su una motonave per ammirare Taranto dal mare la donna che ieri sera è caduta in acqua da un pontile di via Garibaldi. Sono stati due poliziotti delle Volanti della Questura ionica ad evitare il peggio.
Il fatto è accaduto dopo le 22,30. È stata proprio l’anziana a raccontare di essersi seduta su una banchina per rinfescarsi le gambe e di essere caduta in mare probabilmente a causa di un capogiro. Attimi di terrore queli vissuti dalla donna che ha raccontato anche di non saper nuotare e di aver temuto di morire. Per non annegare si era aggrappata ad una fune di una imbarcazione vicina, ma il moto del mare la portava con la testa sott’acqua ed il piede destro era rimasto impigliato nei grovigli di funi presenti sul fondale.
I poliziotti non si sono persi d’animo ed hanno tratto in salvo la malcapitata: mentre uno, infatti, le ha afferrato un braccio per sollevarla e consentirle così di respirare, l’altro è entrato in acqua per liberarle il piede.
La turista è stata poi soccorsa dal 118 e portata al pronto soccorso.

Blitz dei Falchi in via Gorizia, sequestrati due chili di droga

20120824-001957.jpg

Via Gorizia a Taranto si conferma punto nevralgico per lo smercio di droga. Dopo il sequestro avvenuto un mese fa di ben cinque chili di eroina che portarono anche all’arresto di una donna, i Falchi della Questura ionica hanno arrestato un pusher vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, il 35enne Daniele Ventrelli. Trovata anche la sostanza stupefacente: ben due chili di hashish e 100 grammi di eroina purissima.
I poliziotti in birghese hanno arrestato l’uomo dopo un servizio di osservazione durato diversi giorni durante il quale avevano notato il via vai di assuntori. Un’attività, quella dei falchi, resa difficoltosa dalla presenza in zona di personaggi già noti alle forze dell’ordine che avrebbero potuto inficiare l’esito dell’operazione. I poliziotti, infatti, hanno atteso il momento buono per fare irruzione in casa di Ventrelli. La droga era nascosta in uno zaino nero dietro l’armadio della stanza da letto. All’interno 38 panetti di hashish dal peso complessivo di circa 2 chili ed un involucro di cellophane con 100 grammi di eroina non ancora lavorata e tagliata.

“Guido con prudenza” nona edizione, il bilancio della Stradale

20120824-000234.jpg

Circa mille controlli che hanno condotto al ritiro di dodici patenti e alla decurtazione complessiva di centoquaranta punti. Questi i numeri con cui si chiude nella provincia jonica “Guido con prudenza”, progetto di sicurezza stradale della Polizia di Stato, giunto alla nona edizione.
Prevenzione degli incidenti causati dalla guida in stato di ebbrezza o imputabili all’uso di sostanze stupefacenti al centro dell’iniziativa messa in campo con la collaborazione con la fondazione Ania per la sicurezza stradale e Silb-Fipe. Educazione stradale come risposta ad un’emergenza che, secondo i dati dell’Istituto Superiore della Sanità, è causa del 30% degli incidenti stradali. “Se bevo non guido, se guido non bevo” è il semplice messaggio che il progetto ha provato a diffondere tra giovani e meno giovani (da quest’anno l’iniziativa ha coinvolto anche gli over 30, ampliando l’orizzonte d’azione anche oltre la prevenzione delle cosiddette” stragi del sabato sera”).
“Esci con Bob”, questo l’invito che è stato rivolto ai gruppi che si sono riversati sulle strade della Movida in provincia, al fine di promuovere la figura del guidatore designato ampiamente diffusa sulle strade britanniche. Un invito rivolto ai frequentatori delle discoteche, invitati a scegliere un amico che si impegnasse a non bere per l’intera serata. Impegno sottoscritto formalmente con un apposito braccialetto, trasformato in gadget dai sobri “Bob” di terra jonica dopo aver riaccompagnato i propri amici alle loro case. Ventitré le pattuglie della Polizia Stradale impegnate per l’azione di controllo e sensibilizzazione nei week-end compresi tra il 20 luglio e il 18 agosto, strategicamente scelti perché statisticamente più soggetti ad incidentalità stradale.
Nel corso dei servizi sono stati consegnati 173 biglietti omaggio ad altrettanti Bob.
Nota di colore, i dati sfatano il tabù della donna al volante: solo lo 0.4% delle 260 donne sottoposte ai controlli ha subito il ritiro della patente. Tre volte meno rispetto all’1.6% dei ritiri comminati ai 693 uomini al volante controllati.
Positivo anche il trend degli incidenti stradali: 33, tredici in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e nessuno riconducibile a guida in stato di ebbrezza.
Nello scorso anno erano stati rilevati due incidenti stradali gravi nei quali i conducenti guidavano in condizioni psicofisiche alterate.

Tentata rapina con ostaggio a Martina Franca, arrestati tre giovani brindisini

20120823-004338.jpg

Sono stati assicurati alla giustizia i tre autori della tentata rapina messa a segno ai danni della gioielleria “Kloof” di Martina Franca martedì sera e che avevano seminato il panico nella centralissima Corso Messapia. Due di loro erano stati subito ammanettati in flagranza dai poliziotti del Commissariato della città della Valle d’Itria. Si tratta dei giovanissimi brindisini Marco Russo di 21 anni e Vitantonio Cocciolo di 18. Mercoledì pomeriggio, invece, gli uomini della Squadra Mobile di Brindisi e del Commissariato di Martina Franca hanno fermato il terzo rapinatore Danilo Casale di 19 anni. Il giovane aveva cercato di sfuggire alla polizia tentando di nascondersi sulla litoranea nord del brindisino. Il giovane è stato riconosciuto ed identificato dagli agenti grazie alle riprese delle telecamere di video sorveglianza della gioielleria.
Sarebbe stata la pronta reazione della proprietaria della gioielleria e della commessa ad evitare il peggio. Le due, infatti, hanno dato l’allarme permettendo ai poliziotti di ammanettare i rapinatori. Gli agenti, giunti sul posto, hanno visto due banditi salire su una Fiat Punto bianca, mentre il terzo era alla guida, e fuggire a tutta velocità. Durante il controllo dell’auto i poliziotti si sono visti puntare contro una pistola. Vano è stato il tentativo dei malviventi, gli agenti non si sono persi d’animo e hanno puntato contro il rapinatore le loro pistole. Solo dopo i poliziotti hanno scoperto che il rapinatore aveva una Beretta calibro 9 giocattolo.
Russo e Cocciolo sono stati immediatamente arrestati, Casale invece è fuggito dopo essersi infilato nell’auto di un ventenne che passava di li per caso, costringendo il giovane ad accompagnarlo a Brindisi.
Casale, scovato dai poliziotti, è stato sottoposto a fermo.

Tentano di rubare in un appartamento con i proprietari all’interno, arrestate due croate dalla Polizia

20120821-082700.jpg

Domenica pomeriggio due giovanissime di origine croata sono finite nella rete della Polizia, si tratta della 23enne Ana Divic, già nota alle forze dell’ordine, ed una 18enne. Entrambe sono responsabili di furto in abitazione in concorso.
Nel primo pomeriggio di domenica era stata segnalata alla centrale operativa del 113 la fuga di due donne a bordo di una Ford Fiesta che poco prima avevavno tentato di entrare in un appartamento di via Salvo D’Acquisto in zona Lama.
Le giovani sono state bloccate in viale Unità d’Italia. Ai poliziotti le due hanno mostrato le fotocopie dei documenti di riconoscimento rilasciate dalle autorità croate. In auto, invece, erano nascosti un cacciavite, un paio di guanti ed una forbice, trovati nelle borse un calzino solitamente utilizzato come guanto di fortuna per non lasciare improdon digitali. Nell’appartamento in cui le due avrebbero tentato di entrare, invece, la proprietaria avrebbe raccontato di aver prima sentito suonare con insistenza il campanello e di aver trovato poi la porta spalancata. Uscita sul pianerottolo avrebbe visto le due intente a forzare la porta di ingresso della sua vicina. Impaurita avrebbe iniziato ad urlare allertando i vicini. I proprietari dell’appartamento avrebbero visto dal balcone la fuga delle giovani a bordo dell’auto subito dopo aver lanciato qualcosa in una siepe. Nella siepe i poliziotti hanno recuperato un oggetto in plastica utilizzato per aprire le porte.
Le due sono state portate in Questura ed arrestate. Durante i controlli, inoltre, è emerso che Ana Divic era già stata condannata per precedenti specifici ed era ricercata per diversi ordini dicarcerazione. L’altra giovane, invece, che in un primo momento aveva dichiarato di avere una 13enne è stata poi sottoposta a visita sanitaria e dall’esame osseo è risultata avere un’età di circa 18 anni.

Operazione “Giano”, finisce in cella anche l’arrestato fuggito in Romania

È stato catturato ed ammanettato nella cittadina rumena di Pitesti Cataldo Cagnazzo, il 55enne lizzanese sfuggito all’arresto nell’ambito della operazione Giano della Questura di Taranto.
L’uomo è stato arrestato dagli uomini della Squadra Mobile in collaborazione con il personale dell’Interpol.
L’operazione Giano, messa a segno il 14 febbraio scorso, aveva portato all’arresto di 19 persone affiliate al clan facente capo al manduriano Vincenzo Stranieri il boss della Sacra Corona Unita.
Tutti gli arrestati erano finiti nei guai per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, attentati dinamitardi, tentato omicidio, rapina, estorsioni, traffico di sostanze stupefacenti e spari in luogo pubblico.