Tensione su Equitalia, la proposta del prefetto di Taranto: «Lavoriamo insieme per lenire il conflitto sociale»

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Troppe tensioni intorno ad Equitalia, nelle ultime settimane.
Così tante che il prefetto di Taranto, Claudio Sammartino, ha ritenuto opportuno mettere intorno ad un tavolo i rappresentanti delle istituzioni locali, delle associazioni di categoria e dei consumatori, i sindacati e le forze dell’ordine, per scovare una strategia buona per raffreddare il clima. Dopo gli attentati in tutta Italia, e dopo il blocco della sede ionica operato dai Cobas la scorsa settimana, infatti, il massimo rappresentante istituzionale della provincia ha deciso di coinvolgere chiunque abbia relazioni con la società di riscossione «per tentare di lenire il conflitto sociale in atto».
A ricordare quanto quel conflitto fosse vivo, ieri mattina ai piedi della Prefettura, c’erano proprio i rappresentanti dei Cobas. Nessuno scontro, ma una promessa urlata a gran voce, dopo il rifiuto di Sammartino a riceverne una delegazione: «Se il prefetto non ci incontrerà, mercoledì bloccheremo di nuovo Equitalia».
Alle minacce Sammartino ha preferito opporre un lavoro di ricucitura di tutte le parti sociali: «Se riusciamo a costituire una rete di relazioni – ha spiegato – affronteremo meglio le situazioni più difficili». Che concretamente significa intensificare il lavoro di informazione.
Le strade per alleggerire il peso degli accertamenti, infatti, esistono. Anche se i rappresentanti di Equitalia (il direttore regionale Alessandro Migliaccio e quello provinciale Fernando Prò) hanno dichiarato da subito di non poter non fare due cose: applicare la legge e gli interessi di mora. Una risposta alle tante sollecitazioni arrivate soprattutto dalle associazioni dei consumatori, che tengono il polso della disperazione di chi non ce la fa a pagare.
Tornando alle soluzioni, Sammartino ne ha dettata una di carattere generale: rafforzare il rapporto tra le istituzioni. «Solo in questo modo potremo dare risposte a cittadini che vivono nella disperazione – ha spiegato il prefetto – cercando di non abbandonarli alla loro solitudine». Quella stessa solitudine che, secondo il rappresentante istituzionale, finisce per «ampliare la zona grigia dell’usura, che potrebbe diventare endemica». La reazione di chi è disperato, infatti, non è solo il suicidio (e la cronaca a torto e ragione ne sta parlando) ma anche il ricorso a mezzi compromettenti dal punto di vista della legalità: «Ecco perché a questo tavolo abbiamo invitato anche le forze dell’ordine».
Praticamente questo impegno si traduce nel ridurre le distanze tra Equitalia e contribuenti. Alcune associazioni, come Casartigiani, hanno portato ad esempio la loro positiva esperienza di collaborazione con l’agenzia di riscossione: «Abbiamo uno sportello on line – ha spiegato la responsabile Domenica Annichiarico – e fino ad oggi non ci sono stati problemi». Poi ci sono gli sportelli informativi già attivi a Martina, Manduria e Ginosa, più uno di prossima apertura a Massafra. Ed infine, le agevolazioni rappresentate dalle rateizzazioni.
Le novità, invece, sono il rafforzamento dello Sportello d’Ascolto della sede ionica di Equitalia, che presto sarà implementato con uno Sportello Amico. A monte di tutto questo, però, il direttore regionale ha posto una sorta di regola aurea per lenire i conflitti: «Solo usando il buon senso potremo anche applicare le ferree leggi, che fa il Parlamento, in maniera più umana».
Intanto, questa prima riunione ha gettato le basi per un lavoro che si specializzerà in futuro per individuare tutte le aree di sofferenza del tessuto economico locale. A partire dalla stretta del credito, fino ai difficili rapporti tra Inps, Inail ed aziende, che messe alla corda innescano un processo di decadimento che arriva ai lavoratori e alle loro famiglie.
In questo senso, il prefetto Sammartino ha voluto coinvolgere anche la Chiesa, attraverso la Caritas diocesana di Taranto e Castellaneta: «Se l’informazione per alimentare il canale di collegamento con Equitalia non dovesse bastare – ha spiegato – resta come estrema soluzione la rete della solidarietà. Ma noi non ci arrendiamo».

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Pubblicato il 7 giugno 2012, in Diritti, Economia, Lavoro con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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