Sequestro D’addario, parla il legale: “Un provvedimento su beni il cui valore è superiore”

Il palazzo di D’Addario sequestrato dalla Finanza

«La società D’Addario.it risulta debitrice verso l’Agenzia delle Entrate di alcune somme di danaro riconducibili a mancati versamenti nei termini di legge di ritenute quale Sostituto d’Imposta, di somme per Imposta sul Valore Aggiunto». A parlare è il legale di Enzo D’Addario, l’avvocato Antonio Raffo, che puntualizza quanto accaduto ieri mattina e che ha portato al sequestro preventivo per equivalente del palazzone di via Berardi, la residenza del patron del Taranto e imprenditore nel settore del commercio delle auto. Il sequestro, eseguito dalle fiamme gialle del Nucleo di Polizia Tributaria del Comando Provinciale di Taranto, è stato disposto dal Gip Todisco su richiesta del Pm Di Tursi. Un valore da far girare la testa, ben 4 milioni e mezzo di euro. Il provvedimento sarebbe la diretta conseguenza di una verifica fiscale eseguita dalla Guardia di Finanza, nel corso della quale sarebbero stati accertati, per i periodi d’imposta dal 2009 al 2011, omessi versamenti di iva e ritenute per un importo corrispondente proprio ai 4 milioni e mezzo di euro. «Le somme – continua il legale nel suo comunicato stampa – risultavano correttamente riportate nei bilanci della società, come del resto rilevato dal personale della stessa Guardia di Finanza. Peraltro, la società aveva già da tempo attivato nei confronti della Agenzia delle Entrate di Milano le procedure per la rateizzazione del debito, tanto che già la medesima Agenzia, esaminate le prime istanze, aveva dato riscontro ammettendo il contribuente al pagamento rateale in corso di esecuzione. L’operazione di sequestro quindi risulterebbe essere solo un provvedimento di tipo cautelare/preventivo, peraltro caduto su beni immobili, il cui valore è decisamente di gran lunga superiore all’importo dovuto dalla società alla Agenzia delle Entrate. E’ superfluo dire che la società D’Addario.it s.a.s. avrà cura di avviare ogni iniziativa utile in sede giudiziaria al fine di salvaguardare la sua immagine e la sua correttezza comportamentale». Al 57enne Enzo D’Addario la Guardia di Finanza ha contestato violazione penali per l’omesso versamento delle ritenute certificate, dell’iva e indebita compensazione.

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Pubblicato il 13 maggio 2012, in Cronaca con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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