Archivio mensile:maggio 2012

Riconoscimenti per i migliori carabinieri di Taranto e provincia, il comandante Sirimarco premia i suoi uomini

14 riconoscimenti ad altrettanti carabinieri, che si sono distinti durante delle operazioni di servizio di particolare pregio, sono stati consegnati questa mattina. Anticipando la festa dell’Arma prevista per mercoledì prossimo, il comandante provinciale dei Carabinieri di Taranto, il colonnello Daniele Sirimarco, questa mattina ha consegnato i premi durante una cerimonia.
Spiegate nelle motivazioni le azioni che hanno spinto le autorità militari a encomiare i protagonisti.
Una scelta di professionalità, quella del carabiniere che vive con la prospettiva di costituire in ogni città, in ogni paese, nelle strade una presenza rassicurante.
Ecco i nomi di chi ha ricevuto i riconoscimenti e le relative motivazioni:

Carabinieri Scelto Angelo De Domenico
Stazione di Palagianello
Encomio Solenne concesso dal Comandante Interregionale CC “Culqualber”
“Addetto a squadriglia eliportata cacciatori in territorio caratterizzato da elevato indice di criminalità organizzata, evidenziando alto senso del dovere, esemplare abnegazione e spiccato intuito investigativo, forniva determinante contributo a complessa e prolungata indagine, sviluppata congiuntamente a reparto speciale dell’arma, conclusasi con la localizzazione e la cattura di tre latitanti, di cui due inseriti tra i ricercati più pericolosi in ambito nazionale ed elementi di spicco di agguerrito sodalizio criminale di tipo mafioso. L’operazione riscuoteva il plauso unanime delle più alte autorità dello stato e dell’intera popolazione, esaltando il prestigio e l’immagine dell’istituzione”.
Provincia di Reggio Calabria, settembre 2007 – giungo 2009.

Encomio Semplice concesso dal Comandante Interregionale CC “Culqualber”
“Addetto a squadrone eliportato in territorio ad altissimo indice di criminalità mafiosa, con elevata professionalità ed eccezionale dedizione forniva determinante apporto a delicate attività di ricerca che consentivano la cattura di capo di cosca locale, inserito nell’elenco dei latitanti pericolosi, ricercato da oltre 16 anni per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. L’operazione si concludeva con il rinvenimento di tre rifugi sotterranei utilizzati dal criminale”.
Platì (RC), ottobre 2009 – 13 febbraio 2010.

Maresciallo Aiutante Sostituto Ufficiale di Pubblica Sicurezza Ezio De Leo
Nucleo Investigativo del Comando Provinciale
Encomio semplice concesso dal Comandante Carabinieri per la Tutela della Salute
“Addetto a nucleo antisofisticazioni e sanità, dando prova di spiccato acume investigativo, abnegazione al servizio e tenace attaccamento al dovere, portava a termine complesse e delicate indagini che consentivano di disarticolare un sodalizio criminale, costituito da dirigenti di industria farmaceutica, da medici e da farmacisti, dedito alla commissione di sistematiche truffe in danno del Servizio Sanitario Nazionale stimata in oltre 1,2 milioni di euro, mediante la simulata dispensazione e l’illecita acquisizione di rimborsi di farmaci ad alto costo, prescritti a pazienti ignari o deceduti. L’operazione, che consentiva all’ordine dei medici di emettere drastici provvedimenti disciplinari di sospensione e censura nei confronti dei sanitari coinvolti, si concludeva con l’esecuzione di 6 ordinanze di custodia cautelare e 10 misure interdittive di sospensione dalla professione sanitaria, la denuncia in stato di libertà di altre 43 persone ed il sequestro di circa 4.000 specialità medicinali de fustellate”.
Regione Emilia Romagna e territorio nazionale, agosto 2008 – luglio 2010.

Appuntato Scelto Angelo Caraccio
Appuntato Scelto Cosimo Chimienti
Stazione CC Sava
Encomio semplice concessa dal Comandante Legione CC Puglia
“Addetti a stazione distaccata, evidenziando generoso altruismo, elevato senso del dovere e ferma determinazione, intervenivano in soccorso di un uomo rimasto gravemente ferito a seguito di incidente stradale, prestando le prime ed indispensabili cure di pronto soccorso che evitavano più gravi conseguenze al malcapitato, salvandogli la vita”.
Sava, 23 agosto 2010.

Brigadiere Luciano Greco;
Appuntato Scelto Antonio Bisanti
Stazione CC di Maruggio
Encomio semplice concesso dal Comandante Legione CC “Puglia”
“Addetti a stazione distaccata, in occasione di incendio sviluppatosi all’interno di abitazione, evidenziando generoso altruismo e sprezzo del pericolo, non esitavano ad introdursi nei locali invasi dal fumo e dalle fiamme, riuscendo a trasportare all’esterno una bombola di gas scongiurando così più gravi conseguenze”.
Campomarino di Maruggio, 15 gennaio 2011.

Appuntato Scelto Giovanni Stella;
Appuntato Scelto Michele Barnaba;
Appuntato Scelto Luciano Raneri.
Stazione CC di Pulsano
Encomio Semplice concesso dal Comandante Legione CC “Puglia”
“Addetti a stazione distaccata, evidenziando generoso altruismo e coraggiosa determinazione, non esitavano a soccorrere una donna in procinto di annegare a causa delle avverse condizioni meteo marine, riuscendo a trarla in salvo a riva”.
Pulsano, 26 settembre 2010.

Maresciallo Capo Gaetano Molinari.
Sezione di P.G. presso il Tribunale di Taranto.
Encomio Semplice concesso dal Comandante Legione CC “Emilia Romagna”
“Addetto a nucleo investigativo di comando provinciale, dando prova di elevata professionalita’, profondo senso del dovere e instancabile impegno, partecipava in maniera determinante, in concorso con altro reparto, a complessa attivita’ di indagine che consentiva di identificare e denunciare alla magistratura i 6 responsabili del sequestro di persona e dell’omicidio di un imprenditore, dei quali 4 venivano tratti in arresto mentre uno si rendeva latitante poiche’ destinatario di ordinanza di custodia cautelare. L’operazione contribuiva a rafforzare l’immagine e il prestigio dell’istituzione”.
Provincia di Bologna e Forlì, 1° giugno – 22 giugno 2009.

Maresciallo Ordinario Paolo Carluccio;
Carabiniere Scelto Nicola Firenti.
Stazione CC di Manduria;
Stazione CC di Laterza.
Encomio Semplice concesso dal Comandante Legione CC “Puglia”
“Addetti a stazione distaccata, con spiccata professionalità, acume investigativo, perseveranza e non comune spirito di sacrificio, sviluppava complessa e prolungata attività investigativa che consentiva di effettuare 19 arresti su ordine di custodia cautelare,  per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti”.
Provincia di Cosenza, settembre 2006 – maggio 2008.

Maresciallo Capo Daniele Pulpo.
Comandante di Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Castellaneta.
Encomio Semplice concesso dal Comandante Legione CC “Puglia”
“Addetto ad aliquota operativa di compagnia distaccata, operante in territorio ad alto indice di criminalità, con elevata professionalità, perseverante impegno e non comune spirito di servizio, forniva determinante apporto in prolungata attività investigativa, nei confronti di agguerrito gruppo criminale responsabile di 42 episodi estorsivi e di riciclaggio di auto rubate, con introiti illeciti per circa 100.000,00 euro.
L’operazione si concludeva con l’esecuzione di 8 provvedimenti restrittivi a carico di altrettanti affiliati”.
Province di Foggia, Potenza, Avellino e Campobasso, novembre 2008 -25 marzo 2011.

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In cucina e nei cuscini del divano 10 chili di hashish, la Polizia arresta uno spacciatore in città vecchia

La droga sequestrata dai Falchi

Ancora un sequestro, un ingente sequestro di droga, della polizia ionica. Sotto i riflettori sempre la città vecchia. Ieri sera, infatti, i falchi della Mobile della Questura di Taranto hanno arrestato Cataldo Prester di 46 anni per detenzione e spaccio di sostanza stupefacente.
Ai venti chili di hashish rinvenuti e sequestrati nei giorni scorsi si aggiungono i dieci rinvenuti e sequestrati ieri sera nell’abitazione dell’uomo.
Gli agenti in questi ultimi giorni avevano notato un andirivieni di giovani assuntori nei vicoli del centro storico ed in particolar modo nel tratto compreso tra via Arco San Martino, via Di Mezzo e via Duomo, proprio nei pressi dell’abitazione del 46enne.
I falchi hanno prima svolto un accurato servizio di osservazione, per studiare le abitudini dell’uomo, e poi lo hanno fermato in strada e riportato in casa per dare il via ad un’attenta perquisizione dell’appartamento. In un mobile della cucina era nascosta una busta di cellophane contenente 5 involucri di hashish, avvolto con il nastro da imballaggio, per un peso di ben 5 chili. A dar man forte ai poliziotti anche un equipaggio del gruppo cinofili della Finanza ionica con un cane antidroga. Il fiuto dell’animale ha permesso di trovare, nascosti nell’imbottitura dei cuscini del divano, altri 5 chili sempre della stessa sostanza.
Cataldo Prester è stato immediatamente arrestato, mentre la droga è stata sequestrata.

Bolli auto falsificati, la Finanza scopre una truffa a Talsano da quasi 280mila euro ai danni di cittadini e Regione. Denunciata la titolare di un’agenzia di pratiche automobilistiche

Immagine di repertorio

Avrebbero incassato i soldi di ignari cittadini che si recavano nella loro agenzia di pratiche automobilistiche per pagare il bollo e non hanno versato le somme alla Regione Puglia. Il raggiro, ai danni dell’ente pubblico e dei contribuenti, è stato scoperto a Talsano dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria delle fiamme gialle che hanno denunciato due persone, una donna titolare dell’agenzia ed un uomo, per peculato.

Le indagini sarebbero partite dopo la segnalazione di alcuni cittadini che, nonostante avessero pagato il bollo, si erano visti recapitare la cartella esattoriale da parte della Regione. I militari hanno scoperto che l’agenzia per ben 2 anni, dal 2005 al 2007, avrebbe annullato quasi 1400 pagamenti di tasse automobilistiche per un importo di circa 270mila euro appropriandosi dell’intera somma. Pare, infatti, che la donna, una volta ricevuta dal singolo utente la somma del bollo e dopo aver rilasciato la relativa  ricevuta di pagamento, procedeva al successivo annullamento dell’operazione stessa intervenendo sul sistema informatico, appropriandosi così della somma pagata dall’utente.

Durante le indagini i finanzieri avrebbero accertato parallelamente un’attività di falsificazione di ricevute delle tasse automobilistiche strumentale alla truffa. Nonostante, inoltre, nel 2007 fosse stata sospesa l’autorizzazione per la riscossione delle tasse automobilistiche, la titolare dell’agenzia continuava a detenere il software e la macchina per le operazioni di pagamento della tassa, in modo da generare tra gli utenti il convincimento che l’attività di riscossione fosse legittimamente esercitata.

In questo modo, quindi, l’agenzia avrebbe continuato a  riscuotere le tasse automobilistiche pur non essendo più autorizzata,  ed a  rilasciare a vari utenti ricevute di pagamento false al fine perpetrare la truffa.

Ad oggi sarebbero un centinaio gli utenti che avrebbero confermato sia il pagamento all’agenzia della tassa  sia il relativo  mancato versamento alla Regione Puglia, esibendo, in alcuni casi, le ricevute false artatamente predisposte dall’agenzia.

Scritte anarchiche a Crispiano, perquisizioni a tappeto dei carabinieri

Scritte anarchiche contro la Tav e contro le forze dell’ordine e le forze armate sono apparse sui muri di Crispiano negli ultimi giorni, così all’alba i carabinieri della Compagnia di Massafra e quelli del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Taranto, insieme agli uomini del ROS, hanno eseguito otto perquisizioni su mandato della Procura della Repubblica ionica. Controllate da cima a fondo le abitazioni di otto persone che farebbero parte di un gruppo riconducibile al movimento anarchico alla ricerca di prove.

Identificati anche i personaggi più attivi del gruppo, che da tempo si era dotato di una sede fissa, una masseria alle porte di Crispiano, permanentemente presidiata da persone su cui sventola una bandiera con il simbolo “NO TAV”.

Sequestrato diverso materiale attualmente al vaglio degli investigatori, ed anche una bomboletta spray forse utilizzata per realizzare le scritte.

 

Ilva Taranto, le proposte di Fiom e Cgil per la riapertura dell’Aia

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Fiom e Cgil, insieme, questa volta vorrebbero contare di più.
La riapertura dell’Aia per l’Ilva, infatti, è l’occasione per dire la propria sul modello di ambientalizzazione del colosso siderurgico ionico. E il sindacato, anche nella sua declinazione metallurgica, ha preferito farlo attraverso il parere di tecnici del settore.
Quali sono gli interventi che Cgil e Fiom vorrebbero fossero inseriti nella nuova procedura di autorizzazione integrata ambientale? Lo hanno detto ieri mattina i vertici delle due sigle, riuniti in conferenza stampa nella sede della federazione provinciale. C’erano il segretario provinciale della Cgil Luigi D’Isabella, il suo omologo della Fiom (di fresca elezione) Doanto Stefanelli, ed il coordinatore nazionale per la siderurgia dei metallurgici, Vittorio Bardi.
C’era anche l’ingegner Domenico Capodilupo, l’esperto incaricato di indicare le proposte che il sindacato intende fare al tavolo dell’Aia. Seguendo quanto detto durante il tavolo regionale cui partecipò anche il ministro Corrado Clini, sono due gli indicatori di sofferenza ambientale su cui la Fiom si sta concentrando: la riduzione delle emissioni diffuse prodotte dalla movimentazione dei materiali (parchi minerari e nastri trasportatori) ed il contenimento di quelle derivate dalle lavorazioni dell’impianto di agglomerazione. Prima di scendere nel dettaglio, i segretari hanno spiegato il punto di vista del sindacato rispetto al tema dell’ambientalizzazione.
«Chi pensa di chiudere le acciaierie – ha esordito Stefanelli senza mezzi termini – indirettamente dice che l’Italia dovrà approvvigionarsi di metallo all’estero. Taranto, invece, deve puntare alla produzione di qualità». Insomma, se le grandi multinazionali dismettono gli impianti in Europa per produrre a costi inferiori altrove, l’acciaio italiano deve essere appetibile sotto altri aspetti. Anche perché produrlo è ancora redditizio: come ha spiegato Bardi riportando quanto detto durante un recente incontro di Federacciai, i dati di produzione del primo trimestre 2012 sono positivi, nonostante lo scenario di crisi.
Certo, il nodo dell’ambientalizzazione non è da sottovalutare. Produrre qualità inquinando, infatti non è accettabile. Ecco perché Fiom e Cgil hanno chiesto di essere ascoltati per la riapertura dell’Aia, «per inaugurare un confronto che porti all’applicazione costante delle migliori tecnologie disponibili». «Invece non capiamo – ha poi aggiunto D’Isabella – l’atteggiamento dell’Ilva che ha presentato ricorso al Tar. Perché questa è un’occasione per l’azienda, potrebbe già da ora applicare quegli accorgimenti previsti a livello europeo».
Si tratta di due famose sigle, Bat e Bref, che indicano quanto di meglio c’è sul mercato per abbattere determinati inquinanti. Tornando all’aspetto tecnico, l’ingegner Capodilupo ha parlato di due interventi, l’installazione di cannoni “dry fog”, letteralmente “nebbia secca”, nei punti di dispersione delle polveri sottili (risultati buoni sono stati ottenuti con i Pm 10 e anche con i Pm 5), e l’introduzione di filtri a manica a valle degli elettrofiltri nell’impianto di agglomerazione. Con i primi si otterrebbe il risultato di ingabbiare in acqua spruzzata a velocità supersonica le particelle volatili (anche se poi una volta stoccate dovrebbero essere comunque protette da film), con i secondi si abbatterebbe la concentrazione di inquinanti ben al di sotto di quanto indicato da Aia e norme europee.
Queste proposte saranno, inoltre, il punto di partenza di un convegno annunciato ieri da Fiom e Cgil, che dovrebbe tenersi entro l’estate. Si tratta di un momento di riflessione dal respiro internazionale, nel quale confrontarsi con realtà straniere che hanno ottenuto sensibili risultati e con chiunque, Ilva e autorità ecclesiastiche comprese (l’arcivescovado ionico ha già lanciato l’idea di un altro convegno). «Noi siamo per un industria avanzata anche nel campo del rispetto dell’ambiente – ha concluso D’Isabella – obiettivo possibile anche grazie a quel patrimonio di professionalità che sono i tecnici che ogni giorno lavorano nello stabilimento. Passatemi la battuta: ne sanno molto più loro di tanti scienziati autoproclamatisi».

Colpo da 100mila euro all’ufficio postale di San Giorgio Ionico, in azione la banda del buco

L’ufficio postale di San Giorgio Ionico

Hanno approfittato del fine settimana per agire indisturbati e così questa mattina il direttore e gli impiegati dell’ufficio postale di via Trento proprio all’angolo con via Cadorna a San Giorgio Ionico hanno fatto un’amara scoperta.

Ignoti, infatti, approfittando dell’immobile disabitato che confina proprio con l’ufficio delle poste hanno iniziato ad ispezionare i muri. Muniti di una fiamma ossidrica hanno fatto un foro alla cassaforte portando via una grossa somma di denaro: ben 100mila euro.

Sul posto questa mattina i carabinieri della Sezione investigativa Scientifica e quelli del Nucleo Investigativo che hanno trovato parte dell’attrezzatura che sarà sottoposta ad analisi tecniche. Difficile che i malviventi abbiano potuto fare tutto in una notte sola, probabile, invece, che già da qualche giorno avessero iniziato ad ispezionare le pareti dell’appartamento disabitato per capire in che zona potesse essere posizionata la cassaforte.

L’area è munita dell’impianto di video sorveglianza, quindi non si esclude che i ladri possano essere stati immortalati dalle telecamere proprio al momento della fuga, gli investigatori, quindi, stanno raccogliendo tutti gli elementi utili per l’identificazione degli autori.

La polizia festeggia i 160 anni. Il questore Mangini “Compostezza, capacità di reazione ed unità di intenti per respingere ogni atto di violenza”

Immagine di repertorio

Celebrata anche a Taranto la festa della Polizia a 160 anni dalla fondazione. Nella sede universitaria della Caserma Rossarol, nel cuore antico del capoluogo ionico, il questore Enzo Mangini ha sottolineato la necessità di reagire e restare uniti per respingere gli atti di violenza che hanno visto protagoniste l’Italia e la Puglia.

«Questa manifestazione – ha sottolineato il questore – cade in un periodo assai difficile per la vita del nostro Paese, in cui alle difficoltà presenti si associano timori per le prospettive future».

Una festa in cui si sono voluti sottolineare la presenza e l’impegno della Polizia di Stato sul territorio, a cominciare proprio dalla scelta della sede. «Abbiamo ritenuto quest’anno di organizzare il tradizionale anniversario nel nucleo storico di Taranto,la Città Vecchia, che è stata cuore della vita cittadina e merita oggi ogni attenzione perché possa riacquistare la sua centralità nel contesto urbano. Anche la scelta del luogo – ha continuato Mangini – risponde a precise motivazioni. Questo storico edificio ospita realtà ormai affermate nel panorama culturale e scientifico locale, quali le Facoltà di Giurisprudenza, Lettere e Filosofia e Scienze della Formazione, che rappresentano – insieme alle altre Facoltà del Polo Universitario Jonico – una grande occasione di crescita e sviluppo per tutta la provincia».

Il Questore di Taranto Enzo Mangini

Il questore ionico ha poi passato in rassegna gli ultimi 12 mesi che hanno rappresentato un periodo molto impegnativo. A cominciare dalla “emergenza Nord-Africa” nel Centro di Accoglienza ed Identificazione di Manduria, rimasto operativo sino a settembre scorso che ha ospitato circa 12mila extracomunitari.

«Incisiva l’azione di contrasto della criminalità organizzata – ha detto ancora il questore – nel cui ambito sono state portate a compimento dalla Polizia di Stato diverse operazioni».

L’operazione Octopus della Squadra Mobile, le indagini erano state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, nell’autunno scorso ha portato all’arresto di 11 persone che operava a Taranto e nel materano. Tutti si erano resi responsabili a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsioni, detenzione e porto abusivo di armi, usura e riciclaggio.

A febbraio gli uomini del Commissariato di Manduria, in collaborazione conla Squadra Mobile, nell’ambito di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, hanno arrestato 18 persone appartenenti ad una organizzazione che agiva nella zona orientale della provincia, con collegamenti anche nel brindisino, per associazione per delinquere di stampo mafioso, detenzione e porto abusivo di materiale esplodente, tentato omicidio, estorsione, spaccio di sostanze stupefacenti.

Ed ancora l’arresto della Squadra Mobile, sempre a febbraio, a Castellaneta di un pluripregiudicato latitante da oltre quattro mesi, ritenuto responsabile di concorso in un duplice omicidio con occultamento di cadavere avvenuto nelle campagne di Massafra, nel maggio 2011. Per lo stesso episodio, determinato da contrasti insorti tra opposti gruppi malavitosi, altre due persone erano già state arrestate.

Non solo arresti ma anche sequestri di armi e droga. L’ultimo, solo in ordine di tempo, quello di 20 chili di hashish avvenuto la scorsa settimana proprio in città vecchia.

«La situazione della sicurezza pubblica in questo territorio – ha sottolineato il questore – risente attualmente della difficile congiuntura economico-occupazionale, che non manca di acuire i conflitti e il disagio sociale, con ricadute negative sul piano della sicurezza reale e percepita».

Dal dottor Mangini, infine, l’appello alla collaborazione da parte di quanti sono caduti nella rete del racket e dell’usura. Continua a registrarsi, dice, un ridotto numero di denunce rispetto allo stimato sommerso, malgrado gli sforzi operati, anche attraverso le associazioni di categoria e gli sportelli antiracket.

Strade più sicure in provincia di Taranto, entro l’estate aperti 19 cantieri

Provincia di Taranto

Fino ad oggi la Provincia ha rifatto 400 km dei 1400 che compongono l’intricata rete stradale di competenza.
Con l’arrivo di altri 11 milioni di euro, fondi riconducibili alla legge regionale 112 del ’98 (che regolamenta il trasferimento delle strade dall’Anas agli enti territoriali), in via Anfiteatro contano di dare una poderosa spinta al processo di ammodernamento delle provinciali, con un obiettivo dichiarato: aumentarne i margini di sicurezza. Ieri, il presidente Gianni Florido ed il suo vice con delega ai Lavori Pubblici Costanzo Carrieri hanno spiegato alla stampa i termini di questo progetto, evocativamente chiamato “Strade facendo”, che si compone di 19 interventi spalmati sull’intero territorio.
Immaginare strade più sicure, tra l’altro, ha permesso alla Provincia di ottenere più risorse: «La legge 112 assegnava i fondi in base ad un calcolo kilometrico – ha spiegato Florido –, a noi sarebbero spettati poco più di 5,5 milioni di euro. Siamo riusciti a “strapparne” di più proprio perché abbiamo dimostrato che i nostri interventi miravano alla sicurezza». Un risultato che in tempi di tagli suona come un’autentica conquista: «In questi anni non abbiamo aumentato la pressione fiscale – ha aggiunto il presidente – pur avendone la possibilità. Abbiamo rinunciato a 4,5 milioni di euro che ci sarebbero pervenuti dall’aliquota sulle assicurazioni proprio per non gravare su contribuenti già tartassati. Eppure, abbiamo fatto investimenti per le strade, dal 2004, pari a 170 milioni di euro. Senza contare gli interventi per le scuole, altri 53 milioni».
Insomma, la Provincia in questi anni è stata una delle stazioni appaltanti più attive nel territorio. Certo, non sempre gli interventi sono di semplice percezione, e soprattutto non esaudiscono interamente la domanda di ammodernamento del patrimonio dell’ente. Per fare un esempio, infatti, secondo Florido per adeguare tutte le scuole agli standards di sicurezza richiesti dalle normative vigenti, servirebbero 40 milioni di euro. Che non ci sono.
La consolazione è che almeno per le strade la situazione va nettamente migliorando: «Da una relazione del comitato per la sicurezza presieduto dalla Polstrada – ha spiegato Carrieri – è emerso che tutti i vecchi punti di “blackout” della rete stradale sono stati risolti. Si tratta di una vittoria per il territorio e, lasciatemelo dire, per la Provincia: abbiamo fatto notevoli sacrifici per rastrellare fondi da tutti i capitoli, cogliendo anche tutte le opportunità che ci dava la legge».
Tutti gli interventi sono nella fase progettuale, alcuni già al termine. Entro l’estate, secondo Florido, i cantieri saranno inaugurati con cadenza quasi settimanale. «I progetti sono curati dagli uffici di via Anfiteatro – ha inoltre aggiunto Carrieri – e da tecnici esterni individuati tramite gara».
Su tutti va segnalato il progetto che riguarda la Circummarpiccolo, 3,5 milioni per il primo stralcio che permetterà di contenere lo smottamento della collina che ha provocato la chiusura di un’arteria di vitale importanza per la decompressione del traffico in entrata a Taranto.

Sequestro anticipato da due milioni di euro a Castellaneta, stop ai beni di “Tonino il pescatore”

Immagine di repertorio

I redditi dichiarati erano di gran lunga sproporzionati al tenore di vita condotto e soprattutto all’ingente patrimonio a lui riconducibile. Per questo motivo la Direzione Investigativa Antimafia di Lecce ha messo sotto chiave a Castellaneta attività commerciali, beni immobili e conti bancari tutti riconducibili a Tonino il pescatore, così è conosciuto in paese.

Antonio Vitale, questo il suo vero nome, 60enne tarantino ma da anni residente nel paese di Rodolfo Valentino, era già stato condannato in passato per rissa aggravata e porto abusivo di coltello, furti plurimi aggravati, porto e detenzione abusiva di pistola, violenza privata, occupazione abusiva di spazio doganale. Vitale aveva avuto anche rapporti con i capi di tre diversi sodalizi criminali attivi in provincia di Taranto.

Il provvedimento di sequestro anticipato è stato emesso dal Presidente  del Tribunale di Taranto su proposta della Procura della Repubblica ionica.

Gli uomini della Dia hanno così posto i sigilli a beni immobili, conti e depositi bancari per un totale di 2 milioni di euro.

Sequestrati un fabbricato di 8 vani a Castellaneta, in località Quaranzana, proprio alla periferia del paese, due appezzamenti di terreno di 3 ettari sempre nella stessa località, un locale commerciale, lo stabilimento balneare “Lido La Marea” a Castellaneta Marina, conti correnti e depositi bancari.

Colpi di fucile contro cantina a Lizzano, indagano i carabinieri

La stazione carabinieri di Lizzano

È mistero a Lizzano per l’atto intimidatorio compiuto ai danni di una cantina vinicola della cittadina della provincia ionica. Nella notte, infatti, ignoti hanno esploso quattro colpi di fucile contro la porta d’ingresso dell’azienda che si trova in una contrada di Lizzano. I carabinieri della stazione hanno subito avviato le indagini. Sul posto i militari hanno eseguito un meticoloso sopralluogo proprio per accertare le dinamiche e stanno eseguendo accertamenti per l’identificazione degli autori.