L’ex sindaco di Manduria Tommasino consegna un dossier al prefetto di Taranto: «Atti trasparenti, nessuna infiltrazione mafiosa durante il mio mandato»

Dopo le dimissioni dello scorso 16 marzo, Paolo Tommasino sceglie la via della chiarezza.
Terminata volontariamente la sua esperienza di sindaco a Manduria, il medico ha mantenuto fede alla promessa fatta all’indomani della rinuncia portando in Prefettura un nutrito dossier sull’attività svolta alla guida della Giunta di centrodestra, per fugare ogni dubbio su trasparenza e connivenze.
Le dimissioni di Tommasino, infatti, sono arrivate insieme alle indagini che hanno sgominato un clan facente capo all’ex boss Vincenzo Stranieri, indagini che avevano adombrato il comune messapico. Si parlava di infiltrazioni mafiose, di amicizie pericolose degli amministratori, e Tommasino preferì rinunciare piuttosto che «essere confuso con il malaffare», come ha detto uscendo dall’incontro con il prefetto di Taranto Claudio Sammartino.
«Questo atto rappresenta la mia volontà di essere parte attiva nelle indagini in corso – ha spiegato Tommasino riferendosi alle attività della commissione nominata dal Viminale per effettuare un’ispezione antimafia nel comune – ma anche la necessità di lanciare un messaggio chiaro a tutti e dire da che parte sto».
L’ex sindaco di Manduria, ai microfoni di varie emittenti locali, ha smentito l’esistenza di infiltrazioni spiegando come l’attività amministrativa si sia sempre improntata alla massima trasparenza: «Ho cercato dal primo giorno di dimostrare che la mia amministrazione ha guardato sempre con grande attenzione al problema delle infiltrazioni – ha aggiunto Tommasino –. Solo per citare un esempio che è contenuto nel dossier consegnato al prefetto, va ricordata l’attività svolta per la discarica abbandonata di “Li Cicci”. Se poi ci sono state delle mele marce saranno loro a pagare, perché a me interessa solo dimostrare che ci sono invece molte mele buone».
Le indagini in corso, quindi, secondo Tommasino sono in piena sintonia con quanto avrebbe voluto fare. Le dimissioni, di conseguenza, non sono legate a problemi di natura politica: «Il mio intento era quello di creare un governo tecnico con tutte le forze in campo, dimostrando che c’è chi può fare la differenza. Non è stato possibile, purtroppo, ma nessuno potrà dire che il mio sia stato un atto di codardia».

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Pubblicato il 20 aprile 2012, in Politica, Provincia con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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