Ance e sindacati firmano l’integrativo. Più risorse e sicurezza per gli edili

20120413-192303.jpg

Il mondo dell’edilizia locale non smette di mandare messaggi alle istituzioni. L’ultimo con la firma, martedì scorso, del nuovo contratto collettivo provinciale per i dipendenti delle aziende del settore.
Imprenditori e sindacati di categoria, infatti, hanno aperto una vera e propria campagna contro la diffusa illegalità che serpeggia nei cantieri ionici. Essere riusciti a chiudere un accordo in un momento di grave crisi come questo, quindi, segnala la netta volontà di continuare sulla strada presa alcuni mesi fa, quando in Prefettura furono firmati ben due protocolli per garantire più legalità e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Insomma, gli edili chiedono attenzione per le imprese sane che producono valore aggiunto nel territorio, che riconoscono il valore dei loro dipendenti e non scendono a compromessi soprattutto quando si parla di appalti pubblici. «Per noi è un momento importante – ha spiegato ieri, durante la conferenza stampa tenuta in Confindustria, il presidente dell’Ance Antonio Marinaro – perché siamo riusciti a condividere un percorso con i sindacati, non privo di scontri, portando a casa un accordo che salvaguarda soprattutto le esigenze dei lavoratori».
Gli elementi di novità di questo integrativo (uno tra i primi già firmati in Italia) stanno in due sigle: Evr e Rlst. La prima sta per “Elemento variabile della retribuzione”, una sorta di premio per i lavoratori calcolato sull’andamento di cinque parametri a livello locale, e comunque non superiore al 6% del minimo di paga; la seconda, invece, sta per “Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale”, figura finanziata dai datori di lavoro con un contributo mensile di due euro a dipendente che garantirà il rispetto delle norme in materia nelle aziende con meno di quindici operai.
Una riflessione è quasi obbligata: le aziende, in un momento di crisi, scelgono di garantire il salario dei lavoratori incrementandolo, e versano un contributo per la sicurezza. Un ottimo esempio di moralità imprenditoriale che stride con le percentuali di sommerso del territorio: oltre il 35% di lavoratori irregolari. Per non parlare della pratica del massimo ribasso, censurata da Ance e sindacati ma ancora in voga. «Al nostro impegno manca ancora un tassello – ha infatti spiegato Marinaro –, l’impegno delle pubbliche amministrazioni a considerare le imprese sane del territorio, spezzettando i grossi appalti in commesse più piccole ed immediatamente cantierizzabili. Lo dice la legge, tra l’altro». Senza contare quanto scritto, appunto, in quei protocolli firmati in Prefettura e rimasti lettera morta.
Dal punto di vista dei sindacati, infine, la soddisfazione per il raggiungimento del miglior risultato possibile. In conferenza stampa sono intervenuti Luigi Lamusta della Fillea Cgil e Vito Lincesso della Filca Cisl. Mancava solo il segretario della Feneal Uil Antonio Guida.

Annunci

Pubblicato il 13 aprile 2012, in Economia, Lavoro con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: