Pasqua, il messaggio di monsignor Santoro: «Cessino le divisioni in città»

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Cari Fratelli e Sorelle,
eccoci al termine del nostro itinerario quaresimale. Eccoci nel giardino della creazione nuova, dove risplende l’ amore di Cristo che supera la logica del mondo insegnandoci il dono di sé fino alla fine, fino alla prova suprema della croce. E la resurrezione di Gesù è un fatto, non un sentimento o una buona intenzione. La mattina di Pasqua la pietra è stata rimossa, ribaltata e Lui Il Signore si è fatto incontrare vivo, trionfante sul male e sulla morte. E chi lo ha riconosciuto, Maria Maddalena, Pietro, Giovanni, gli altri apostoli, ha cambiato la propria vita. Il Signore è vivo perché anche oggi con la sua presenza ci cambia la vita. Il male non domina più, anche in noi vince il bene perché è Lui, che ci ama; Gesù ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue (cfr Ap 1,5).

Il Grande Tempo che ci ha richiamato all’esigenza del digiuno e della penitenza, non ha lesinato nel farci partecipare ad una mensa ricca e abbondante della Parola, fino alla mensa copiosa della veglia di questa notte, madre di tutte le veglie.

Immergiamoci per un attimo nel bellissimo racconto delle donne che s’imbattono nel sepolcro vuoto, quando due uomini in bianche vesti pongono loro una domanda esistenziale “Perché cercate fra i morti colui che è vivo?” è questa la notizia sconvolgente: Lui è il Vivente, l’incontro con il Risorto lascia schiantare contro questo grande mistero le nostre paure e apre in noi sentieri di pace. Cerchiamo il Signore nella vita, non nella morte, cerchiamolo nelle opere della luce e non in quelle delle tenebre. Imitiamo il gesto fisico di Maria Maddalena che pur sull’orlo della disperazione ode dietro di sé la voce del giardiniere e volta le spalle alla bocca della tomba, e così sente nitidamente la voce del Maestro che la chiama di nuovo per nome, sente nel suo cuore ancora una volta risorgere la gioia.

È la prima Pasqua che trascorro con voi e ho vissuto partecipando e presiedendo ai riti della Settimana Santa desideroso di conoscervi, desideroso di condividere con voi la fede.
Sono stato profondamente commosso quando è uscita la da San Domenico la Madonna Addolorata. Il suo volto, la musica: la madre cullata dai suoi figli. Mi avete conquistato.
Ho pregato, ho chiesto a lei per la nostra città, perché cessino le divisioni, perché nessuno perda il suo lavoro, perché la vita sia pienamente difesa, che i poveri siano accolti con amore, che gli ammalati siano consolati, che i sacerdoti, le persone consacrate e tutto il popolo siano benedetti.
E poi c’è stato il grande momento della processione dei Misteri al Carmine in cui ho sentito la fede della nostra città , ho sentito il suo abbraccio ed ho dato il mio messaggio di padre e pastore.
Tutto questo ci aiuta a vincere la sfiducia e il lamento. A vincere il sospetto che l’eterno sia contro di noi, come dice la società secolarizzata, o che la realtà ci sia al nemica.
In Gesù vince il legame con l’ eterno, con l’ amore che fa tutte le cose, “che muove il sole e le altre stelle”. Nella vita quotidiana possiamo passare dalla logica del sospetto alla logica dell’abbraccio. E questo è possibile perché Qualcuno ci ha abbracciati e ci abbraccia.

Auguro a tutti di incontrare Gesù risorto nel nostro appartenere al suo corpo vivo, che è la Chiesa, seguendo i passi del nostro Santo Padre Benedetto XVI. In quest’ ora non posso negare che mia mente e il mio cuore corrono anche a Petropolis, dall’altra parte del mondo, a quella diocesi che ho servito e amato. La risurrezione di Gesù ci permette di essere tutti in comunione eucaristica e ci rende quotidianamente una sola famiglia nella gioia di questa festa.
Vi affido alla Vergine Maria perché la gioia della Regina del cielo contagi tutti noi e ci aiuti a rendere più vera e bella la vita nelle nostre famiglie, nella nostra città, nella nostra terra.
Vi benedico uno ad uno. Una Santa Pasqua a tutti.

Dom Filippo

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Pubblicato il 8 aprile 2012, in Fede con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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