Archivio mensile:aprile 2012

Atto intimidatorio contro l’arma dei carabinieri, in fiamme la Fiat del tenente Beltempo, comandante del Nor di Massafra

L'auto incendiata al tenente Beltempo

«Non si è trattato di un attentato allo Stato, non vogliamo creare allarmismi, ma quello della scorsa notte è, sicuramente, un attacco alle istituzioni che stanno lavorando bene». Sono state queste le prime parole del Comandante provinciale dei carabinieri di Taranto, il colonnello Daniele Sirimarco, nel corso dell’incontro con la stampa dopo l’incendio, avvenuto nella notte a Massafra, ai danni dell’auto del comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia, il tenente Giuseppe Beltempo.

La macchina, una Fiat Brava completamente distrutta dalle fiamme, era parcheggiata sotto l’abitazione dell’ufficiale proprio nei pressi della caserma. «Sulla natura dolosa del rogo non ci sarebbero dubbi», ha affermato lo stesso Sirimarco.

Presente all’incontro con la stampa anche il Procuratore della Repubblica Franco Sebastio. «Stiamo indagando a 360 gradi – ha sottolineato il numero uno del tribunale ionico. Quello della notte scorsa è stato un reato plurioffensivo, accanto alla parte lesa, infatti, ce n’è un’altra che è lo Stato».

Il gesto sarebbe riconducibile all’impegno dei carabinieri nel contrastare i fenomeni criminali diffusi sul territorio. Pare che il tenente Beltempo sia attualmente impegnato in diverse attività di indagine. Indagini scottanti sulla criminalità organizzata, lo spaccio di droga e le estorsioni.

Per esprimere la sua solidarietà, il prefetto Sammartino, in mattinata, si è recato sul posto accompagnato dal colonnello provinciale. Il Questore Enzo Mangini, fuori sede per impegni istituzionali, non ha fatto mancare la sua vicinanza.

Ora gli investigatori sono impegnati nel rintracciare i responsabili del vile gesto. «Questi eventi non incutono timore, ha detto ancora il comandante provinciale, l’arma continuerà a svolgere il suo lavoro senza modificare i propri obiettivi».

Gli investigatori stanno analizzando le telecamere di zona e ascoltando probabili testimoni per indirizzare le indagini verso i responsabili e individuarli al più presto.

Nel frattempo la rete di solidarietà istituzionale si è stretta attorno all’arma jonica.

Il presidente della provincia di Taranto, Gianni Florido, ha inviato un messaggio ai carabinieri esprimendo la sua totale vicinanza.

«Il grave episodio verificatosi la scorsa notte – dichiara Florido – va stigmatizzato e condannato con la fermezza che il caso richiede. Le forze dell’Ordine rappresentano il primo e principale presidio di legalità sul territorio e per questa ragione è nostro dovere difenderne l’operato e affiancarne l’azione in tutte le possibili forme e modalità di collaborazione».

Torna da Bologna per il ponte con 70 pasticche di ecstasy, 26enne martinese arrestato dai carabinieri

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Aveva fatto la spesa della droga all’ingrosso a Bologna per poi rivenderla nella sua città d’origine, Martina Franca. Un giovane incensurato di 26 anni è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia della cittadina della Valle d’Itria al capolinea degli autobus nell’ambito di un servizio di controllo realizzato in occasione del ponte del 25 aprile e del 1 maggio. I militari hanno identificato dei giovani, fra questi anche il ventiseienne che ha mostrato alcuni segni di nervosismo.
Il martinese è stato portato negli uffici per l’identificazione. Durante la perquisizione personale i carabinieri hanno trovato negli slip 4 confezioni di cellophane con all’interno 70 pasticche di ecstasy e 13 grammi di cristalli della stessa sostanza stupefacente ancora da confezionare. I controlli si sono poi estesi nell’abitazione del ragazzo all’interno della quale sono stati trovati un bilancino di precisione, quasi mezzo chilo di marijuana e il materiale per il confezionamento delle dosi.
Oltre alla droga i militari hanno trovato anche diversi oggetti in argento ritenuti provento di furto: otto vassoi, un porta zucchero, un porta oggetti, una lampada ad olio, quasi tutti marcati Royal Sheffield.
Tutto il materiale è stato sequestrato, il giovane, invece, è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e ricettazione.
Se immessa sul mercato l’ecstasy, hanno chiarito gli investigatori, avrebbe fruttato oltre seimila euro, il triplo di quanto pagata, mentre la marijuana tremila. Le indagini non sono terminate, i carabinieri stanno accertando i canali di approvvigionamento della droga. Non si esclude, infatti, che l’ecstasy acquistata nel capoluogo emiliano arrivasse direttamente dall’Olanda.

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Il pellegrinaggio di San Cataldo nei quartieri difficili della città

Il patrono di Taranto, San Cataldo, quest’anno compirà per la prima volta una peregrinatio in alcuni luoghi simbolo del capoluogo. È questa la novità voluta dal vescovo monsignor Santoro per i festeggiamenti del santo che inizieranno il primo maggio prossimo. «Anche il Santo Patrono deve consumare la suola delle scarpe – ha detto dom Filippo – per questo in apertura di un programma molto ricco di manifestazioni religiose, culturali e sportive ho voluto che la statua aregentea del santo visitasse le zone della città più segnate della sofferenza e dal degrado. È il Patrono che viene a visitare per manifestare la vicinanza di Dio a chi ne più bisogno». Quest’anno , il successore di San Cataldo porterà la statua argentea del santo irlandese nel quartiere di Paolo VI, nel quartiere Tamburi e nell’ospedale Santissima Annunziata. Il pellegrinaggio del simulacro inizierà il due maggio prima al quartiere Paolo VI nella parrocchia Santa Maria del Galeso, il giorno dopo nella parrocchia San Francesco de Geronimo ai Tamburi. La sera del 4 maggio, infine, San Cataldo arriverà all’ospedale Santissima Annunziata dove, la sera del sabato, verrà celebrata la messa per gli ammalati presieduta proprio dall’arcivescovo di Taranto.
«Nutro una grande attesa per la processione a mare del santo – ha detto ancora monsignor Santoro -, ho desiderato anche io compiere nel mio ingresso a Taranto quella traversata per sentire il cuore pulsante di questa città, sì ferita da tanti problemi ma soprattutto bisognosa di una donazione di fiducia, quella che viene da Dio e rincuora tutti gli uomini di buona volontà».
Quello di quest’anno è un programma ricco di appuntamenti: domenica 6 maggio mattina è previsto il pellegrinaggio delle Confraternite all’Arcidiocesi. Nella stessa giornata, in Cattedrale, alle 19, monsignor Santoro celebrerà una messa per i pescatori. Alle 20 verrà inaugurato l’organo nel Cappellone. Martedì 8 maggio, come consuetudine, si terrà la processione a mare. La Fanfara della Marina Militare eseguirà un concerto vicino al Monumento al Marinaio. Al passaggio dal canale navigabile dal Castello ci sarà il tradizionale spettacolo di fuochi pirotecnici. L’arcivescovo impartirà la benedizione al mare, alle navi e alle barche dei pescatori. Giovedì 10 maggio, dopo la Solenne Messa Pontificale alle 18.30 la processione della statua si snoderà per le vie della città. Dal balcone della Chiesa del Carmine l’arcivescovo rivolgerà il saluto ai tarantini. Tra le manifestazioni civili: martedì 8 maggio il Palio di Taranto, il Cataldus d’Argento il 9, e la Giornata Cataldiana della scuola il giorno 10.
Per festeggiare san Cataldo, monsignor Santoro ha anche aperto la sua casa: il palazzo arcivescovile, infatti, potrà essere visitato da quanti vogliono conoscere il patrimonio artistico della curia. La visita all’episcopio fa parte di un’interessante proposta insieme alla possibilità di visitare la cattedrale, l’archivio storico, la biblioteca arcivescovile e il museo diocesano. Tale iniziativa è curata dall’ufficio per i beni culturali ecclesiastici.
Tra le volontà di dom Filippo per valorizzare la città vecchia, c’è anche la riapertura al culto del santuario dedicato alla Madonna della Salute ormai chiuso da più di vent’anni.

Aziende e disoccupati si incontrano con le “borse lavoro” della Provincia di Taranto

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200 nuove “borse lavoro” sono il contributo della Provincia di Taranto al tentativo di arginare il dilagante fenomeno della disoccupazione.
Lo strumento è finanziato dall’Ue, fa incontrare aziende e lavoratori, e ha già dato ottimi risultati per le sue prime edizioni (i primi assegnatari, 50, stanno iniziando in questo periodo mentre per altri 150 sono in corso le selezioni). Ieri in conferenza stampa, appunto, il presidente dell’ente di via Anfiteatro Gianni Florido e l’assessore al Lavoro Luciano De Gregorio hanno annunciato il nuovo bando che scadrà il prossimo 15 maggio.
Si tratta di altre 200 “borse lavoro” (in totale, quindi, ne saranno state finanziate 400), 50 delle quali destinate a giovani laureati. «Abbiamo fatto uno sforzo per tutelare anche l’altra fascia debole del mercato del lavoro – ha spiegato Florido – innalzando l’età per partecipare al bando fino ai 50 anni».
Le “borse lavoro” durano 6 mesi e funzionano in maniera semplice: le aziende (fino ad oggi più di 50 quelle coinvolte, ma c’è ancora possibilità di partecipare) manifestano il loro interesse comunicando i profili professionali di cui hanno bisogno, subito dopo si individuano le candidature idonee a soddisfare le specifiche richieste. Se qualche azienda decide di confermare l’assunzione, scattano anche degli sgravi fiscali.
La partecipazione, come detto, è aperta fino al 15 maggio: «Ma vogliamo essere chiari – ha aggiunto il presidente della Provincia – nel dire che abbiamo dovuto fare il bando in questo periodo solo perché altrimenti avremmo perso le risorse. Lo specifico affinché nessuno pensi che la Provincia utilizzi impropriamente le “borse lavoro”». Insomma, nessun fine elettorale dietro questa operazione, che sarà “congelata” fino a dopo il ballottaggio: le selezioni, infatti, partiranno probabilmente dopo il 21 maggio.
Per De Gregorio, che ha dichiarato di «aver preso un treno in corsa (l’assessorato al Lavoro. Ndr) modificando nella sostanza la concezione stessa dell’attività formativa», si tratta di un obiettivo importante raggiunto con la collaborazione di tutto il settore (alla conferenza stampa di ieri c’era anche il dirigente Raffaele Borgia), «un fatto straordinario per la nostra città perché nessuno si era mai cimentato con questi strumenti». E soprattutto, ha poi aggiunto Florido, «non avevamo mai legato l’attività formativa alle esigenze del mercato del lavoro».
In questo senso vanno anche altre iniziative predisposte dall’assessorato, cui si è fatto cenno ieri. A partire dai corsi di formazione, gran parte dei quali saranno “tagliati” per profili professionali legati allo sviluppo della logistica (presto un incontro tra Provincia, sindacati e Autorità Portuale), fino al sostegno dei lavoratori in mobilità per i quali sono stati impegnati più di 2 milioni di euro.

La Finanza sequestra 7 ormeggi per barche abusivi alla foce del Galeso in zona demaniale

Il sequestro della finanza

Sette posti barca abusivi sequestrati e nove persone denunciate. È il bilancio della operazione della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Taranto portata avanti all’alba di questa mattina alla foce del Galeso.

Nel corso delle indagini sarebbe emersa una gestione illecita degli ormeggi delle imbarcazioni da diporto e da pesca alla foce del fiume. I sette immobili sequestrati erano stati realizzati abusivamente in un’area di particolare bellezza naturale. Le nove persone denunciate, invece, erano sprovviste di documenti ed autorizzazioni.

Le fiamme gialle, ora, verificheranno i pagamenti in nero effettuati dai pescatori al gestore abusivo dell’approdo che periodicamente, e senza averne titolo, riscuoteva somme di denaro per l’affitto degli ormeggi.

Guarda il video del sequestro http://youtu.be/FFN1TnvBtOo

Il sequestro degli immobili

«Scopo dell’attività realizzata oggi e di altre che seguiranno, ha spiegato il comandante della sezione navale della Guardia di Finanza, il capitano Paolo Zottola, è la ferma volontà di far emergere sacche di illegalità nascoste e di ripristinare lo stato di legalità, con il duplice obiettivo di tutelare le oneste attività d’impresa, in un’ottica di leale concorrenza tra gli operatori economici, e di proteggere l’ambiente costiero tarantino da quegli abusi edilizi che deturpano il territorio stravolgendone la bellezza e le naturali caratteristiche».

 

Palagianello – Cade in gravina mentre gioca, 13enne è grave

È ricoverato nel reparto di rianimazione in prognosi riservata ed è sotto stretta osservazione medica il ragazzino di 13 anni ricoverato d’urgenza ieri sera nel nosocomio ionico dopo essere caduto nella gravina di Palagianello. Il piccolo a causa delle lesioni riportate al torace e all’addome, è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico e le sue condizioni sono gravi.

Il 13enne ieri sera stava giocando con dei suoi coetanei in contrada Parco Casale Nord nelle campagne di Palagianello  quando sarebbe scivolato nella gravina per circa 50 metri. Sul posto vigili del fuoco, 118 e carabinieri. I militari della stazione del paese stanno indagando per accertare eventuali responsabilità.

Il racket colpisce a Castellaneta, presa di mira una pasticceria

La pasticceria l'Abruzzese in viale Europa

Una bomba di medio potenziale ha scosso ieri sera la quiete di Castellaneta. L’ordigno rudimentale è stato fatto esplodere, intorno alle 23, davanti la saracinesca della pasticceria “L’Abruzzese” in viale Europa, in una zona densamente abitata. L’esplosione ha provocato una voragine sulla porta d’ingresso dell’esercizio commerciale. Divelta anche la saracinesca.

Sul posto i vigili del fuoco e i carabinieri della Compagnia di Castellaneta che hanno avviato le indagini.

Per ora gli inquirenti non escludono nessuna pista, anche se si farebbe largo l’ipotesi del racket delle estorsioni. Castellaneta sembra una cittadina tranquilla, negli ultimi tempi si erano registrati prevalentemente furti d’auto, L’attentato dinamitardo della notte scorsa, però, farebbe pensare all’insorgere di un insopportabile fenomeno.

Fucile calibro 12 in città vecchia, la polizia a caccia dei responsabili

Il fucile recuperato dalla Polizia

Era stato nascosto accuratamente il fucile Beretta calibro 12 ritrovato dai Falchi della Questura ionica in uno stabile abbandonato della città vecchia. Gli agenti, nella giornata di giovedì, durante dei mirati servizi alla ricerca di armi ed esplosivo, hanno trovato l’arma nascosta sotto una lamiera e riposta all’interno di un fodero rivestito con una busta di plastica nera per evitare che gli agenti atmosferici la rovinassero.

Ora gli inquirenti stanno cercando di risalire alla persona o al gruppo che potesse avere la disponibilità dell’arma da fuoco e soprattutto stanno cercando di risalire alla provenienza.

L’ex sindaco di Manduria Tommasino consegna un dossier al prefetto di Taranto: «Atti trasparenti, nessuna infiltrazione mafiosa durante il mio mandato»

Dopo le dimissioni dello scorso 16 marzo, Paolo Tommasino sceglie la via della chiarezza.
Terminata volontariamente la sua esperienza di sindaco a Manduria, il medico ha mantenuto fede alla promessa fatta all’indomani della rinuncia portando in Prefettura un nutrito dossier sull’attività svolta alla guida della Giunta di centrodestra, per fugare ogni dubbio su trasparenza e connivenze.
Le dimissioni di Tommasino, infatti, sono arrivate insieme alle indagini che hanno sgominato un clan facente capo all’ex boss Vincenzo Stranieri, indagini che avevano adombrato il comune messapico. Si parlava di infiltrazioni mafiose, di amicizie pericolose degli amministratori, e Tommasino preferì rinunciare piuttosto che «essere confuso con il malaffare», come ha detto uscendo dall’incontro con il prefetto di Taranto Claudio Sammartino.
«Questo atto rappresenta la mia volontà di essere parte attiva nelle indagini in corso – ha spiegato Tommasino riferendosi alle attività della commissione nominata dal Viminale per effettuare un’ispezione antimafia nel comune – ma anche la necessità di lanciare un messaggio chiaro a tutti e dire da che parte sto».
L’ex sindaco di Manduria, ai microfoni di varie emittenti locali, ha smentito l’esistenza di infiltrazioni spiegando come l’attività amministrativa si sia sempre improntata alla massima trasparenza: «Ho cercato dal primo giorno di dimostrare che la mia amministrazione ha guardato sempre con grande attenzione al problema delle infiltrazioni – ha aggiunto Tommasino –. Solo per citare un esempio che è contenuto nel dossier consegnato al prefetto, va ricordata l’attività svolta per la discarica abbandonata di “Li Cicci”. Se poi ci sono state delle mele marce saranno loro a pagare, perché a me interessa solo dimostrare che ci sono invece molte mele buone».
Le indagini in corso, quindi, secondo Tommasino sono in piena sintonia con quanto avrebbe voluto fare. Le dimissioni, di conseguenza, non sono legate a problemi di natura politica: «Il mio intento era quello di creare un governo tecnico con tutte le forze in campo, dimostrando che c’è chi può fare la differenza. Non è stato possibile, purtroppo, ma nessuno potrà dire che il mio sia stato un atto di codardia».

Controlli della Finanza a Taranto e Massafra, fioccano le denunce

Doppia operazione della Guardia di Finanza a Taranto ed a Massafra a tutela della salute pubblica.

Il materiale sequestrato nell'esercizio commerciale cinese

Nel capoluogo ionico le Fiamme Gialle hanno effettuato dei controlli in un’attività commerciale gestita da una persona di nazionalità cinese. Nel negozio i militari hanno trovato e sequestrato ben 17mila articoli alcuni sprovvisti della marcatura “ce” ed altri invece con marchi contraffatti. Fra i pezzi erano presenti dispositivi medici ed elettrici, giocattoli e prodotti cosmetici.

Le bombole gpl sequestrate a Massafra

A Massafra, invece, i finanzieri della Compagnia di Martina Franca hanno controllato un altro esercizio commerciale all’interno del quale sono state sequestrate oltre 500 bombole, contenenti quasi 2mila chili di gpl, commercializzate abusivamente e stoccate in assenza o in difetto delle prescritte autorizzazioni.

 

I titolari dei due esercizi commerciali sono stati denunciati.