Bonelli presenta il suo programma per Taranto: «Per noi sarà il vangelo»

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Da “Poisonville” a “smart city”. È il salto di qualità che Angelo Bonelli vorrebbe far compiere a Taranto.
Dalla terra dei veleni alla città intelligente, infatti, è il condensato di quaranta pagine di programma che il candidato sindaco dell’area ambientalista ha presentato sabato mattina, insieme alle cinque liste che lo sosterranno: “Aria Pulita”, “Ecologisti”, “Mamme per Taranto”, “Rinascere” e “Rinnoviamo Insieme”.
Bonelli immagina Taranto come una città europea, la porta del continente. Ma per farlo bisogna prima affrancarla dal peso dell’inquinamento. Come? Con un programma che «non è un “copia e incolla” – spiega – ma un vero e proprio “vangelo”».
Un vangelo economico, perché Bonelli e la sua coalizione si sono sforzati di pensare alla rinascita ambientale come ad un’opportunità. Ecco perché il primo appello di giornata e agli operai, all’indomani di una manifestazione che «ha visto divisa la città». «Dico chiaramente – ha spiegato – che la presenza dell’Ilva è diventata incompatibile con Taranto. Dobbiamo passare dall’economia della diossina ad un nuovo modello di futuro. Chi inquina deve pagare e lo Stato deve stanziare dei fondi per risarcire e bonificare il territorio. In questo vedo un’opportunità per gli operai, che sono i nostri primi alleati: non cadete nel tranello di chi “divide et impera”, perché voi sarete i fautori di questa rinascita».
Insomma, Bonelli propone l’alternativa: le tute blu diventeranno tecnici delle bonifiche. Alessandro Marescotti, alla destra del candidato, rincara la dose: «Bisogna mettere in sicurezza un’area immensa, dove i veleni stanno scendendo in profondità – ha spiegato ancora -, e bisogna farlo subito. È un’opera ciclopica al pari del ponte sullo Stretto o della Tav, solo che nessuno vi si opporrebbe».
La ricetta per recuperare il rapporto con gli operai, quindi, è tutta in queste parole. Quella per rilanciare l’intera città, invece, sta nel programma diviso in due parti: la prima incentrata appunto sul rapporto tra ambiente e lavoro, la seconda su una sorta di alfabeto delle cose da fare, dalla “a” di accessibilità alla “w” di wi-fi.
La città «violentata e scippata di fondi e futuro», amministrata da politici che «andrebbero presi a calci nel sedere», per Bonelli è una città che deve cambiare la sua storia «perché ha un’emergenza chiamata futuro». I capisaldi del programma sono tutti economici, come detto: trasformare la città in area “no tax” per attrarre investimenti, rinforzare la programmazione culturale trasformando le aree dismesse dell’Arsenale, ad esempio, in una sorta di “Covent Garden”, rivedere l’urbanistica recuperando l’esistente, spingere sulla differenziata e sulle energie alternative.
E ai futuribili amministratori Bonelli lancia un monito: «Sceglieremo gli assessori in base al merito, tutti dovranno pubblicare il reddito famigliare e rinunciare a regali sopra i cinquanta euro. Altrimenti li cacceremo».

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Pubblicato il 31 marzo 2012, in Ambiente, Politica con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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