Sit-in dei 230 edili messi fuori dall’appalto ILVA

“Il grido d’allarme del settore e di questi lavoratori non può più essere ignorato, siamo al disagio occupazionale ma anche nella drammatica condizione di dover far fronte al disagio sociale di centinaia di lavoratori che non avranno più reddito né tantomeno copertura di ammortizzatori sociali. Occorre far presto e subito”.
E’ quando dichiarato da Luigi Lamusta, segretario generale della FILLEA-CGIL di Taranto, all’indomani della convocazione del sit-in previsto per lunedì 19 marzo sotto a Palazzo di Città a Taranto dei circa 230 lavoratori edili esclusi, insieme alle loro aziende, dai processi di lavorazioni e manutenzioni dell’appalto ILVA.
“Per alcune di queste imprese è già scaduta la Cassa Integrazione e non vi è nessuna intenzione di rinnovare gli impegni con i lavoratori nell’assenza assoluta di segnali rincuoranti da parte dell’azienda siderurgica – dice ancora Lamusta – sono 230 famiglie che già oggi vivono il dramma della perdita del reddito e che domani potrebbero andare ad ingrossare l’esercito dei lavoratori in nero o pseudo partita IVA della nostra provincia. Qui non c’è solo l’emergenza lavoro ma anche una questione di legalità da tenere sotto debita osservazione”.
Un appello alle istituzioni da parte della CGIL e tutti gli altri sindacati di categoria affinché nel vortice dell’illegalità non finiscano altri lavoratori e in difesa del lavoro per le imprese e le maestranze locali.
“Noi difendiamo tutto il lavoro – afferma ancora il segretario della FILLEA di Taranto – ma la condizione di disagio che vive Taranto fa apparire come una stridente contraddizione il lavoro appaltato ad aziende del Nord in danno di imprese e lavoratori da sempre in stretta correlazione con gli appalti dell’acciaieria. Un segnale di disattenzione verso il territorio che ospita una delle più grandi imprese metal meccaniche d’Europa che onestamente stentiamo a comprendere”.

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Pubblicato il 15 marzo 2012, in Economia, Lavoro, Politica con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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