Infrastrutture e investimenti industriali, Taranto priorità economica e produttiva nazionale

Incrociare le opportunità offerte dalla mole di investimenti che riguarderanno il futuro industriale e infrastrutturale di Taranto con il desiderio di superare la crisi più importante registrata dal dopoguerra ad oggi nel settore dell’edilizia italiana e jonica in particolare. Per fare tutto ciò dovremo essere in grado di fornire risposte di politica economica anche in termini territoriali, facendo fronte unico rispetto alla priorità del lavoro ma anche sul versante dell’accelerazione dei processi di spesa.

E’ Luigi Lamusta, segretario generale della FILLEA-CGIL di Taranto, a rilanciare l’allarme del settore presentando agli organi di stampa il Convegno che giovedì 9 marzo si terrà nella sala convegni dell’Hotel Mercure della città.

«Abbiamo valutato che nei prossimi due o tre anni si potrebbero riversare sul territorio investimenti che superano il miliardo di euro – spiega Lamusta – Una mole di lavori per cantieri che però vanno monitorati, resi trasparenti e leggibili anche dal punto di vista dell’osservazione del pericoloso fenomeno del lavoro nero o grigio».

Un allarme, quello della possibile infiltrazione criminale nelle opere che riguarderanno i processi di ambientalizzazione industriale, il porto o la grande rete infrastrutturale, che Lamusta aveva lanciato anche all’indomani della firma del Protocollo d’Intesa firmato in Prefettura il 28 ottobre scorso alla presenza dell’allora Sottosegretario di Stato all’Interno, onorevole Alfredo Mantovano.

«In quel Protocollo si istituiva un Osservatorio permanente per la sicurezza e la legalità nei cantieri – precisa il segretario della FILLEA-CGIL tarantina – e in quello stesso documento, firmato dalle maggiori stazioni appaltanti della provincia, ci si impegnava a dare repentina comunicazione sull’avvio dei cantieri. Un grande proponimento che sinora ha prodotto poco o niente. Partono i cantieri in quasi tutti i comuni della provincia ma al CPT (Comitato Paritetico Territoriale) arrivano pochissime comunicazioni, lasciando purtroppo percorribili le possibilità che in quei cantieri si possano utilizzare maestranze non censite o registrate regolarmente in Cassa Edile».

Un fenomeno che nella sola provincia di Taranto significa un meno 5000 lavoratori (dal 2007-2008 al 2011) finiti nella lunga lista dei disoccupati o dei lavoratori in nero.

«Questi lavoratori finiti nel tritacarne della disoccupazione o del lavoro nero sono la più importante denuncia che faremo partire dalla nostra iniziativa ma parleremo anche delle mille emergenze del settore – spiega ancora Luigi Lamusta – affrontando anche i difficili nodi che riguardano gli investimenti industriali e il superamento delle strettoie nei piani di spesa delle Pubbliche Amministrazioni imposte dal Patto di stabilità».

All’incontro parteciperanno il presidente della Camera di Commercio di Taranto, Luigi Sportelli, il sindaco e il Presidente della Provincia di Taranto, Ezio Stefano e Gianni Florido, nonché il Presidente di Cementir Italia, Mario Ciliberto, il presidente dell’ANCE di Taranto, Antonio Marinaro, il deputato del Pd, Ludovico Vico, il presidente dell’Autorità Portuale di Taranto, Sergio Prete e il Segretario della FILLEA-CGIL Nazionale, Walter Schiavella.

Previsto l’intervento anche del dirigente dell’Area Opere Pubbliche della Regione Puglia al posto dell’Assessore regionale al ramo Fabiano Amati impossibilitato a causa di un improvviso impegno istituzionale a partecipare all’evento.

A moderare gli interventi sarà il caporedattore de La Gazzetta del Mezzogiorno di Taranto, Domenico Palmiotti.

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Pubblicato il 6 marzo 2012, in Economia, Lavoro con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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