Archivio mensile:marzo 2012

Bonelli presenta il suo programma per Taranto: «Per noi sarà il vangelo»

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Da “Poisonville” a “smart city”. È il salto di qualità che Angelo Bonelli vorrebbe far compiere a Taranto.
Dalla terra dei veleni alla città intelligente, infatti, è il condensato di quaranta pagine di programma che il candidato sindaco dell’area ambientalista ha presentato sabato mattina, insieme alle cinque liste che lo sosterranno: “Aria Pulita”, “Ecologisti”, “Mamme per Taranto”, “Rinascere” e “Rinnoviamo Insieme”.
Bonelli immagina Taranto come una città europea, la porta del continente. Ma per farlo bisogna prima affrancarla dal peso dell’inquinamento. Come? Con un programma che «non è un “copia e incolla” – spiega – ma un vero e proprio “vangelo”».
Un vangelo economico, perché Bonelli e la sua coalizione si sono sforzati di pensare alla rinascita ambientale come ad un’opportunità. Ecco perché il primo appello di giornata e agli operai, all’indomani di una manifestazione che «ha visto divisa la città». «Dico chiaramente – ha spiegato – che la presenza dell’Ilva è diventata incompatibile con Taranto. Dobbiamo passare dall’economia della diossina ad un nuovo modello di futuro. Chi inquina deve pagare e lo Stato deve stanziare dei fondi per risarcire e bonificare il territorio. In questo vedo un’opportunità per gli operai, che sono i nostri primi alleati: non cadete nel tranello di chi “divide et impera”, perché voi sarete i fautori di questa rinascita».
Insomma, Bonelli propone l’alternativa: le tute blu diventeranno tecnici delle bonifiche. Alessandro Marescotti, alla destra del candidato, rincara la dose: «Bisogna mettere in sicurezza un’area immensa, dove i veleni stanno scendendo in profondità – ha spiegato ancora -, e bisogna farlo subito. È un’opera ciclopica al pari del ponte sullo Stretto o della Tav, solo che nessuno vi si opporrebbe».
La ricetta per recuperare il rapporto con gli operai, quindi, è tutta in queste parole. Quella per rilanciare l’intera città, invece, sta nel programma diviso in due parti: la prima incentrata appunto sul rapporto tra ambiente e lavoro, la seconda su una sorta di alfabeto delle cose da fare, dalla “a” di accessibilità alla “w” di wi-fi.
La città «violentata e scippata di fondi e futuro», amministrata da politici che «andrebbero presi a calci nel sedere», per Bonelli è una città che deve cambiare la sua storia «perché ha un’emergenza chiamata futuro». I capisaldi del programma sono tutti economici, come detto: trasformare la città in area “no tax” per attrarre investimenti, rinforzare la programmazione culturale trasformando le aree dismesse dell’Arsenale, ad esempio, in una sorta di “Covent Garden”, rivedere l’urbanistica recuperando l’esistente, spingere sulla differenziata e sulle energie alternative.
E ai futuribili amministratori Bonelli lancia un monito: «Sceglieremo gli assessori in base al merito, tutti dovranno pubblicare il reddito famigliare e rinunciare a regali sopra i cinquanta euro. Altrimenti li cacceremo».

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Hashish in camera da letto e soldi nel portafoglio, la polizia arresta uno spacciatore barese

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Gli Agenti della Squadra Mobile di Taranto, in collaborazione con i colleghi di Bari, hanno tratto in arresto Antonio Maffei pregiudicato barese di 55 anni, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
I poliziotti, al termine di articolate indagini finalizzate al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti, hanno perquisito al quartiere Japigia la casa dell’uomo.
Con due unità cinofile della Questura di Bari, gli Agenti hanno rinvenuto nella stanza da letto, nascosti in un cassetto del mobile porta televisore, ben 5 panetti di hashish del peso complessivo di 470 grammi e successivamente anche 39 piccole stecche della stessa sostanza stupefacente per grammi 160 circa, nascoste in un cassetto del comodino. L’uomo è stato portato direttamente in carcere.

Ruba anello e lo nasconde nel pacchetto di sigarette, ladra denunciata dalla polizia

Ha approfittato di un momento di distrazione della proprietaria di una gioielleria del centro di Taranto per rubare un anello di oro bianco esposto in vetrina del valore di millecinquecento euro. Il furto, però, è stato ripreso dalle telecamere di video sorveglianza dell’esercizio commerciale che hanno incastrato la donna.
La ladra è stata denunciata dagli agenti del commissariato di polizia del Borgo cui la proprietaria aveva segnalato il furto. Si tratta di una donna di 47 anni subito raggiunta a casa dagli agenti. Dopo le prime resistenze la ladra avrebbe ammesso le sue responsabilità consegnando ai poliziotti il monile d’oro che aveva abilmente nascosto in un pacchetto di sigarette.

Sit-in dei sindacati, il coro delle tute blu Ilva: «Ambiente e lavoro, si può»

Cipputi, l’archetipo del metalmeccanico secondo il vignettista satirico Altan, è un’altra cosa.
La seconda generazione degli operai Ilva è fatta di ragazzoni fieri e con le idee chiare: «Tutela del lavoro uguale tutela dell’ambiente».
Non vogliono sentire parlare di contrapposizioni, quindi: «Le prime vittime dell’inquinamento siamo noi». E nemmeno di giocarsi il posto di lavoro: «Quella fabbrica è nostra». Assiepati in 2500 ai piedi della Prefettura tarantina, ieri mattina hanno fatto più di una semplice testimonianza di presenza.
Il sit-in lo hanno organizzato i sindacati confederali, infatti, insieme alle sigle di categoria: una protesta diretta alle istituzioni affinché salvaguardino i posti di lavoro migliorando l’impatto ambientale della fabbrica. Ma i metalmeccanici dello stabilimento siderurgico più grande d’Europa sono andati oltre le appartenenze. Si sentivano emarginati dalla politica, che discute sopra le loro teste (ne parliamo a parte), dagli ambientalisti più intransigenti, che chiedono la chiusura dell’Ilva, e dalla città, che ancora non si rende conto di quanto complicato sia scegliere.
Allora si sono ripresi la scena a colpi di cori e bandiere, e hanno spiegato perché il lavoro è importante quanto la salute. Lo ha fatto un giovane operaio, ad esempio, raccontando al megafono come ha affrontato i suoi figli: «Mi hanno chiesto se manifestassi perché sono a favore delle malattie – ha detto –, ho spiegato loro che invece andavo a manifestare perché lavorare e ammalarsi insieme non va bene. Ho detto loro che Riva deve investire dei soldi per migliorare la vita nello stabilimento, che ci sono acciaierie nel mondo che convivono con i centri abitati. Questo ho detto ai miei figli».
La folla di ieri era piena di giovani padri. Figli a loro volta, molti di operai che lo stabilimento lo hanno visto nascere e di molti che ci hanno lasciato la vita. Un ciclo destinato a terminare: «Rivendichiamo il nostro diritto all’occupazione – ha spiegato un altro giovanissimo manifestante – ma non siamo né contro Taranto, né contro le vittime accertate dalle recenti perizie. Cerchiamo solo rassicurazioni sul nostro futuro».
Perché se non bastasse il binomio ambiente-lavoro a dare pensieri a questi ragazzi entrati nel mondo del lavoro da pochi anni, ora ci si metterà anche la questione dell’articolo 18. Gli operai cercano buone notizie, incrociando lo sguardo e l’esperienza diretta di chi può saperne di più. L’onorevole del Pd Ludovico Vico si è fermato a lungo con loro: «Questi ragazzi sono un messaggio alla città e al paese – ha spiegato –, la questione ambientale non si può risolvere cancellandoli, ma lavorando insieme perché lo vuole la serietà della situazione».
L’inquinamento, infatti, ora è diventato materia da tribunale. Ma nessuno tra gli operai ha pensato di fare pressione al lavoro della magistratura: «Che nessuno si azzardi a manifestare in tribunale – ha urlato uno di loro –, noi non siamo contro i giudici perché le risposte ce le deve dare Riva». Già, il “padrone” che tanti pensavano avesse fomentato i suoi dipendenti e che invece esce con le ossa rotte dalla manifestazione. Il destinatario di messaggi e invettive è proprio lui: Riva deve migliorare gli impianti, Riva deve investire, Riva deve smetterla di non ascoltare i sindacati. E qualcuno ci prova anche: «Riva, aumenta gli stipendi!».
Insomma, a parlare è chi ha quotidianamente il polso della situazione. «Chi ogni giorno lavora per evitare che la fabbrica inquini – ha aggiunto il segretario provinciale della Cgil Luigi D’Isabella –, chi deve essere protagonista del percorso di miglioramento». La piattaforma su cui si muovono i sindacati è nota: ambientalizzazione senza fermata degli impianti. Cgil, Cisl e Uil, con le rispettive sigle metalmeccaniche, hanno messo su carta le loro intenzioni, consegnandole nelle mani del prefetto che si è impegnato a trasmetterle al viceministro alle Infrastrutture Mario Ciaccia, ieri a Taranto. I sindacati chiedono più risorse per i controlli, bonifiche, e soprattutto di essere protagonisti ascoltati del tavolo nazionale che si sta costituendo per l’emergenza tarantina. Anche i segretari provinciali di Cisl e Uilm Daniela Fumarola e Antonio Talò, d’altronde, lo dicono: meglio la via istituzionale, perché questo è il momento giusto per ottenere dei risultati.

All’arrivo della polizia cerca di disfarsi della cocaina, pusher tarantino finisce in manette

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I Falchi della Squadra Mobile hanno arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacente Davide Adamo, tarantino di 26 anni residente alla Salinella.
I poliziotti da alcuni giorni stavano controllando la sua abitazione dove era stato notato un andirivieni di giovani notoriamente conosciuti come assuntori di sostanze stupefacenti.
Dopo aver atteso l’ennesimo cliente, i poliziotti hanno fatto irruzione nell’appartamento.
Il 26enne tarantino, alla vista degli Agenti è scappato in bagno gettando un involucro nel water con l’intento di disfarsene, e lanciando anche una busta di plastica dalla finestra.
La prontezza di un agente ha permesso di recuperare l’involucro buttato nel water. Nella busta c’erano 13 grammi di cocaina allo stato puro. Recuperata anche la busta bianca lanciata nel cortile: all’interno c’era un bilancino di precisione. Adamo è stato immediatamente arrestato, insieme alla droga il giovane nascondeva anche 110 euro, probabile provento dell’attività.

Tarantino arrestato per spaccio, in casa nascondeva droga e soldi

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I carabinieri del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Taranto hanno arrestato in flagranza per detenzione di sostanza stupefacente Angelo Di Fiore, 32enne, perché nascondeva in casa sedici stecche di hashish per un peso complessivo di grammi 30 (trenta). Sequestrate la droga rinvenuta e la somma di denaro di trecentocinquanta euro, ritenuta provento dell’attività di spaccio.
Di Fiore è stato portato in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Inaugurazione dei lavori per la Piastra Logistica al Porto, Vico: “Ora urgente intercettare il traffico merci”

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Ci sarà anche il deputato ionico del Pd Ludovico Vico, domani all’inaugurazione dei lavori della Piastra Logistica al Porto di Taranto.
“Da questa parte e dall’altra parte del ponte girevole domani Taranto metterà in scena il suo presente e il suo futuro – dice Vico (riferendosi al sit-in sotto la Prefettura degli operai dell’ILVA e alla cerimonia al Porto – ndr) – realtà attualmente fortemente interconnesse tra loro ma che proprio in questi mesi dovranno dimostrare di essere una occasione di sviluppo evoluta e moderna, ambientalizzando da una parte e intercettando i traffici merci internazionali dall’altra”.
Per Vico la sfida di Taranto è dunque tutta in queste due importanti evoluzioni.
“La Piastra logistica per cui domani vareremo i lavori – afferma ancora il parlamentare del PD – è il risultato di anni di progettazioni su Taranto e sulle sue capacità di intermodalità, che dimostrano, inoltre, che quelle aspettative non sono un punto d’approdo solo per la politica e le istituzioni locali ma anche per chi attualmente al Governo ha inteso velocizzare le lunghe procedure di adeguamento infrastrutturale con la nomina di un commissario ad acta”.
Per il deputato ionico, un passo importante ma non decisivo.
“Quella sfida per cui domani poniamo la prima pietra giunge ora alla fase più delicata del suo percorso – spiega l’on. Vico – perché non basta adeguare il porto di Taranto alle esigenze infrastrutturali maturate nell’ambito dei traffici internazionali delle merci, serve anche che quel percorso fino allo scalo tarantino sia reso appetibile da una situazione di contesto che lo renda più competitivo anche in termini di servizi, di costi e di vera e propria intermodalità con il traffico su rotaie, in parte garantito dal progetto Tiger di Trenitalia Cargo, il traffico aereo e le modalità che consentono alla merci di arrivare qui e cambiare forma o packaging. Anche sul trasporto dei prodotti freschi sarà opportuno rivedere l’attuale limite che riguarda la sanità marittima”.
Taranto ha, dunque, una occasione ma la sfida competitiva obbliga la piattaforma logistica tarantina a guardare oltre.
“Domani si aprirà un cantiere importante per il porto di Taranto, ma le merci non potranno mai arrivare da sole fino allo scalo jonico – sottolinea ancora il Componente commissione produttive della Camera – ecco perché in quest’ottica, anche valutando le innegabili ricadute occupazionali che ne deriverebbero, occorrerà attendere gli esiti dello studio commissionato dall’Autorità Portuale alla Price Waterhouse per comprendere le debolezze del sistema porto tarantino e rilanciare il tema internazionale dei Corridoi di traffico. In questo senso come parlamentari del centro-sud ci siamo spesi affinché il Corridoio Baltico non si fermi a Ravenna ma prosegua lungo la dorsale adriatica. L’apertura di quel varco rimane ancora snodo strategico anche per il sistema intermodale tarantino”.

Grottaglie: Si costituisce il secondo minore ricercato per le rapine

Il diciassettenne ricercato dalla Polizia come il terzo responsabile di alcune rapine effettuate in alcuni esercizi commerciali di Grottaglie, si è presentato inCommissariato accompagnato dall’avvocato di fiducia. Il ragazzo si sarebbe reso responsabile, insieme ad altri due ragazzi arrestati, di due rapine ad una farmacia ed una salumeria e di una tentata rapina in danno di un distributore di carburante. Il 17enne dopo le formalità di rito è stato accompagnato in una comunità di recupero nella provincia barese.

Spacciava in casa ai Tamburi, giovane mamma finisce ai domiciliari

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Sabato mattina gli agenti della Mobile hanno arrestato la ventenne tarantina Lucia Magnati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
I poliziotti, nel corso di specifici servizi antidroga ai Tamburi, durante una perquisizione domiciliare in via Machiavelli in casa della donna, hanno trovato 36 dosi di eroina già confezionate e pronte per la vendita ed un involucro di cellophane contenente sempre eroina il tutto per un peso complessivo di 120 grammi. Dopo quanto ritrovato la giovane è stata condotta negli uffici della Questura e dopo le formalità di rito tratta in arresto. La giovane, però, è madre di un bimbo di poco più di un anno e così le sono stati concessi domiciliari.

Rapine e furti di luce, rumeni arrestati e denunciati dalla polizia

Tre rumeni arrestati per rapina ed altri undici denunciati per furto di energia elettrica. Gran lavoro per i poliziotti della questura di Taranto che hanno portato a termine l’ennesima operazione. undici loro connazionali denunciati per furto aggravato di energia elettrica. Gli agenti, nell’ambito di attività antirapina hanno fermatoun rumeno, Ciprian Laurentiu Pandel per rapina e lesioni ai danni di una ragazza tarantina e Virgil Stanescu, di 29 annie Amalia Cobzariu di 26, per rapina e lesioni in concorso tra loro, ai danni di una loro connazionale. Le rapine si sarebbero verificate il 17 ed il 18 marzo.
Contestualmente ai fermi, i poliziotti hanno effettuato un controllo in uno stabile di via Capecelatro, occupato da diversi nuclei familiari di cittadini rumeni, identificando 27 adulti.
L’operazione è scaturita dopo le due rapine: la prima avvenuta il 17 marzo quando in via Capecelatro, poco dopo la mezzanotte, una ragazza era stata strattonata da Pandel che, nell’occasione le aveva portato via la borsa che conteneva soldi, documenti e un telefonino. La giovane, presentando denuncia in questura, aveva descritto il suo aggressore riconoscendo anche l’accento straniero.
Il giorno dopo si era poi consumata un’altra rapina ai danni di una rumena nei pressi della Concattedrale. La donna era stata avvicinata da Stanescu e dalla Cobzariu e picchiata costretta a consegnare quanto in suo possesso: 36 euro.
Fondamentali per gli investigatori sono risultati gli elementi acquisiti da quest’ultima vittima per individuare la comunità di via Capecelatro. Infatti, durante il controllo nello stabile sono stati trovati i tre arrestati.
Durante i controlli è emerso che per illuminare le abitazioni erano stati fatti dei pericolosi allacci abusivi alle cassette elettriche dell’Enel.
Undici dei rumeni identificati sono stati denunciati per furto di energia elettrica e colpiti da un decreto di allontanamento dal territorio nazionale.