Inchiesta Tarantini – Ai domiciliari primario Ortopedia di Castellaneta

Immagine di repertorio

Questa mattina i militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza Bari, in esecuzione di un’ordinanza  emessa dal GIP del Tribunale di Bari Alessandra Piliego, hanno posto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione Vito Nicola Galante, Direttore della Struttura Complessa di Ortopedia e Traumatologia del presidio ospedaliero di Castellaneta, con l’accusa di corruzione, turbativa d’asta e falsificazione ideologica di atti pubblici.

L’ordinanza cautelare si inserisce all’interno dell’ampia indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Bari sulla gestione della sanità pugliese e, in particolare, scaturisce dagli accertamenti svolti circa i rapporti esistenti tra Galante e gli imprenditori baresi Gianpaolo e Claudio Tarantini, soci occulti ed amministratori di fatto della Tecno Hospital Srl, riguardanti la fornitura di materiale protesico e trapani ortopedici destinati alle Unità operative di ortopedia di vari presidi ospedalieri della Asl di Taranto.

Più nel dettaglio, è stato accertato che Galante, in qualità di pubblico ufficiale, “avrebbe ricevuto ovvero accettato la promessa dai fratelli Tarantini di titoli di viaggio, soggiorni in strutture alberghiere, miglioramenti della propria posizione professionale nell’ambito del settore sanitario regionale, per compiere atti contrati ai doveri di correttezza ed imparzialità inerenti alla sua funzione di Pubblico Ufficiale”.

Il primario, avrebbe infatti determinato gli acquisti dei dispositivi medici da parte della struttura complessa di ortopedia e traumatologia del presidio ospedaliero castellanetano “verso le aziende riconducibili ai Tarantini, omettendo ogni valutazione in relazione all’infungibilità e/o insostituibilità dei dispositivi protesici ovvero alla comparazione dei costi con altri prodotti aventi caratteristiche tecniche e finalità similari, così asservendo la funzione pubblica al soddisfacimento dei propri interessi”.

Galante, inoltre, sempre secondo la Procura barese, avrebbe determinato la turbativa di una gara indetta dal Direttore Generale della Azienda sanitaria ionica relativa all’acquisto di “trapani ortopedici” destinati alle Unità Organizzative di ortopedia di vari presidi ospedalieri, consentendo la partecipazione al pubblico incanto di alcune imprese nonostante fosse a conoscenza che le stesse erano riconducibili ad un unico centro decisionale (fratelli Tarantini), in violazione al Codice degli Appalti.

I profitti di quanto contestato al medico castellanetano ammonterebbero ad oltre 600mila euro. A lui ed anche ai fratelli Tarantini sarebbero stati sequestrati preventivamente auto, case, conti correnti bancari e titoli.

 

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Pubblicato il 16 gennaio 2012 su Cronaca, Sanità. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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