Archivio mensile:gennaio 2012

Blocchi stradali, arrestati due camionisti a Mottola

Mercoledì pomeriggio i carabinieri della Compagnia di Massafra hanno arrestato Filippo e Cataldo Carucci, padre e figlio, di Mottola.
I due nella mattinata, sulla provinciale Mottola – Noci, hanno intercettato un autoarticolato che trasportava guarnizioni per infissi. Il conducente voleva eludere i blocchi sulla statale 100. Padre e figlio che invece partecipavano alla protesta con il compito di controllare le vie alternative a quelle interessate dai blocchi, notando il camion lo hanno raggiunto a bordo di un’auto ed hanno intimato l’alt all’autista. Il conducente dell’autoarticolato, invitato a raggiungere gli altri manifestanti e a parcheggiare il mezzo lungo la statale, ha opposto resistenza affermando che non era interessato alla protesta. A quel punto il Carucci padre, spalleggiato dal figlio, avrebbe costretto la sua vittima a scendere dalla cabina del veicolo e a consegnarli le chiavi, cosa che non veniva assecondata.
Decidendo di passare alla violenza, sempre Filippo Carucci avrebbe sferrato alcuni pugni al volto del camionista, strappandogli le chiavi dalle mani. Immediatamente dopo i due mottolesi sarebbero fuggiti a bordo dell’auto con la quale avevano tagliato la strada al camion.
i crabinieri, giunti sul posto, hanno ascoltato la vittima ed alcuni testimoni ricostruendo la vicenda e riconoscendo i due. Da quel momento sono iniziate le ricerche che hanno interessato la zona dei blocchi stradali, dove erano stati visti durante la mattinata, l’abitazione, dove è stato rintracciato il figlio, e altri posti solitamente frequentati.
Il tutto si è concluso nel pomeriggio quando, rintracciato anche il padre, i due manifestanti sono stati arrestati dai miliari della Stazione Carabinieri di Mottola e portati in carcere a disposizione del pm Pietro Argentino.

Sbarco clandestini, arrestati altri quattro scafisti

Salgono a 6 gli scafisti arrestati per aver organizzato lo sbarco dei 99 migranti di origine egiziana sulle coste pugliesi. Tutti saranno processati per direttissima mercoledì mattina nel tribunale di Taranto. Subito dopo il sequestro del peschereccio di nazionalità egiziana, sono stati identificati altri quattro scafisti, presumibilmente egiziani, che avrebbero organizzato e reso materialmente possibile il trasporto dei clandestini dalle coste egiziane in Italia.

I primi due erano stati già arrestati nella notte per favoreggiamento della immigrazione clandestina, si tratta di due barlettani, Spiridione Dibenedetto di 55 anni e Ettore Stella di 45. Le indagini sono state condotte da militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Taranto, del Reparto Operativo Aeronavale Guardia di Finanza di Bari, da personale della Questura ionica, dell’Ufficio di Polizia del porto e dai militari della Capitaneria di Porto.

Guarda il video dello sbarco http://youtu.be/2fEo_nIfCXg

 

Sala: “Basta con la commedia San Raffaele, completiamo il Moscati”

“La commedia San Raffaele è giunta al suo atto finale. Tardivamente, dopo aver ignorato per mesi e mesi l’allarme lanciato sul territorio da tutti, sindacati in primis, nonché i moniti degli organi di controllo, compreso il Nucleo investimenti della Regione Puglia, la giunta Vendola ha finalmente scritto la parola “fine” alla Fondazione San Raffaele del Mediterraneo”. Sono queste le parole del consigliere regionale PdL Arnaldo Sala, all’indomani della decisione della giunta Vendola di mandare in soffitta il progetto dell’ospedale San Raffaele del Mediterraneo.

Sala invita il centrosinistra ad affrontare  il futuro dei fondi destinati alla sanità tarantina, fondi che devono rimanere nel capoluogo ionico per rilanciare il settore.

Il consigliere pidiellino propone di allargare il San Giuseppe Moscati costruendo nuovi padiglioni in cui realizzare quei reparti che attualmente mancano per completare il polo oncologico già esistente: la chirurgia toracica, la chirurgia plastica e la pneumologia. “Si potrebbe, inoltre, stipulare – continua Sala –  una convenzione con una struttura di vera eccellenza nazionale affinché i nostri medici possano essere opportunamente affiancati e formati, sia direttamente qui a Taranto che presso altre strutture. Con i fondi rimanenti si potrebbe riqualificare il SS Annunziata e gli altri nosocomi in provincia, così evitando la chiusura degli stessi. Un progetto che, pur prevedendo la collaborazione con una struttura di eccellenza, dovrebbe essere gestito dalle normali strutture dell’Assessorato regionale alla Sanità e della ASL Taranto. E non più in improbabili fondazioni”.

Spari in periferia a Massafra, è mistero

Immagine di repertorio

I carabinieri del Nucleo Operativo della compagnia di Massafra, diretti dal tenente Giuseppe Beltempo, indagano su una presunta sparatoria che si sarebbe verificata nella tarda mattinata in via Padre Abatangelo, nella periferia del paese.

Ad allertare le forze dell’ordine una telefonata anonima al 112 che segnalava la presenza di un uomo che rincorreva a piedi una persona imbracciando un fucile e sparando diversi colpi. I due sarebbero poi scappati nelle vie vicine in direzioni opposte.

Taranto, intercettato peschereccio con clandestini, arrestati due scafisti barlettani

il ritrovamento dei clandestini

Sono 99 i clandestini di origine egiziana bloccati nel porto di Taranto al termine di un’operazione effettuata in nottata dalle unità navali della Guardia di Finanza in collaborazione con il personale del Comando Provinciale di Bari, del Comando Operativo Aeronavale e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata di Roma. Nella tarda serata di lunedì i finanzieri hanno intercettato nel golfo ionico, tra Ginosa Marina e Scanzano Jonico, un peschereccio e due gommoni. I clandestini a bordo stavano cercando di raggiungere le coste italiane.

Già nella mattinata le fiamme gialle avevano avvistato l’imbarcazione di 25 metri con scritte in arabo che navigava verso le coste pugliesi e lucane. In nottata, quindi, a 3 miglia dalla costa il peschereccio si era fermato mentre due gommoni si occupavano del trasbordo dei migranti.

A quel punto le fiamme gialle hanno fermato il peschereccio che tentava di riprendere il largo mentre le vedette veloci hanno inseguito i due gommoni che si dirigevano a forte velocità verso la costa.

Su uno dei due gommoni i finanzieri hanno trovato 6 clandestini e 2 scafisti barlettani che sono stati successivamente arrestati. L’altro gommone, invece, è riuscito a raggiungere la costa e gli scafisti sono fuggiti a piedi nella pineta.

Tra i 99 clandestini, tutti di sesso maschile, c’erano anche alcuni minori.

I migranti sono stati portati al porto di Taranto per le operazioni di identificazioni. A supportare i finanzieri anche carabinieri e polizia. Gli egiziani sono stati portati in questura per le operazioni di identificazione.

Agricoltore ucciso, arrestato in Romania il presunto assassino

Gheorghe Bugaenco

Sarà estradato presto dalla Romania il presunto autore dell’omicidio di Antonio Pagano avvenuto nel dicembre del 2010. Gheorghe Bugaenco, questo il nome dell’uomo, di 60 anni è stato arrestato con un ordine di cattura europeo, chiesto dal pm Raffaele Graziano, lunedì in un villaggio della Romania, a 260 chilometri da Costanza.  Il rumeno aveva già trascorso 20 anni in carcere nel suo paese per omicidio.

Antonio Pagano sessantottenne di origini lizzanesi era stato trovato cadavere il primo dicembre del 2010 nel giardino della sua abitazione in contrada Sanarica, a San Donato. A trovare il corpo dell’uomo, con il cranio fracassato e parzialmente ricoperto da arbusti e materiale di risulta, un amico che non aveva più sue notizie da giorni.

Le prime indagini avviate dagli uomini della Squadra Mobile della Questura ionica stabilirono che la morte era avvenuta almeno 15 giorni prima. Sin dalle prime battute gli investigatori non ebbero dubbi, facendo convergere i sospetti su Bugaenco. Il sessantenne rumeno, infatti, aveva abituali rapporti di lavoro e di collaborazione con la vittima ed era stato visto in sua compagnia nei momenti precedenti all’omicidio.

Alla base dell’efferato omicidio un litigio fra Pagano ed il suo presunto assassino, forse l’agricoltore aveva negato al rumeno di realizzare una capannina dove poter stare con la propria compagna, proprio nel giardino in cui la vittima fu ritrovata.

Bugaenco dopo l’omicidio si era impossessato dell’auto di Pagano ed aveva vagato tra la Basilicata e la Calabria per poi fermarsi per qualche giorno ad Isola di Capo Rizzuto, ospitato da alcuni connazionali. Raccolto il denaro sufficiente per il viaggio, aveva fatto ritorno in Romania.

Taranto, la Finanza sequestra 3 chili di “bionde” di contrabbando

Un tarantino è stato denunciato dai militari del gruppo di Taranto della Guardia di Finanza perché vendeva sigarette di contrabbando. L’uomo aveva messo su una rivendita di fortuna ambulante, nascondendo nella sua auto parcheggiata i pacchetti per poi venderli.

Il via vai ha insospettito i militari che hanno controllato il veicolo: all’interno c’erano 150 pacchetti tra Capital e Jackman, tutti di provenienza dell’est Europa e privi del sigillo del Monopolio di Stato.

La Puglia dice addio al San Raffaele del Mediterraneo

La Giunta regionale pugliese ha avviato il procedimento di revoca della partecipazione alla Fondazione San Raffaele del Mediterraneo, procedendo nel contempo al recupero delle utilitas già prodotte dalla Fondazione. L’assessore al bilancio, Michele Pelillo, ha ricevuto il mandato perché definisca e sottoponga alla Giunta regionale, “al termine del procedimento di ritiro, idonea proposta di delibera volta a confermare la destinazione delle risorse finanziarie…alla realizzazione di un nuovo polo ospedaliero pubblico a Taranto. Tale intervento-si legge nel dispositivo della delibera approvata dalla Giunta- che si ribadisce prioritario tra le iniziative di edilizia sanitaria, dovrà corrispondere, quanto a caratteristiche e funzioni al fabbisogno espresso dal riordino della rete ospedaliera, definito in attuazione del Piano di Rientro di cui alla del. G.R. 2624/2010, così modificato con l.r. 2/2011, e quanto a dimensioni finanziarie, alle indicazioni contenute nel PAR FAS 2007-2013…”
5 le delibere che l’esecutivo regionale dovrà revocare: una del 2008 relativa all’acquisizione degli atti circa la proposta di sperimentazione gestionale, formulata dalla “Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor” di Milano; due del 2009 la prima con la quale veniva acquisito il progetto tecnico-sanitario trasmesso dalla Fondazione, e la seconda con la quale veniva sottoscritto l’Accordo Quadro tra Regione Puglia, Comune di Taranto, ASL e Fondazione San Raffaele del Monte Tabor propedeutico alla sottoscrizione dell’Accordo di Programma concernente i profili urbanistici connessi alle opere di edilizia ospedaliere connesse alla sperimentazione gestionale; e due del 2010 la prima che autorizzava il Presidente alla sottoscrizione, siglato poi il successivo 22 gennaio, e la seconda con la quale si assegnava alla Fondazione San Raffaele del Mediterraneo, per la realizzazione dell’ospedale San Raffaele del Mediterraneo di Taranto, la prima quota di 60milioni di euro come anticipazione dei fondi FAS.
Verrà revocato anche parte del Decreto di giunta 331 del 2010. Resterà in piedi solo la parte relativa alla nomina dei consiglieri di amministrazione della Fondazione San Raffele del Mediterraneo di Taranto. I consiglieri, infatti, dovranno occuparsi di sciogliere e liquidare la Fondazione tarantina e restituire alla Regione gli acconti sulle anticipazioni ai finanziamenti deliberati.

Padre e figlio rapinati durante una battuta di caccia

Due cacciatori sono stati rapinati dei loro fucili. E’ accaduto all’alba di oggi in contrada Russoli Specchia tarantina a Martina Franca. Le vittime, padre e figlio di 72 e 41 anni di Ceglie Messapica, sarebbero state avvicinate da due persone a volto coperto, armati di pistola e fucile. I malviventi, sotto la minaccia delle armi, si sono fatti consegnare i fucili in loro possesso regolarmente detenuti.
Al termine della rapina, i due sarebbero fuggiti a bordo di una station wagon di colore scuro condotta da un terzo complice. I cacciatori hanno raccontato l’accaduto ai carabinieri della stazione di Martina Franca che hanno avviato le indagini.

Massafra – Tele del ‘700 trafugate ritrovate in gravina

La notizia ha fatto velocemente il giro di Massafra, complici anche le campane della chiesa dei Santissimi Medici che suonavano a festa. Nella mattinata di venerdì i carabinieri dell’aliquota operativa della Compagnia della cittadina, dopo una delicata ed articolata attività info-investigativa durata un mese e mezzo, hanno ritrovato le due tele del 1700 rubate dalla chiesa il 5 dicembre scorso. Le opere d’arte raffigurano la Divina Pastora e San Biagio.

I due quadri erano nascosti nella gravina in zona Madonna della Scala nella cripta Santa Maria Maddalena proprio vicino alla chiesa rupestre abbandonata dedicata alla Madonna delle Grazie.

Il primo ad apprendere la notizia e a comunicarla alla cittadinanza è stato don Salvatore Di Trani, lo stesso parroco che la mattina del 5 dicembre, incredulo, aveva denunciato ai militari il furto delle tele.

Per i carabinieri non è stato facile riuscire a scovare il nascondiglio scelto dai ladri. Moltissime le perquisizioni effettuate. Dopo il ritrovamento però le indagini non sono finite: ora, infatti, si cercano gli autori del furto e, soprattutto, chi era interessato ad entrare in possesso delle opere d’arte. Pare che i ladri avessero messo a segno il colpo calandosi dal campanile nella notte fra il 4 ed il 5 dicembre scorsi. Presi i quadri i malviventi erano poi fuggiti lasciando spalancato il portone d’ingresso del santuario.

I militari, dopo il ritrovamento, hanno riconsegnato le tele al parroco http://youtu.be/3dpXFlChR9U. Grande soddisfazione è stata espressa da tutta la comunità locale, che si è riunita in preghiera in occasione della messa delle 18.