Taranto – SS. Annunziata, dal 1 Gennaio stop al parto indolore

L'ingresso del SS. Annunziata

La scure dei tagli sulla sanità si abbatte anche sul progetto “Partoanalgesia” della Asl ionica. La notizia è stata data alle future mamme nel corso dell’ultimo incontro informativo sulla tecnica adottata nel Reparto di Ostetricia del Santissima Annunziata. «Non sappiamo – ha dichiarato il dottor Francesco Bailardi, della Direzione Sanitaria dell’Azienda – se dal primo gennaio 2012 potremo continuare a garantire il servizio».

Una vera e propria doccia fredda per tante donne che già speravano di vivere il parto naturale senza soffrire.

L’esperienza dell’epidurale è stata offerta gratuitamente a partire dal giugno 2009 e finanziata dalla Regione Puglia con l’obiettivo di adeguare l’assistenza materno-infantile nella città di Taranto a standard di qualità nazionali ed europei e diminuire nelle partorienti le paure legate al dolore che accompagna il travaglio. I risultati sono ampiamente positivi. «In due anni e mezzo – ha dichiarato il dottor Antonio Pomes, referente anestesista del progetto – oltre 700 donne hanno deciso di affidarsi al parto indolore, abbattendo di fatto il numero dei parti cesarei». A novembre, infatti, è stato praticato ad una sola donna.

L’anestesia epidurale consiste nel posizionamento di un cateterino in anestesia locale dietro la schiena. Solitamente ogni ora, man mano che il travaglio procede, attraverso il tubicino viene iniettato il farmaco a seconda della intensità e della frequenza dei dolori.

Il servizio verrà garantito, quindi, fino al 31 dicembre nell’arco delle 24 ore per i giorni feriali e solo mattina e pomeriggio per i festivi.

Con l’eliminazione del servizio, la Puglia rischia di tornare indietro di due anni rispetto a quanto fatto, e di decenni rispetto agli altri paesi europei come Francia, Spagna, Germania e Gran Bretagna dove il 70% dei parti naturali avviene in epidurale. In Italia solo il 16% delle strutture ospedaliere è in grado di garantire questa tipologia di servizio. Il parto “indolore”, peraltro, non è inserito dal Ministero della Salute tra i Lea, i Livelli essenziali di assistenza (le prestazioni che il servizio sanitario nazionale è tenuto a garantire a tutti i cittadini gratuitamente o dietro il pagamento di un ticket).

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Pubblicato il 4 dicembre 2011 su Sanità. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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