Archivio mensile:dicembre 2011

Maxi sequestro di botti a Laterza

I botti sequestrati a Laterza

Nascondeva nell’auto e nel furgone parcheggiati nei pressi dell’esercizio commerciale di sua proprietà ben 150 chili di prodotti esplosivi. Parte erano stati realizzati artigianalmente ed altri, invece, erano botti di IV e V categoria considerati molto pericolosi. L’uomo, un 53enne di Laterza, era stato visto più volte dai poliziotti mentre prelevava il materiale e lo portava all’interno del locale commerciale per venderli.

Il proprietario della rivendita è stato denunciato per aver fabbricato, conservato, trasportato e venduto prodotti non riconosciuti e non classificati dal Ministero dell’Interno, e per aver fabbricato e commercializzato abusivamente i botti senza le licenze necessarie.

Il materiale è stato sequestrato e distrutto dagli artificieri della polizia.

Taranto- Nascondeva 53 chili di botti, giovane arrestato dalla polizia

Il materiale sequestrato dalla polizia

Il materiale sequestrato dalla polizia

Gli agenti delle volanti hanno arrestato Luca Oliva, tarantino di 23 anni, per detenzione di materiale esplodente e artifici pirotecnici. I poliziotti avevano notato il giovane, loro vecchia conoscenza, entrare ed uscire più e più volte da un condominio di via Lago di Viverone. Fermato per un controllo e’ stato trovato con una di chiave senza riuscire a darne una spiegazione plausibile. Insospettiti gli agenti hanno chiesto ad Oliva di entrare nel condominio e di provare ad aprire le porte degli scantinati. Cosi’ e’ stato: la chiave ha aperto proprio uno dei locali. All’interno erano nascosti 53 chili di botti considerati micidiali. Sul posto, per le operazioni di catalogazione, manipolazione e trasporto, anche gli artificieri della polizia.

Marina di Ginosa: arriva il commissario per l’emergenza

È il governatore di Puglia, Nichi Vendola, il commissario straordinario per l’emergenza alluvione di Ginosa Marina. L’ok ufficiale è arrivato con l’ordinanza del Consiglio dei Ministri. Un documento che arriva a quasi un mese di distanza rispetto a quello lucano ma che dà il via libera ai lavori. Per prima cosa Vendola dovrà redigere un piano operativo di intervento e cominciare ad utilizzare la somma concessa: 1milione e 600 mila euro.

Piena soddisfazione hanno espresso il sindaco di Ginosa Vito De Palma e l’assessore delegato all’emergenza alluvione Leonardo Galante: “Non posso che esprimere il mio personale ringraziamento, sia come cittadino che come rappresentante istituzionale – ha detto Galante – a tutti coloro che, a vario titolo, hanno lottato con speranza, senza mai arrendersi, senza mai cedere alla stanchezza o, peggio ancora, alla rassegnazione, per il raggiungimento di questo risultato”.

“Un plauso va, sicuramente rivolto – ha continuato il sindaco Vito De Palma – al prefetto di Taranto, alla dott.ssa Carmela Pagano: ci è stata sempre vicina, attivandosi anche con chi di competenza, affinchè questo territorio, violentato dalla natura, non fosse dimenticato. Tale ordinanza non rappresenta, di certo, un traguardo, ma il punto di partenza. Ora – ha concluso il sindaco – bisognerà integrarla con tutte le risorse necessarie a soddisfare i diritti dei cittadini, che hanno subìto grossi danni, a mettere il territorio in sicurezza, con estrema urgenza e a dare un sostegno a tutte quelle attività produttive, sia commerciali che agricole e zootecniche, messe in ginocchio da ben nove mesi”.

Manduria – Ruba un navigatore satellitare da un’ambulanza, arrestato

Si era introdotto nel parcheggio del “Giannuzzi” di Manduria e aveva portato via un navigatore satellitare contenuto in un’ambulanza. Fortunatamente i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia della cittadina messapica lo hanno visto ed immediatamente arrestato. Le manette, così, si sono strette intorno ai polsi del 21enne, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, Francesco Gentile residente nella vicina Nardò.

Il navigatore è stato immediatamente restituito, il giovane, invece, è stato accompagnato in carcere.

Taranto – Rapinatore tunisino arrestato dalla polizia

Gli agenti dell’ufficio immigrazione della Questura ionica hanno arrestato Mabrouk Ben Abid, 25enne tunisino, in seguito ad un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto. Il giovane dovrà scontare una pena di 3 anni e 5 mesi per rapina.

Ben Abid per sottrarsi alla cattura aveva indicato delle false generalità nella richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno. I poliziotti, però, sono riusciti a prenderlo. A tradirlo sarebbero state le impronte digitali legate, nella banca dati, alla sua reale identità.

Taranto- Omicidio vigilante, i carabinieri ascoltano probabili testimoni

Continua a tamburo battente il lavoro degli investigatori per l’individuazione dei responsabili dell’omicidio di Via Orsini. Impegnate in campo, soprattutto nella zona Nord del capoluogo, numerose pattuglie, anche di reparti limitrofi, che con l’ausilio di unità cinofile provenienti da Modugno e dell’elicottero dell’Elinucleo di Bari continuano a monitorare il territorio. Numerose perquisizioni anche all’alba di giovedì sono state eseguite presso abitazioni del quartiere Tamburi e di Paolo VI. Ancora potenziali testimoni sono stati sentiti dai carabinieri, che hanno fornito particolari che possono risultare utili alla ricostruzione dei fatti.

Taranto- Sequestrati al porto 1.800 fornelli scaldacera elettrici

Avevano un valore di oltre 45mila euro i 1800 fornelli scaldacera elettrici sequestrati da guardia di finanza e dogana nello scalo portuale ionico. Una persona è stata denunciata.

 

Gli scaldacera sequestrati

I militari hanno intercettato un container sospetto proveniente dalla Cina dichiarato contenere apparecchi elettrotermici importati da una società del nord barese. Nel corso della verifica sono stati trovati gli apparecchi elettrici simili a quelli realizzati  da una società romana che ne vantava i diritti.

La perizia effettuata sulla merce ha confermato il sospetto circa la contraffazione del prodotto, che avrebbe facilmente tratto in inganno il consumatore finale, esponendolo a gravi rischi per la salute.

 

Martina Franca: Polizia sequestra una zona boschiva, bloccata la costruzione di 44 appartamenti

Il momento del sequestro

Gli agenti del commissariato di polizia e del comando stazione forestale di Martina Franca, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto, ha hanno sequestrato in  località Montetullio, una zona boschiva in cui stavano per costruire 44 appartamenti per una volumetria di oltre 13mila metri cubi. Il provvedimento è stato emesso dal gip Martino Rosati, su richiesta del pm Remo Epifani.

Le indagini, che hanno coinvolto il legale rappresentante della società proprietaria dell’area, un noto imprenditore della città della valle d’Itria che stava costruendo e l’allora dirigente dello sportello Unico per l’edilizia del Comune, hanno permesso di accertare che il permesso a costruire era stato rilasciato in maniera illegittima e in violazione delle norme ambientali ed urbanistiche.

I reati ipotizzati sono l’abuso d’ufficio in concorso e la violazione dei vincoli di tutela ambientale e il falso in concorso. Il dirigente comunale, infatti, abusando dei propri poteri avrebbe rilasciato nel marzo 2011 il titolo edificatorio in violazione del piano particolareggiato (scaduto nel 2000) e del piano regolatore generale in quanto aveva assentito la realizzazione, in una zona boscata di alto valore naturalistico caratterizzata anche dalla presenza di una grotta, di 44 appartamenti plurifamiliari al posto delle 14 abitazioni previste in origine, procurando un indiscutibile vantaggio patrimoniale alla società interessata. Il dirigente comunale avrebbe falsamente dichiarato che si trattava di un intervento di ristrutturazione urbanistica mirato a sostituirne uno già esistente, in realtà si trattava di una zona priva di edifici.

Il valore economico dell’operazione è stato stimato in maniera approssimativa in circa 13milioni di euro.

San Giorgio Jonico- Rapinatore solitario colpisce in gioielleria

Ammonterebbe a circa 4mila euro il bottino della rapina messa a segno mercoledì sera a San Giorgio Jonico ai danni di una gioielleria. Erano passate le 21 quando il proprietario dell’esercizio commerciale ha abbassato le saracinesche e stava attendendo l’arrivo del figlio per fare rientro a casa. Secondo il racconto della vittima un uomo con un cappellino calato sulla testa ed il bavero del giubbotto alzato lo avrebbe raggiunto alle spalle puntandogli qualcosa alla schiena, probabilmente una pistola. Sotto minaccia il commerciante ha dovuto rialzare la saracinesca e fare ingresso nell’esercizio commerciale insieme al rapinatore. Una volta entrati il gioielliere sarebbe stato costretto a sdraiarsi per terra, in pochi attimi il malvivente avrebbe arraffato quanto era presente sul bancone di vendita: 3 panni contenenti gioielli. L’uomo sarebbe poi subito fuggito facendo perdere ogni traccia. Il gioielliere ha subito allertato i carabinieri che hanno avviato le indagini per risalire all’autore della rapina. I militari stanno cercando di capire se il malvivente fosse realmente armato, pare infatti che il commerciante non abbia visto l’arma, e se insieme a lui ci fosse un complice.

Taranto, l’Arma smantella il “commando” delle rapine

È la prima risposta delle forze dell’ordine all’escalation di violenza e criminalità che sta investendo Taranto. I 7 fermi eseguiti oggi dai militari del nucleo investigativo, infatti, sono il capitolo finale di un’attività d’indagine condotta sul conto di un’organizzazione criminale dedita alle rapine.

Non si tratta di dilettanti, ma di un gruppo di fuoco ben armato e preparato che da gennaio di quest’anno è stato ritenuto responsabile di almeno 9 rapine tra Taranto e Provincia. Giuseppe Scarciglia di 50 anni, Cosimo Marino di 34, Alessandro Marangi di 36, Salvatore Giaffreda di 51 anni, Gaetano Corallo di 25 anni, Giuseppe Raimondi di 38 anni e Alessandro Marzia di 40, sono i nomi dei destinatari dei 7 decreti di fermo notificati questa notte dai carabinieri ed emessi su disposizione del pm Vincenzo Petrocelli.

L’attività di indagine è stata capillare con attività tecniche, che hanno permesso di definire l’attività criminale dei 7 di fatto responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine ai danni di distributori di carburanti, supermercati e rappresentanti di bigiotteria.

Gli episodi presi in considerazione, come detto, sono 9. Andando per ordine il primo risale al 5 gennaio scorso, ormai quasi un anno fa, a danno di un supermercato situato sulla provinciale per Monacizzo in agro di Torricella: protagonisti due individui con il volto nascosto da una maschera “mefistofelica”, uno dei quali armato di fucile a canne mozze.

In rapida successione, poi altri quattro episodi: due il 22 gennaio, il primo in via Mediterraneo a Talsano in un supermercato ed il secondo sempre a Talsano in via Circonvallazione dei fiori, uno il 27 gennaio in un bar-tabaccheria di San Giorgio Jonico, in via Zingaropoli, l’ultimo il 29 gennaio in una tabaccheria in via Umberto a Pulsano. Stesso modus operandi: due rapinatori con il volto coperto, uno dei quali armato di fucile a canne mozze.

Le altre quattro rapine sono state distribuite su un arco di tempo più ampio. Il sesto episodio è avvenuto il 5 febbraio a Manduria, in via Silvio Pellico, a danno di un mini market; il settimo ad un benzinaio sulla provinciale 102 Taranto-Maruggio, il 16 marzo, differente da tutti gli altri per il numero dei rapinatori, quattro, e le armi usate, il solito fucile a canne mozze ed una pistola; l’ottavo il 12 aprile ad un’altra tabaccheria, di Taranto, simile nei dettagli al precedente; l’ultimo il 16 aprile ad un supermercato di Monteparano situato ancora sulla provinciale per Monacizzo. Non si esclude che la banda possa aver commesso anche altri reati.

I fermati sono stati portati nella casa circondariale di Taranto a disposizione dell’autorità giudiziaria.